dietro la posta - Siracusa era

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dietro la posta

DIETRO LA POSTA di Armando Carrubba





I giorni di festa/ vanno sulle ruote/ la giostra li porta/ e li riporta via/. Questi versi di una vecchia poesia sottolineano, qualora ce ne fosse bisogno, l'importanza che avevano sino ad una cinquantina d'anni fa le giostre.
In borgata erano a piazza S. Lucia; in Ortigia il loro posto tradizionale dietro le Poste, e qualche volta alla Marina.
Dietro le Poste le giostre venivano spesso con i loro autoscontri, con le gabbie che giravano a forza di braccia, con quella gruetta che manovrata sapientemente riusciva a pescare un pacchetto di sigarette da dieci, poichè quello da venti era imprendibile per via del peso e del cellophane che lo ricopriva, oppure una penna a biro, un cioccolattino o soltanto chicchi di granturco.
Ma tra specchi deformanti, tiri a segno, percorsi del terrore e altre attrattive, il divertimento per i piccini degli anni cinquanta era la giostrina con i cavalli.
Così il poeta Federico Garcia Lorca nella sua poesia Giostra: La giostra gira/ appesa ad una stella/ Tulipano delle cinque/ parti della terra/ Sopra cavallini/ mascherati da pantera/ i bambini si mangiano/ la luna/ quasi fosse una ciliegia.
Quei cavallini dei sogni, sono stati sostituiti prima dalle macchinine, in seguito da bolidi, aerei, navi spaziali, missili in plastica e vetroresina, tutti simboli dei nostri giorni, frutto della tecnologia più avanzata, di quella tecnica che ha soppiantato il cavallo.
C'erano anche i circhi equestri a conduzione familiare, che stazionavano intere stagioni dietro le Poste, di questi ricordiamo Zappalà e il suo teatro tenda con i classici del repertorio siciliano "Zolfara" "Cavalleria Rusticana" etc. Il circo Zoppis e il circo Bisbini, quest'ultimi tiravano avanti con qualche cavallo spellacchiato, dei baldi giovani di buone speranze al trapezio, un cantante accompagnato dal fisarmonicista e batteria - con repertorio napoletano - un pagliaccio, e qualche ballerina che riusciva a far vendere qualche biglietto.
Ricordarli oggi fa tenerezza; erano degli artigiani dello spettacolo, certe volte costretti ad inventarlo con la passione che solo chi ama questo mestiere può superare i momenti difficili.
Dietro le Poste ricordiamo l'arena Garden, in cine all'aperto durato cinque o sei stagioni, che ogni sera costringeva un nugolo di ragazzi appollaiati sul terrazzino dei gabinetti per assistere ad una disastrata visione poichè da quel punto si vedeva mezzo quadro e difficilmente si comprendevano le parole.
Oggi dietro le Poste non c'è più niente, soltanto qualche roulotte adibita alla vendita di panini e patatine e che in qualche modo illuminano la desolazione serale del posto.


 
 
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