Monastero Santa Chiara - Monasteri Siracusa

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Monastero Santa Chiara

Il testo è tratto da:
Architettura religiosa in Ortigia
di Lucia Acerra
stampato nel 1995
da: EDIPRINT  
  
MONASTERO DI SANTA CHIARA  
lungomare di Levante
 
II regio Monastero di S. Chiara, sotto la regola francescana, fu fondato nel 1338 "nel quartiere Maniaci", vicino alla chiesa dello Spirito Santo, dalla regina Elisabetta di Boemia, moglie del re Pietro II di Aragona, XIV re di Sicilia, e la prima badessa fu suor Chiara di Tolosa.
Fra le rendite assegnate al monastero vi furono anche i proventi del macello di Noto.
Nel 1386, quando il vescovo di Siracusa Ludovico Massimo visitò il monastero, constatato l'esiguo numero delle monache dovuto in parte all'epidemia di colera del 1348-49, diede disposizioni affinchè le clarisse fossero trasferite nel monastero di S. Benedetto. Ma la sopravvenuta morte del vescovo impedì l'esecuzione dell'ordine che verrà comunque eseguito due anni dopo per volere del vescovo Tommaso Erbes.
Aumentato in seguito il numero delle clarisse, queste ottennero di tornare nel loro monastero in contrada Castello.
Nel 1646, per mancanza di mezzi, le clarisse furono costrette ad essere aggregate definitivamente al monastero di S. Benedetto dove eressero un altare a S. Chiara e celebrarono con grande selennità la festa della loro santa.
Nel monastero di S. Chiara si sistemarono i Padri di S. Francesco di Paola poiché il loro convento fuori le mura era stato demolito per la costruzione delle fortificazioni di Ortigia in vista della guerra con i Francesi del 1673.
Durante il terremoto del 1693, il monastero di S. Chiara fu interamente distrutto e il luogo fu inglobato nel quartiere militare vicino al castello Maniace.
  



 
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