| NORMANNI |
1086-1194 |
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Dinastia degli Altavilla RUGGERO I (Gran conte) 1091 - 1101 SiMONE II (Gran conte) 1101- 1105 RUGGERO II (Gran conte) 1105- 1129 RUGGERO II (primo re) 1130 - 1154 GUGLIELMO I il Malo 1154 - 1166 GUGLIELMO II il Buono 1166-1189 TANCREDI I 1189- 1194 GUGLIELMO III 1194
COSTANZA 1194-1198 |
| TORRI DI AVVISTAMENTO | EDIFICI NORMANNI |
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Testo tratto da Siracusa 27 secoli di storia di Carlo Morrone Editore Maura Morrone |
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I Normanni (uomini del nord), di origine scandinava, erano ottimi mercanti, ma, soprattutto, temerari avventurieri, pirati di mare, valorosi guerrieri. Tra l'VIII e l'XI secolo, spinti da sconvolgimenti politici e da un innato spirito aggressivo, razziavano i centri marittimi e fluviali dell'Europa centrale, Nel 911 il re di Francia Carlo III,
il Semplice, assegnò loro il territorio dell'attuale
Normandia. Da qui alcuni andarono in Inghilterra a fare
conquiste, altri, intorno all'anno Mille, sceserò in Italia:
nel 1038 aiutarono i Bizantini a liberare Nel 1059 Roberto fu nominalo dal papa duca di Puglia e di Calabria e nel 1060 era pronto per la conquista della Sicilia. Furono gli Arabi stessi ad offrire ai Normanni una favorevole occasione: il principe di Siracusa Ibn Timnah, sconfitto dal cognato Alì-ben-Naamh principe di Castrogiovanni, si rifugiò in Calabria dove i Normanni si dichiararono disponibili ad aiutarlo a rientrare nella sua città... L'operazione Sicilia fu affidata a Ruggero, fratello di Roberto che, nel 1060 occupò Messina, nel 1071 Palermo nel 1086 Siracusa. Una dopo l'altra caddero quelle che erano considerate inespugnabili roccaforti arabe: Girgenti. Castrogiovanni, Butera. Con la presa di Noto, avvenuta nel 1091, la conquista della Sicilia da parte dei Normanni potè dirsi completata; Ruggero fu conte di Sicilia. I nuovi "ospiti" fortificarono tutte le città potenziando le mura e costruendo castelli, ma diedero ampio risalto anche all'edilizia sacra; abbatterono le moschee innalzate dai loro predecessori e ridiedero l'originale aspetto a quelle costruzioni che gli Arabi avevano adattato al loro culto. A Siracusa restaurarono i monasteri danneggiati e ne costruirono di nuovi un po' ovunque, affidandoli a prelati di indiscussa rettitudine. Sorsero le chiese di San Nicolò ai Cordari e S. Tommaso, mentre si ristrutturarono quelle di Santa Lucia al sepolcro, S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista, il Duomo. Ai parenti del re e a quei cittadini che si erano distinti nella lotta contro i Musulmani, vennero assegnati castelli, villaggi, città e grandi estensioni di terre con doveri di vassallaggio, in diretta dipendenza dalla casa reale; nacquero i ducati, le contee, le baronie e i feudi. Palermo fu la capitale del regno di Sicilia, così come lo era stata per gli Arabi; Siracusa, che fu una Contea comprendente molte baronie, fu affidata a Giordano, figlio del re. Sarà uno stratigoto ad amministrare la città, in sostituzione del Conte; mentre un bajulo esaminava le controversie civili e riscuoteva i tributi. Il "principio delle consuetudini" facilitò la convivenza di popoli tanto diversi fra loro; Greci, Lombardi, Franchi, Ebrei, Arabi e Normanni non avrebbero potuto essere governati da leggi comuni per cui, per effetto della consuetudine, ciascuna comunità ottemperava alle leggi e agli usi propri del paese di origine. Ciascuna comunità, inoltre, aveva un proprio notaio che trascriveva gli atti nella propria lingua; i Normanni fondarono il primo Stato, nel senso moderno della parola. A Siracusa, dopo duecento anni di
assenza, fu ristabilita Il nuovo vescovo riconsacrò il Duomo ed adottò il rito latino gallicano. Nel Tancredi, nipote del conte Giordano, gli succedette nella città aretusea. Ma, con la morte di quest'ultimo, Siracusa cessò di essere Contea, per divenire città demaniale. Nel 1130 papa Anacleto incoronò Ruggero II re di Sicilia, Puglia e Calabria. Regnando Guglielmo il Malo (così
chiamato perché amante dei piaceri, violento e crudele),
Siracusa ebbe uno stratigoto di eccezione; Sinibaldo,
signore di Quisquina, padre di Santa Rosalia; secondo alcuni
studiosi La domenica di Pasqua del 1140 una violenta scossa di terremoto fece crollare sui fedeli, raccolti a celebrare la funzione religiosa, la volta del Duomo. Si salvarono solo i sacerdoti celebranti, protetti dall'abside che miracolosamente, restò in piedi. I Normanni ricostruirono il Duomo e lo dotarono di un imponente portale gotico con rosone e di un alto campanile. Il vescovo Riccardo volle la volta ornata di dipinti. Ma intanto nell'isola nascevano quei
capolavori di architettura che ancora oggi possiamo
ammirare: Guglielmo II il Buono, favorì l'avvento degli Svevi; alla sua morte, infatti, l'unica erede naturale risultò essere la zia Costanza che egli stesso aveva fatto sposare ad Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa della casa sveva degli Hohenstaufen. Come era prevedibile, quando il trono di Sicilia restò vacante, il Barbarossa avanzò delle pretese a favore del figlio, ma i Siciliani si affrettarono ad eleggere Tancredi, figlio illegittimo di Guglielmo. Dopo appena cinque anni di regno,
Tancredi all'età di 34 anni morì lasciando unico erede il
figlioletto Guglielmo III. Fu a questo punto che Enrico VI,
aiutato dalle repubbliche marinare di Pisa e di Genova, alle
quali aveva promesso Siracusa, raggiunse Il nuovo re di Sicilia imprigionò il giovane Guglielmo, lo accecò, lo evirò e lo spedì assieme alla madre Sibilla in Germania. La moglie di Enrico, postasi in viaggio dalla Germania per raggiungere il marito in Sicilia, a Jesi diede alla luce il figlio Federico (il futuro grande Federico II). Nel 1197, rimasta vedova, fece incoronare imperatore il figlioletto di appena tre anni, assumendone la reggenza. Dopo oltre un secolo di dominazione
Normanna, |
| RUGGERO SECONDO |
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IL PERIODO NORMANNO-SVEVO Testo tratto da galleria Roma Furono i Normanni a cacciare gli arabi
dall'isola; Siracusa fu espugnata nel 1105 dal conte Ruggero e
da suo figlio Giordano. Nel 1127, Ruggero II regnava su una
Sicilia unificata e normanna, con un'amministrazione di tipo
feudale, con principi, conti, ecc. che ricevevano le terre dal
re in cambio dell'obbligo di fornire soldati. Con Enrico VI, il
crudele, intorno al 1194 pisani e genovesi tentarono, di
capovolgere la situazione; ma l'ancor giovane Federico II
controllò la posizione svevo-normanna. Sotto Carlo V, Ortigia subì radicali
trasformazioni di carattere militare. Viene interamente cinta da
mura a strapiombo sul mare e difesa verso la terraferma da tutto
un sistema di forti e canali. |