La scultura, dall'origine arte del togliere, era riferito a realizzazioni in pietra, marmo e simili. Nel corso del tempo tale significato è stato esteso anche a realizzazioni in ferro, argilla, fusioni in bronzo e, a qualsiasi manufatto tridimensionale, compresa la ceramica. Nella lavorazione del legno era chiamato intaglio. Per ragioni oggettive non sempre è possibile trovare tronchi di legno adatti alla realizzazione di opere di grande dimensione. Questa galleria vuole esporre le diverse fasi di lavorazione per realizzare, nel corso del tempo, alcune opere. |
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Anno 1992. Speranza nei bambini. La pace è nelle loro mani nonostante la nostra cultura li faccia nascere bacati. Statua lignea, altezza 80 cm, carrubo verniciato naturale. Un bambino impegnato a giocare con una colomba. Il suo corpo è cavo ed indica il marciume. Appena concepito, |
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n. 62 - Anno 1996. Un popolo di Santi, poeti, navigatori, e, … imbavagliati. Statua lignea, altezza 70 cm, noce nostrale trattato naturale. L’Italia considerata culla di santi, di poeti e di navigatori. Vista la realtà, Gesù, S. Francesco, e i soggetti rappresentati, che sognarono giustizia e libertà, con il naso lungo, furono bugiardi. La mano che solleva il coperchio indica la speranza che un giorno si realizzino i sogni e la verità trionfi. |
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Anno 1997. Constatazione. Gli uomini che hanno potere nel palazzo, non |
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n. 27 - Anno 1993. Giustizia oggi. La Giustizia ideale, si vergogna della giustizia Una regina, la giustizia di Dio. L’elsa di una spada senza lama, una bilancia |
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N. 29 - Anno 1993. Oltre ogni speranza. C’è la faremo ad uscire dallo schifo in cui ci troviamo se ci aiutiamo gli uni e gli altri. Statua lignea 75 cm, legno carrubo verniciato naturale. Una spirale avvolge un uomo che tenta di divincolarsi, mentre quattro mani avvinghiate insieme esprimono la volontà di aiutarsi. |
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n. 93 - Anno 2001 Estemporanea d’arte a Brucoli. L’Etna ed il castello. |
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n. 106 - Anno 2002 ORTIGIA . Lo scoglio. I luoghi della memoria. Planimetria scala 1/1000, altimetrie scala 1/500 e ricordi. Tecnica panforte e assemblaggio. Legni, noce locale, noce manzonia, noce tanganica, mogano, faggio, acero, bahja, pitch- pine, douglas,gelso, ramen, frassino, rovere. |
LA MIA CITTA' |
Anno 2002 PORTA DI ORTIGIA DI LIGNE. Legni: pino, faggio, noce locale, rovere, abete, pitch-pine, larice, ramen, mogano, frassino, |
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Opera n. 113 Anno 2003 - Monumento omaggio ad ARCHIMEDE donata per il parco Bosco Minniti |
ARCHIMEDE PDF |
Per la statua del nostro Archimede ho scelto volutamente una pietra nostra,“siracusana”, ricavata da un grande blocco di oltre 4 tonnellate di calcare semicristallino, cercata e rinvenuta in una Cava di contrada Mostringiano presso la base (cretaceo-miocenica) del Monte Climiti; ciò per significare che il nostro grande antenato, impastato dalla polvere e dal fango di queste contrade, respirò quest’aria, ammirò questo firmamento, queste albe e questi tramonti ed infine per riaffermare l’origine Siracusana del grande scienziato, storicamente acclarata, nei confronti del quale siamo da sempre debitori. |
O Padre antico Nobil d’ingegno, Sommo fra i grandi, Precursor nelle vie del sapere: vivesti volendo, scopristi pensando, dicesti facendo. Come il sole ch’illumina e dà vita, su noi rifletti l’immensa gloria. |
