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Celestino Raffaele

IERI ALLIEVI OGGI ......



SCORRE L’ACQUA VERSO VALLE
(di Raffaele Celestino)
E’ una lenta pioggia che viene giù,
Lasciando sugli argini del fiume il lucido bagnato,
Come unica traccia del temporale, che arrivava come un tornado.
Aumenta la caduta della pioggia,
Mentre s’ingrossa, del fiume, la capienza
Dove i suoi argini fanno fatica a contenerla.
Dal ponte vecchio inizia la tracimazione e, da qui, l’inondazione,
Non c’è riparo o sostegno per fermare l’alluvione,
Dalle alte sponte veniva fuori l’acqua del fiume.
Piani bassi, negozi, musei e palazzi subiscono l’aggressione,
Allagando strade, piazze e il pianterreno delle case,
Campi e cascine ridotti in rovine.
I musei e, le opere d’arte, danneggiate in pieno e in parte,
Gravi danni in città arrecati, anche i negozi di ponte vecchio furono bagnati,
Per le campagne allagate, pure le ferrovie furono fermate.
Non c’era ancora di salvezza con l’inverno che si apprestava,
Il chiostro con la Chiesa di S. Maria Novella subì l’affronto,
Con guanti e a mani nude si cercò la vita dentro al fango.
Arrivarono i soccorsi, volontari, fanti e Allievi Sottufficiali Carabinieri,
Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Polizia e tanti giovani dall’estero e dall’Italia,
I danni erano ingenti e il 4 novembre 1966 è una data da non dimenticare.
Tutto il mondo, s’impegnò, e per esso, civili, militari e lo Stato Italiano,
Grande gara di solidarietà, pulizia e fatica fisica, fornita con dignità,
Per far ritornare bella quella splendida, antica e brillante città.
Con la primavera, arrivarono le rondini e ritornava il sereno dopo la tempesta,
L’alluvione lasciava un triste ricordo alla gente per quella immane tragedia,
E, alle anime nobili, che aggiunsero sacrifici ai sacrifici e rendersi utili alla comunità.
Ad essi andò gran parte del merito, al ritorno alla vita dei Fiorentini e alla normalità,
Che seppero avviare iniziative sul piano pratico per la resurrezione della Città,
Lasciando, sui muri, l’impronta del disastro, con l’indicazione dell’altezza d’acqua.
Chiudo questa mia composizione sull’alluvione del 4 novembre 1966 sulla Toscana
ed in particolare sulla città di Firenze a, cui parteciparono, i frequentatoti del 59°
Corso Allievi Sottufficiali Carabinieri, come soccorritori, denominati: ”Angeli del Fango“
Con una frase:
“E, intanto, cerchi tra la polvere ed il fango, povera mano, la resurrezione della Città che non è morta””
L’allora Carabiniere Allievo Sottufficiale
Ora Maresciallo Raffaele CELESTINO


 
 
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