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ARAGONESI |
1282-1410 |
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La dinastia dei Conti di Barcellona |
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PIETRO III il Grande 1282 - 1285 GIACOMO il Giusto 1285 - 1296 FEDERICO 1296 - 1337 PIETRO 1337 - 1342 LUDOVICO 1342- 1355 FEDERICO il Semplice 1355 - 1377 MARIA D'ARAGONA e MARTINO I il Giovane 1392- 1409 MARTINO II il Vecchio 1409- 1410 |
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Testo tratto da Siracusa 27 secoli di storia di Carlo Morrone Editore Maura Morrone |
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Nonostante la liberazione della Sicilia fosse già stata attuata con la "guerra del Vespro", Pietro d'Aragona, genero di Manfredi, Signore di Provenza, fu incoronalo re di Sicilia, anche perchè il pericolo angioino era ancora incombente. Carlo, infatti, aveva posto l'assedio alla città di Messina, ma fu battuto due volte da Pietro: a Malta e a Napoli. A Siracusa, re Pietro e la moglie Costanza furono accolti con grandi festeggiamenti e, per ingraziarsi i sudditi, dispensarono titoli nobiliari, anche a quel Perello da Modica che tanta influenza aveva avuto nella guerra del Vespro. Carlo d'Angiò e
Pietro d'Aragona morirono di malattia lo stesso anno 1285,
ma la guerra tra Angioini ed Aragonesi proseguì più violenta
di prima e, per una serie di circostanze, Morendo Pietro, il trono passò al figlio Giacomo che cedette l'intera Sicilia agli Angioini, parenti della moglie. I Siciliani, offesi, proclamarono loro re Federico, terzogenito di Pietro, che incoronarono il giorno di Pasqua del 1296. Ne scaturì una guerra fratricida che durò oltre vent'anni. In questi vent'anni anche Siracusa ebbe a soffrire un assedio da parte dei Francesi ma, la paura di ricadere nelle loro mani, armò vecchi, donne e bambini che, dal l'alto delle mura, si batterono con tale accanimento che presto l'assedio fu tolto. La difesa della città era stata affidala a Giovanni Chiaramonte. Alla città che si era tanto caparbiamente difesa e che indirettamente aveva lottato per la corona Aragonese, furono concessi numerosi privilegi |
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SIRACUSA ARAGONESE |
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Siracusa fu una delle prime città siciliane ad eleggere il suo Magistrato Municipale, capeggiato da un Baiulo. Alcuni giudici avrebbero amministrato la giustizia e cinque giurati, le finanze. In caso di necessità, il Consiglio poteva servirsi di un certo numero di consiglieri, anch'essi eletti dal popolo. Le elezioni, annuali, si svolgevano nel mese di agosto; tutti i candidati dovevano essere nativi di Siracusa o risiedervi da almeno sette anni, con la famiglia. Nessuno poteva essere rieletto se non dopo tre anni dalla prima elezione. La gente, abituata ad obbedire ad amministratori imposti dal re, si sentì coinvolta in prima persona nel governo della città e fu indotta a organizzarsi e ad aggregarsi in associazioni, a seconda delle condizioni, delle arti, e dei mestieri. Nacquero le confraternite, le congregazioni e le maestranze, contraddistinte da uno stendardo o da uno stemma: |
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ORDINE NELLA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI da un documento del 1474 |
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In primis li bandieri dell'universitati
lo ciliu de l'Universitati, la nota della Fortuna, li Marinai, li Calafati, li Ferrari, li Ortulani. li Vasellari, li Bordonari, -li Scotellari, li Consaturi, li Maestri d'ascia, li Muraturi, S. Giovanni li
Greci, la confraternita dell'Annunciata, la confraternita di S. Giovanni Evangelista la confraternita di S. Antonio li Cordari li Mercanti e Custureri S.Maria d'Itria. |
S.Bartolomeo S.Micheli lu Spiritu Santu lu Salvaturi S.Sofia S.Anna S.Caloiru S.Giovanni Evangelista la Nunciatella S.Liunardo S.Agnese S. Catarina S.Giorgio S.Ippolito S.Stefani lu Sepolcru S. Cristofalo S. Lucia la piccola S. Lorenzo S. Filippo S. Francesco S. Domenico la Nunciata lo cilio della signora Regina la processione lo corpo di Cristo
