Ortigia - Preistoria Siracusa

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Ortigia

tratto da Davide Tanasi:4.1.10. Ortigia (fig. 24)
Il primo riscontro archeologico della frequentazione pregreca di Ortigia
(IGM Siracusa 274 II SO) risale al 1899, quando P. Orsi, in occasione di alcun lavori edili nell’area di Piazza Duomo, recuperò fortuitamente “alcuni cocci arcaicissimi, striati, del genere di quelli di Pantalica, riferibili all’epoca sicula”. Successivamente nell’aprile del 1905, sorvegliando la demolizione del Palazzo Migliaccio, preventiva alla costruzione dell’Hotel des Étrangers all’angolo tra la passeggiata Adorno e la via Maniace, il Roveretano indagò una tomba a grotticella artificiale, violata in antico, munita di anticella, breve dromos e di un letto funebre ricavato nella roccia sul lato sinistro. Tra la primavera e l’estate del 1910, egli intraprese una prima esplorazione archeologica nell’area antistante l’Arcivescovado, il suo cortile interno e diversi punti “dentro ed intorno all’Athenaion”. Qui, in quattro saggi, il 5° (lato nord del tempio di fronte alla seconda e terza colonna da Est), l’8° e il 9° (fra l’ottava e la decima colonna da Est) e nell’antisagrestia settentrionale, tra l’anta nord-est ed il piede della terza colonna, presso il peristilio settentrionale, sotto ai livelli di epoca greca, fu individuato uno spesso strato (0,80 m) con pochi materiali indigeni, di tipo Thapsos e Cassibile, sigillato da uno strato di distruzione posto al di sopra della roccia. L’intervento più significativo si ebbe, qualche anno più tardi, con le quattro campagne di scavo del 1912-1917 che interessarono la via Minerva e che rivelarono una consistente attività antropica databile all’età del Bronzo Finale documentata, oltreché dai molti materiali, anche da alcuni focolari all’aperto e da una capanna. In quello stesso periodo, nel marzo-aprile del 1917, fu eseguito un saggio anche all’interno del cortile del vicino Arcivescovado, dove vennero individuati i resti di una seconda capanna con attiguo focolare esterno; anche in questo caso i pochi materiali rinvenuti erano di tipo Thapsos e Cassibile. Un
dato di estremo interesse fu tuttavia la scoperta di un frammento di ansa ad ascia ad ingobbio rosso del tipo maltese di Borg-in-Nadur, probabilmente relativa ai resti dei livelli dell’età del Bronzo Medio; i medesimi livelli di frequentazione furono identificati nuovamente dall’Orsi nel corso di alcuni lavori in Piazza Duomo nel 1922. Nuovi importanti dati sulla frequentazione di Ortigia nella facies di Thapsos e Cassibile si ebbero con le esplorazione del biennio 1981-1982 in via del Consiglio Regionale e del biennio 1992-1993 nell’area antistante all’Arcivescovado, promosse dalla Soprintendenza di Siracusa. Un ulteriore determinante contribuito provenne anche dagli scavi nella parte centrale di Piazza Duomo del 1996-1998, che riveleranno la presenza anche di livelli di frequentazione di epoca neolitica e dell’età del Bronzo Antico, oltreché confermare l’esistenza di villaggi ben articolati nei periodi di Thapsos e Cassibile.
Bibliografia: ORSI 1889, 1905, 1910, 1915, 1919; VOZA
1984-1985, 1993-1994, 1999
 
 
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