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4 Novembre 1966, alluvione di Firenze, cortile
Santa Maria Novella 59° corso carabinieri allievi sottufficiali.
Quel tragico giorno ero stato comandato di servizio mensa per conto
della quinta compagnia, primo battaglione, insieme ad altro C.A.S della
quarta compagnia.
Subito dopo la colazione eravamo intenti a sistemare la frutta e il pane
sui tavoli della mensa per il pranzo. Verso le ore 10, se ben ricordo,
ci accorgemmo che un fiume d'acqua si riversava nei locali delle cucine.
Tutti gli addetti abbandonarono il luogo e in pochi secondi sparirono.
Io e il mio collega rimanemmo interdetti senza
sapere cosa fare mentre l'acqua continuava a salire inondando i locali
mensa ed il cortile. Il mio collega, essendo la sua compagnia
vicinissima, sulla destra dell'ampio secondo cortile, bagnandosi fino
alle ginocchia raggiunse la sua compagnia mentre io, stupidamente ed
ingenuamente tentennavo perché non volevo bagnarmi. Beata incoscienza,
salii su una pedana che galleggiava sull'acqua cercando di tenermi in
equilibrio con un bastoncino per appoggiarmi. Trascinato dalla corrente
impetuosa che faceva scorrere l'acqua dai due passaggi che immettevano
nel primo cortile, dopo due avventurosi giri attorno all'ampio cortile,
fortunatamente l'improvvisata zattera si avvicinò ad una delle colonne
perimetrali. Mi aggrappai alla grondaia
attraverso la quale riuscii a salire sul loggiato nel quale vi erano
alcune aule e l'infermeria. Finalmente ero in salvo nella mia camerata
senza aver subito alcun danno solo, salvo, lo confesso, un certo
spavento.
Le foto furono scattate dalle finestre dei locali della quarta compagnia
a mia insaputa e mi furono consegnate da un collega dopo molti giorni
dal fatto.
Conservo gelosamente queste immagini perché ritengo che, certamente,
quell'episodio mi aiutò a crescere come uomo. |