rimanenze statue romane 23 - cenacolo della siracusanita

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rimanenze statue romane 23



Un manufatto romano ritrovato presso Contrada Fico




Il manufatto, che si può osservare nelle foto d’epoca, è una rimanenza archeologica, priva della parte superiore, di una statua panneggiata1 in marmo pentelico2, risalente presumibilmente al periodo della dominazione romana in Sicilia nel I-II sec. d.C.
1 Il panneggio è il modo di disporre le masse e le pieghe delle vesti nelle opere d'arte figurativa e specialmente nella scultura, ha avuto sempre una notevole importanza nella produzione artistica, e soprattutto in quella classica.
2 Marmo a grana fina, leggermente opaco, del monte Pentelico in Grecia, celebre nell’antichità per le cave di marmo bianco, usato in Grecia per la statuaria e per l’architettura e anche largamente esportato; esposto agli agenti atmosferici, assume col tempo una patina calda e dorata che rende particolarmente suggestive le opere architettoniche con esso eseguite (come, per es., il Partenone e i Propilei di Atene).
3 G. A. MASSA, Sicilia in prospettiva, la topografia littorale di Melilli, Vol. II°, Palermo, 1709, p. 392.
4 S. MAZZARELLA – R. ZANCA, Il libro delle torri, Palermo, 1985, p. 283.
Il reperto fu ritrovato nel 1923 presso Contrada Fico, durante i lavori di messa in cultura di un vigneto, in un terreno di proprietà del marchese Filippo Francesco Gargallo di Castel Lentini, VIII° barone del feudo Priolo. Doveva provenire da una villa appartenente a un dominus ruris locale, posta ai margini della via consolare Pompea, di cui passava poco distante e che nei pressi doveva esistere una statio corrispondente successivamente al fondaco della Fico. La residenza rurale doveva essere ubicata dappresso la Torre della Fico o Fontana della Fico;3 edificata prima del 1693 utilizzata per la difesa del litorale e come punto di avvistamento, con locanda e fondaco e con alcune ville di nobili siracusani annessi durante il periodo medievale.4
Venne posta, nello stesso anno del reperimento, dal marchese sopra un alto pilastro vicino la ferrovia, così da renderla visibile ai viaggiatori, e una lapide recitava: “Questo segno di Roma – che quasi saluto
augurale dell’Alma Urbe – fu qui rinvenuto nel marzo MCMXXIII – redimendosi l’Agro Priolese – Filippo Francesco Gargallo – marchese di Castel Lentini, barone di Priolo – fece innalzare”.5
5 P. ORSI, Romanità e avanzi romani di Sicilia, in Rivista Roma, 1934, XII, Num. 6, p. 253
Negli anni ’60 la statua, priva del busto, parte della statua che non si sa che fine abbia fatto, adornava il piazzale d’ingresso dello Stabilimento Montecatini La Torre, costruito nelle contrade di: Fondo Fico, Pezzagrande, Petraro; aree adiacenti alla contrada San Francesco dove persiste la portineria Sud della zona industriale. Il piazzale dove era stata collocata la statua, venne smantellato per impiantare l’attuale area di stoccaggio nominata SG14.
Ai tempi, nei giorni di festivi, la piazzetta diventava un luogo di ritrovo e di passeggio di intere famiglie.
Durante la successiva fase di costruzione dello stabilimento Montedison e chiusura di quello Montecatini della Torre, la stessa statua venne spostata e collocata all’interno dell’area industriale nel piazzale d’ingresso della nuova Direzione presso la portineria centrale.
Fino agli anni 2000 personalmente ricordo che stava posizionata ancora sul posto succitato.
Melilli, 2 giugno 2013
© Sebastiano Lanteri

 
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