n. 118 - 2004 - La fortezza chiamata Eurialo Anno 2004. ricostruzione congetturale, m.2,20 x 0,80 x 0,50. Planimetria scala 1/200 circa, altimetrie al piano di campagna scala 1/100. Essenze varie di legno Noce, Mogano, Castagno, Rovere, Frassino, Larice, Faggio, Ciliegio, Pino ed altre meno nobili. |
Insigni studiosi ne hanno esaminato i resti già ad inizio 800, e ampiamente ne hanno illustrato i risultati, Luigi Maceri, Lo Faso di Serradifalco e più compiutamente Francesco Saverio Cavallari Agevolato da un'esecuzione simile a quella degli antenati costruttori che spianavano a terrazza i tracciati (letti di posa), per base d’appoggio utile all’elevazione di manufatti, sono giunto alle seguenti plausibili conclusioni: I gradini e i camminatoi intagliati nella roccia sul bordo del secondo fossato delle pareti ad angolo convergente, non potevano condurre sul fondo di quest’ultimo perché sopraelevati. Il livello del camminatoio è più basso di oltre 4 metri dal presumibile solaio o piano di calpestio superiore, e serviva, verosimilmente, per raggiungere i locali ricavati in quel punto per compensare il dislivello e forse per giungere alle torri ipotizzate da Mauceri a difesa dell’ingresso al 3° fossato, se esistevano e delle quali, in ogni modo, non vi sono tracce. ( In sito sono chiaramente visibili i terrazzamenti per mura e tramezzi presumibilmente edificati per sostenere i solai del piano superiore). Anche in assenza d’elementi utili gli eminenti studiosi ipotizzano l’esistenza di un ponte levatoio. Scrive il Cavallari, pag. 379, ultimo capoverso: “Le dimensioni del ponte dentro il 3° fossato sono le seguenti: due luci di due metri ciascuna. Spessore della pila di mezzo due metri. Intera lunghezza comprese le due spalle 9 metri. Larghezza metri 6,80. L’altezza doveva essere maggiore di 9 metri”., ed il Mauceri al n. 7 della sua planimetria, ”Piloni del ponte levatoio”, ed ancora al n.9, “strada coperta fra il mastio ed il ponte levatoio con alloggi sottostanti”. Quale necessità vi era di predisporre un ponte levatoio o a contrappesi in quella zona? Non vi sono tracce di strutture adatte a resistere alla forza di trazione. Conquistato il rivellino, vero punto di forza, si potevano facilmente superare i due metri che separano la spalletta dal pilone centrale, oltre naturalmente a rivolgere contro gli assediati le armi abbandonate. È più probabile che trattavasi di passaggio stabile per far accorrere celermente i difensori accasermati nella zona del mastio e nei recinti interni, per consentire un’idonea difesa in caso d’improvvisi attacchi. Se si considera poi giusta l’ipotesi che le difese a corona davanti al mastio, in origine erano le più avanzate, e l’andamento irregolare dei contorni del 3° fossato, si può supporre che i progettisti, com’era in uso a quel tempo, abbiano adattato alle loro esigenze di difesa un preesistente canalone naturale. La roccia di entrambe le pareti del fossato è particolarmente friabile e, quindi, le spallette laterali, una delle quali chiude l’ultima uscita, edificate dopo lo scavo delle gallerie sotterranee, siano servite a contenere possibili cedimenti e come basamento alla strada di collegamento ipotizzata dal Mauceri. |
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n.120 - Anno 2005. Il TEATRO ANTICO DI SIRACUSA V-IV SECOLO A.C, scala 1/100, altimetrie cavea 1/50. Tasselli di pregiate essenze di legno:noce, mogano faggio, iroko, abete, pino, ramen. |
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opera n. 127, anno 2008 la Speranza di Dio, realizzata interamente utilizzando materiale riciclato raccolto tra i rifiuti di vecchi mobili. |
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