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LA DINASTIA DEI TRASTAMARE' |
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FERDINANDO il Giusto 1412-1416 ALFONSO il Magnanimo 1416-1458 GIOVANNI D'ARAGONA 1458-1468 FERDINANDO il Cattolico 146S-1516 GIOVANNA
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Testo tratto da Siracusa 27 secoli di storia di Carlo Morrone Editore Maura Morrone |
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La nomina di
Ferdinando di Castiglia a re ili Sicilia non entusiasmò i
Siracusani, che avrebbero preterito la regina Bianca in
veste di vicaria e non solo governatrice della Camera
Regimile. Il nuovo re, non solo richiamò in patria la
regina, ma soppresse La gloriosa Camera Reginale venne ripristinata con Alfonso V, successore di Giovanni, il quale nel 1420 la diede in dote alla moglie Maria di Castiglia. Alfonso decretò, fra l'altro, che le più alte cariche della città fossero conferite a cittadini siracusani e che i vescovi della diocesi venissero nominati direttamente dal re e non più dal Capitolo. Nel 1437 Antonio Bellomo, governatore della Camera Reginale ottenne dalla regina l'approvazione di un piano edilizio che introduceva il moderno concetto di "esproprio per pubblica utilità": chiunque avesse voluto costruire, alzare un palazzo o semplicemente estenderlo, ampliarlo o renderlo più elegante con l'acclusione di una "Casa vel domuncula, vel magazenio, vel apotheca, vel taberna, vel casaleno vacuo", avrebbe potuto ottenerne l'espropriazione. Tale provvedimento diede larghissimo impulso all'edilizia cittadina Prese il via fra i nobili della città una vera e propria gara, con l'introduzione di novità architettoniche che, spesso, si rivelavano riproduzioni integrali di palazzi o di particolari visti in Spagna. Nel 1442, con la conquista del regno di Napoli da parte della Spagna, nasceva ufficialmente il Regn0 delle due Sicilie, di cui Alfonso fu il primo re. L'applicazione
di esose tasse fece rumoreggiare il popolo contro
Preso alloggio al Castello Maniace, il Ventimiglia invitò ad un banchetto quei nobili che. secondo informazioni, erano i veri responsabili dell'insurrezione; invece della tavola imbandita, fece trovare loro il patibolo. Il tumulto cessò di colpo ed il Venlimiglia, per la "geniale operazione", oltre al plauso della corte, ricevette in dono i due arieti di bronzo che da quattro secol i ornavano il portale del castello che lo aveva ospitato (vedi castello Maniace). Alfonso punì i Siracusani abbandonandoli a se stessi durante la pestilenza che scoppiò lo stesso anno. La citta non riusciva a venire a capo di una siluazione disastrosa; sepolta stto una coltre di spazzatura e di ogni tipo di sporcizia, pagava giornalmente il suo tributo di morti. II re fece ripulire la città, controllare scrupolosamente acqua e cibo e rifornire i granai, solo quando una delegazione della città gli presentò ufficialmente le scuse della cittadinanza per la "ingiusta rivolta". Ci vollero comunque sette anni per avere ragione della peste. Nel 1458 Spagna
e Sicilia passarono a Giovanni, fratello di Alfonso; Napoli
andò a Ferdinando, figlio di Giovanni. Fu questo un periodo
molto triste per tutta
Una breve
parentesi per ricordare che nel
I Turchi
corseggiavano già da tempo le coste del Mediterraneo e con
la conquista di Costantinopoli divennero più audaci. Anche
Siracusa si apprestò a respingerli rafforzando le opere di
fortificazione sulle coste. Il governatore Margarith, che
era stalo preposto alla difesa militare della città, per
poter sostenere le spese di fortificazione, ritenne
necessario abbattere chiese e conventi per venire in
possesso di materiale da costruzione, oltre che degli arredi
e delle doti. II Cordova, delegato dal re alla difesa dell'intera Sicilia, arrestò l'incauto governatore e lo spedì in Spagna. Con la morte di Ferdinando. avvenuta nel 1516, si estinse la dinastia Casligliana: la figlia Giovanna, infatti, a causa della pazzia fu solo regina nominale. |
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ESPULSIONE DEGLI EBREI DALLA SICILIA |
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Nel 1431 agli Ebrei tu concesso di abitare in Ortigia, nella zona che da allora prese il nome di Giudecca. Sorsero alcune strutture caratteristiche della loro cultura: La sinagoga, il bagno di purificazione delle puerpere, la casa dei "limosinieri", oltre ad un grande ospedale e ad un mercato nella piazzetta antistante alla sinagoga (sul perimetro della sinagoga oggi sorge la chiesa di S. Filippo Apostolo). I continui
incidenti che vedevano coinvolti sempre più spesso gli
Ebrei, portarono le autorità a prendere alcune misure di
sicurezza: dal tramonto all'alba venivano chiusi i cancelli
di accesso al ghetto e nessuno poteva più accedervi né
tantomeno uscirne. Il perdurare degli incidenti che si
verificavano anche di giorno, portò Ferdinando ad emanare
nel L'espulsione degli Ebrei dalla Sicilia, che certamente avrebbe provocato gravi contraccolpi economici, essendo gli estromessi abilissimi artigiani e ottimi commercianti, fu mitigala da una deroga: furono autorizzati a restare nelle loro case tulli i convertiti al cristianesimo. A Siracusa, le numerose conversioni registrale furono opera del vescovo Dalmazio da San Dionisio e i convertiti acquisirono gli stessi diritti degli altri cittadini. L" integrazione delle due comunità fu, a questo punto, totale e ancora oggi nomi ebrei sono nel tessuto demografico della città; si tratta soprattutto di cognomi acquisiti per onorare le città che li ave vano ospitati per primi: Ragusa, Palermo, Siracusa, Catania, Romano, Puglisi, Greco, Russo. |
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LE COMUNITA' ALBANESI |
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In Oriente l'
impero romano sì sbriciolava, la stessa Costantinopoli era
caduta in mano ai Turchi ( 1453). Migliaia di profughi
abbandonarono |
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