|
|
BENVENUTI - WELCOME - BIENVENU - LA BIENVENIDA - WILLKOMMEN |
GELONE Nacque a Gela nel Fu il maggiore di quattro fratelli, a lui seguirono lerone, Polizzello eTrasibulo. Giovanissimo si distinse per doti militari e coraggio, tanto da diventare, in breve, comandante della cavalleria gelese, sotto il tiranno Ippocrate. Fu lui a sconfiggere l'esercito siracusano ad Eloro nel Morto Ippocrate, Gelone divenne tutore dei figli del tiranno; domò la rivolta popolare che mirava alla proclamazione della repubblica e si fece nominare tiranno di Gela. Nel 485 aiutò i Gamori di Siracusa a fare rientro nella loro città e a riprendere le terre loro requisite dai servi della gleba; si proclamò nel contempo tiranno di Siracusa, affidando Gela al fratello Ierone. Sotto la sua guida, Siracusa divenne ricca e potente; magnanimo, ma allo stesso tempo fermo e giusto, estese i territori siracusani fino a tutta la costa orientale della Sicilia, esclusa Catania. Sposò Damareta, figlia di Terone tiranno di Agrigento. Alleato con il suocero sconfisse i Cartaginesi ad Imera, nella storica battaglia del Abbellì il tempio di Artemide e nella Neapolis ne eresse altri due dedicati a Demetra e a Core. Fece coniare magnifiche monete, che dal nome della moglie si chiamarono Damaretee. Governò fino al Il popolo costernato eresse in suo onore un monumento funebre (i Cartaginesi lo abbatteranno e Agatocle, geloso, farà sparire ogni traccia). |
| Cartaginesi offrono doni a Demareta |
|
DA WIKIPEDIA Gelone (in greco Γέλων; Gela, 540 a.C. – Siracusa, 478 a.C.) fu tiranno di Gela dal 491 a.C. e di Siracusa dal 485 a.C. alla morte. I suoi fratelli erano Ierone I che sarebbe divenuto sovrano di Gela prima e di Siracusa dopo la sua morte, e Polizelo futuro signore di Gela al posto di Ierone I. Iniziò la sua carriera militare come comandante della cavalleria del tiranno Ippocrate di Gela[1]. Quando il suo signore morì, nel 491 a.C., Gelone con un colpo di stato prese il potere per due anni poiché subito dopo conquistò Siracusa, sfruttando la concomitante lotta tra Gamoroi e Killichirioi, divenendone il tiranno per acclamazione.[2]. « Al tempo della tirannide di Ippocrate, Gelone, discendente del sacerdote Teline, era doriforo di Ippocrate assieme a molti altri, tra i quali Enesidemo, figlio di Pateco. In breve tempo per il suo valore fu nominato comandante di tutta la cavalleria; infatti quando Ippocrate assediò Gallipoli, Nasso, Zancle, Lentini, nonché Siracusa e varie città barbare, Gelone in queste guerre si distinse in modo particolare. » (Erodoto, Libro VII, 154) Nel 488 a.C. vinse anche una Olimpiade con la quadriga che lo renderà assai famoso. Affidata Gela al fratello Gerone, il tiranno iniziò un'opera di conquista della Sicilia orientale e di recupero della civiltà greca minacciata dai cartaginesi. Sposò la figlia di Terone di Agrigento, Damarete per rinsaldare i rapporti tra le due città. Al fine di unificare la Sicilia in un unico stato greco che inglobasse anche le varie etnie, Gelone iniziò una campagna di conquiste iniziando da Megara Hyblaea che distrusse deportando l'intera popolazione a Siracusa[3]. Nel 480 a.C. dichiarò guerra a Cartagine con l'aiuto del tiranno Terone di Agrigento, vincendo a Imera. Gli ambasciatori cartaginesi nel negoziare la pace temeranno un alto costo di vite, ma la regina Damarete lo persuade ad essere magnanimo chiedendo tuttavia l’abolizione dell’usanza cartaginese di sacrificare bambini al dio Moloch. Accettate le condizioni della resa, i Cartaginesi doneranno alla regina una corona, con il cui oro vengono coniate le monete chiamate Demareteion. Essendo in corso le Guerre Persiane, gli emissari di Sparta giunsero alla sua corte chiedendo un aiuto bellico contro le invasioni Persiane in Grecia. Gelone offrì il suo aiuto a patto di avere il comando della spedizione. Gli emissari però rifiutarono l'offerta, non essendo d'accordo all'idea di cedere il comando. In mancanza di un accordo, Siracusa non mandò alcun aiuto[4]. Il governo di Gelone [modifica]Durante il suo governo avviò una vasta monumentalizzazione di Siracusa urbanisticamente spostò l'agorà da Ortigia al quartiere Acradina, inoltre fece costruire il tempio di Demetra e Kore vicino al teatro greco, e in onore alla vittoria contro Himera eresse il tempio di Athena e l'acquedotto Galermi. Considerato un tiranno moderato e giusto, non ebbe difficoltà a governare il suo popolo e dopo la sua morte ebbe un culto da eroe. Ad un certo punto del suo governo, egli radunò il popolo in assemblea per rimettere il comando della città. Disarmato chiese di mantenere il potere o di farselo togliere, alché il popolo per acclamazione lo invitò a restare il sovrano di Siracusa[5][6]. Alla sua corte attresse molti poeti e drammaturghi, favorendo anche la costruzione del teatro greco di Siracusa. Ebbe anche una grande fama all'estero, poiché i cartaginesi erano alleati dei persiani, che da anni conducevano una guerra contro gli ellenici. Gli succedette Gerone I. Gelone morì a Siracusa nel 478 a.C., sul letto di morte nominò suo successore il fratello Gerone I e affidò il figlio e la moglie al fratello Polizelo (che sarebbe divenuto signore di Gela), chiedendo allo stesso di prendere in moglie Demarete. Secondo le fonti alla sua morte il popolo pianse il sovrano a lungo il quale eresse a sue spese un mausoleo per il sovrano vicino al tempio di Zeus ai Pantanelli. |
aggiornamento al 10/02/2012