archivio di stato Palermo - Siracusa era

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archivio di stato Palermo

http://www.archiviodistatodipalermo.it/files/inventari/file/1337075163anno1834.pdf
Il complesso documentario Ministero e Real Segreteria di Stato presso il Luogotenente Generale fra gli “strumenti di ricerca” annovera i Repertori del Ripartimento Polizia. I 35 volumi manoscritti – degli inventari analitici, la cui redazione è da fare risalire agli inizi del XIX secolo – attengono a documentazione relativa agli anni 1819 – 1855. Ogni repertorio è strutturato secondo una suddivisione che comprende le seguenti voci: - numero di filza, fascicolo, documento; - data riportata dal documento (giorno, mese, anno); - oggetto, ovvero contenuto del documento; - annotazioni. Quasi tutti i repertori alla fine presentano un indice alfabetico onomastico, analitico e topografico 185 6 133 16 gen 1834 Sulla supplica del Parroco di Vittoria Don Matteo Ventura spedita per mezzo del vescovo di Siracusa Monsignor Giuseppe Maria Amorelli, acciò non si permetta l’apertura del teatro nell’imminente 185 6 134 14 apr 1834 Concede a Don Vincenzo Blandini, confinato in Pachino, autore dei disordini avvenuti nel 1831, di ritornare in Modica sua patria, rimanendo sotto sorveglianza Nel grosso incartamento evvi pure lo stesso provvedimento pel Sacerdote Don Pietro Calvo confinato in Palermo come sopra, pel Sacerdote Carlo Mandolfo e Don Carmelo Floridia confinati in Siracusa Evvi del pari una supplica del patrocinatore palermitano Don Francesco Maria Camarda, chiedente impiego nella polizia; non che pei disordini di Modica vengono traslocati: Volo Lorenzo Giudice istruttore di Modica Miserandino Vincenzo Giudice istruttore di Noto Momino Francesco Giudice Circondariale di Modica Modica Luigi Giudice Circondariale di Lentini Envi finalmente uno stato in cui sono segnati i seguenti facinorosi di colà Abela Emanuele Agosta Antonino Arrabiato Sacerdote Vincenzo Blandino Ignazio e Vincenzo Calabrese Carlo e Giuseppe d’Andrea Calabrese Giuseppe di Michele e Luigi Calvo Sacerdote Piretro Caruso Emanuele ed Ippolito Casserà Michele figlio Colombo Bartolomeo Coltellajo Emanuele Distefano Benedetto Finocchio Carmelo Floridia Carmelo Flaccovento Rosario Fratello Antonino Giannone Giorgio Giulio Giorgio Gregorio e Nacavano Giovanni Iacono e Bottonibianchi Michele Lantieri Carlo e Gregorio Li Citra Giacinto Lo Curcio Giuseppe Lorenzo Mandolfo Carlo Mazzara Giovanni, Paolo e Salvatore Mazzolino Francesco Minardo Giorgio Modica Carmelo, Giovanni e Giuseppe Pace Francesco Palermo Felice Pisciotta Corrado Pluchino e Trolova Michele Poidomani Diego Politica e Calabrese Michele Piuccia Francesco Rosa Giovanni Ruffino Baldassare Scala Lo Zingaro Giuseppe Terranova Antonino 185 6 135 26 mag 1834 Sulle informazioni intorno al Capitano d’armi del distretto di Siracusa e del di lui sostituto, sospetti di agevolare i contrabbandi 185 6 136 1 set 1834 Sopra la querela di falso prodotta da certo Mariano Brigunti contro una deliberazione del Decurionato di Sortino, il cui registro originale contenente tale atto venne dal Giudice Circondariale di Floridia sequestrato e trasmesso al Giudice Istruttore di Siracusa 185 6 137 1 set 1834 Accusa ricezione dell’ordinanza spedita contro il Capitano d’armi del distretto di Noto Don Felice Politi per rivalere Giovanni Di Giacomo dell’ammontare di un furto con violenza patito 185 6 138 1 set 1834 Id id id spedita contro il Capitano d’armi del distretto di Modica Don Tommaso Scrofani per rivalere Giovanni La Cognata di un furto con violenza sofferto 185 6 139 1 set 1834 Id id id spedita contro detto Capitano d’armi ed a favore di Filippo Neri Corallo da Ragusa per l’oggetto di sopra 185 6 140 1 set 1834 Id id id spedita con lo stesso Capitano d’armi ed a favore di Francesco Occhipinti da Ragusa per rivalsa di furto come sopra 185 6 141 1 set 1834 Id id id spedita contro il medesimo Capitano d’armi a favore del derubato Pasquale Candiolo 185 6 142 11 set 1834 Id id id spedita contro detto Capitano d’arme ed a favore del derubato Ignazio Ruggieri da Ragusa 185 6 143 9 ott 1834 Id id id spedita contro lo stesso Capitandarme ed a favore del derubato Candeloro Decesare 185 6 144 1 dic 1834 Intorno al Moro nominato Thomas Iacob inglese che, partito da Smirne sul Brigantino Fingali, comandato dal Capitano Alessandro Noad, venne a sua istanza sbarcato a Capopassero, e che interrogato dal Giudice Regio di Pachino fu tradotto in Siracusa, ove fu messo in contumacia 185 6 145 18 dic 1834 Intorno alle informazioni ed alle carte del Cancelliere Comunale di Solarino Don Antonino Cerani che opprime quei naturali. 193 20/1 895 2 giu 1834 Sulla supplica di Don Giuseppe Daita per essere sciolto dalla cauzione di cento ducati apprestata sui propri fondi in favore di Don Girolamo Montalto imputato di cospirazione e messo in libertà provvisoria Nel grosso fascicolo esistono le seguenti pratiche 1. Attinelli Salvatore viene destinato al Castello D’Ischia per espiarvi la reclusione 2. Traduzione di Melchiorre Catalano dal Forte di Brindisi alla Gran Corte Criminale di Trapani per esser giudicato per omicidio commesso in Alcamo in persona di Carlo Patti 3. Scioglie Don Raimondo Daniele dall’obbligo di dimorare in Butera sua patria, impostagli come complicato in cospirazione 4. Concede la liberazione d’Antonino Bonanno e Franzo La Rosa, messi a libertà provvisoria dalla Commissione suprema pei reati di stato 5. Disposizioni perché Vincenzo Meli da Regalbuto sia confinato a Centorbi, e Gaspare La Russa e Domenico Calascibetta fissati a domicilio nelle rispettive patrie cioè Butera e Petralia Soprana 6. Esiste la seguente nota degl’imputati e degli accusati politici messi in libertà provisoria dalla Commissione Suprema per i reati di Stato, e pei quali esistono diversi atti Adorno Giovanni da Siracusa Attinelli Salvatore da Palermo Barravecchia Andrea da Palermo Benanti Sacerdote Salvatore da Ogliastro 197 34 1411 8 apr 1834 Accorda permesso al Correttore del convento di San Francesco di Paola di Siracusa per la processione del Santo Padre 199 39 1485 27 dic 1834 Sulla supplica di Don Giovanni Aceto, il quale, dopo undici anni d’esilio, chiede la grazia di poter ritornare in patria. Nel grosso fascicolo esistono atti relativi ad Odo ardo Calascibetta barone di Sabei, esiliato, di cui la baronessa moglie Donna Lucia De Grandi da Siracusa chiede a Sua Maestà il ritorno, ed altri atti.


 
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