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| LA CAMERA REGINALE |
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La duchessa Violante riuscì a fare concordare fra suo fratello Federico e suo marito Roberto una tregua di sei mesi. Papa Bonifacio VIII nel 1302 fece mutare la tregua in pace, con un'operazione che in realtà complicava le parentele: Federico d'Aragona sposò Eleonora, la figlia di Carlo d'Angiò. Il matrimonio
si celebrò in Sicilia e ad Eleonora il re assegnò in
appannaggio la città di Siracusa con una compagine
terriloriale formata dai comuni di Lentini, Mineo, Vizzini,
Paternò, Castiglione, Francavilla. Linguaglossa,
Pantelleria; nasceva Siracusa tornò città-capitale. La dominazione aragonese fu caratterizzata da lotte fra le famiglie nobili e potenti dell'isola, nelle quali gli stessi re si trovarono spesso invischiati; in particolare la famiglia Chiaramonte fomentò e sostenne una cruenta guerra civile, alimentata anche dagli Angioini che non avevano dimenticato di essere stati malamente estromessi dalla Sicilia. Il successore di Federico, Pietro, morì cinque anni dopo la sua proclamazione, lasciando un figlioletto di appena cinque anni, Ludovico. L'infante regnò sotto la tutela della madre e dello zio Giovanni, duca di Atene. Morto Giovanni, la regina si pose sotto la protezione di Matteo e Giovanni Chiaramonte. che poterono così fare ritorno dall'esilio. Scoppiarono
cruenti guerre-risse con assalti ai castelli, intrighi.
complotti; presto I Siracusani, al grido di "Viva Ludovico", si liberarono dei Chiaramonte e del presidio angioino che si era asserragliato nel castello Marieth. Fortificarono le coste e si prepararono a vivere giorni di pace. Appena diciottenne Ludovico morì ed il fratello Federico, anch'egli giovanissimo, fu posto sotto la tulela della sorella Eufemia. Raggiunta la maggiore età, sposò Costanza di Castiglia, che divenne così la nuova governante della Camera Reginale. Nel dare alla
luce la figlia Maria, Costatiza morì e il re, per non fare
cadere Morto Federico nel 1377. Maria ereditò non solo la Camera Reginale, ma tutto il regno di Sicilia. |
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VERSO L'ESTINSIONE DELLA CASA ARAGONESE |
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Maria regnò sotto la tutela del Gran giustiziere della città, Artale Alagona che le aveva anche organizzato un interessante matrimonio di stato con Galeazzo Visconti, nipote del duca di Milano. Manfredi Chiaramonte, che per la regina aveva progettato ben altro, la rapì e la tenne ben custodita, prima nel castello di Augusta, poi a Licata ed infine in Sardegna da dove potè fare ritorno in Sicilia solo dopo due anni. Qui giunta, sposò Martino, fìglio del duca di Monblanco, che divenne così Re di Sicilia. I regnanti mostrarono subito una grande simpatia per la città di Siracusa e per i Siracusani e furono prodighi di elargizioni e privilegi: conferirono cariche di alto prestigio ai cittadini più degni e fra questi Iacopo Arezzi, Giovanni Bellomo, Guglielmo Perno, Novelle Piedilepre, Guglielmo Abela. Il 7 settembre 1398 nacque l'erede Federico e l'avvenimento venne festeggialo con fasto e larga partecipazione di folla ma, appena due anni dopo, il piccolo fu ferito a morte da una freccia, durante un torneo cavalleresco. Per il dolore, un anno dopo, morì a Lentini, all'età di 35 anni, anche la regina Maria. Martino sposò in seconde nozze Bianca, la figlia del re di Navarra e a corte ritornarono la serenità e lo splendore degli anni migliori; anche a Siracusa si respirò aria di benessere e molte famiglie nobili ritennero più vantaggioso abitare in città e lasciare le abitazioni di campagna. Sorsero in questa occasione gli eleganti palazzi dei Mergolensi, dei Nava, degli Abela, dei Chiaramonte; mentre i vescovi e gli ordini monastici eressero chiese e monasteri: S. Benedetto, S, Francesco, S. Domenico. Martino il Giovane non lasciò eredi e fu sostituito dal padre, Martino il Vecchio, ma la regina Bianca continuò a reggere lo stato, da vicaria. Nel 1410. con la morte di Martino il Vecchio, si estinse la dinastia degli Aragonesi. |