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La seconda città della Pentapoli si estendeva dall'attuale Darsena-zona Umbertina e la Borgata Santa Lucia fino alla balza chiamata Akradina- Via Politi Laudien L'attuale circoscrizione amministrativa nulla ha a che fare con il territorio dell'antica Akradina in quanto allora era territorio dell'antica Tiche. |
| ZONA UMBERTINA | BORGATA SANTA LUCIA | FORO SIRACUSANO |
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| GINNASIO ROMANO | PANTHEON | STAZIONE FERROVIARIA |
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| CATACOMBE SAN GIOVANNI | MUSEO ARCHEOLOGICO | TEMPIO DI GIOVE |
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| ZONA ALTA PERIFERIA NORD | GROTTASANTA | MARIA MADRE DELLA CHIESA |
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Testo tratto da: LA SICILIA ILLUSTRATA
di:Gustavo Chiesi |
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Acradina la
seconda città della Pentapoli siracusana, sorse col
dilatarsi della colonizzazione greca,
col trasformarsi della sicula
Ortigia nella greco-sicula Siracusa. La Curia, era il luogo ove radunavansi gli Anziani od il Senato della città, quando questa reggevasi a governo popolare, o dove il tiranno convocava i magistrati, i comandanti delle milizie, il popolo per promulgare i suoi decreti o per consultarli ne' gravi momenti. La Curia di Siracusa aveva seggi per seicento senatori; l'adornavano colonne e porticati con statue di uomini illustri e cari alla patria.
Quivi fu ricevuto Cicerone con grandi onori,
allorché venne in Siracusa ad ascoltare i piati della
cittadinanza contro Verre ed a raccogliere documenti per la
famosa sua requisitoria contro il proconsole concussionario
e spogliatore della Sicilia. " Entrammo nella Curia, egli
narra, e per farci onore tutto il Senato si. levò in piedi e
noi a sua preghiera ci sedemmo". |
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Testo tratto da:
SIRACUSA E IL SUO TERRITORIO |
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Il quartiere
immediatamente al di là del ponte si deve identificare con
Acradina. Questo nome non appare nei testi più antichi:
Tucidide si limita a chiamarlo «la città estema» per
distinguerlo da Ortigia, che chiama « la città interna ». Un
tempo si riteneva che Acradina occupasse anche la parte
orientale del pianoro delle Epipole, ma è probabile invece
che qui fosse il quartiere di Tyche. La comunicazione tra
Ortigia, Acradina e la Neapolis doveva avvenire tramite una
larga strada diretta più o meno da sud a nord, un tratto
della quale fu visto nel 1909 presso il Foro siracusano: le
dimensioni eccezionali della strada (circa 13 m di
larghezza) rendono probabile l'identificazione di essa con
la via lata perpetua di cui parla Cicerone nella sua
descrizione della città. |
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