Nostra Signora Annunziata - chiese demolite Siracusa

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Nostra Signora Annunziata

Il testo è tratto da:
Architettura religiosa in Ortigia
di Lucia Acerra
stampato nel 1995
da: EDIPRINT  
  
CHIESA DI NOSTRA SIGNORA DELL'ANNUNZIATA  
via Roma  
 
Era la chiesa annessa al monastero omonimo ubicato vicino alla chiesetta del Purgatorio in via Roma, di fronte al palazzo Oddo. Edificata nel 1692 dal vescovo Francesco IV Fortezza, a seguito del terremoto del 1693 non subì che lievi danni. Il Privitera ne da una descrizione particolareggiata, mettendo in evidenza la gradevole fattura: tre altari adornavano l'interno, il maggiore era dedicato alla SS.Annunziata, quello di destra a S. Caterina, quello di sinistra a S. Placido.
"Il coro era sostenuto da quattro delle sei bellissime colonne a pietra bianca siracusana, ch'erano fatte a spire incanalate, in due delle quali all'entrar della porta maggiore vi erano due grandi fonti, per l'acqua benedetta, della medesima pietra".(27)
Il 28 marzo 1867, la chiesa venne demolita e i resti delle monache defunte trasferiti nella vicina chiesa di S.Giuseppe. Il Privitera ha parole di scherno verso la municipalità di allora che aveva permesso, anzi favorito, la demolizione della chiesa e accenna, quasi ad una punizione divina, quando racconta della morte della giovane moglie del tecnico (Reale) che, in assenza del sindaco Moscuzza, aveva presieduto alla demolizione. In quel sito nel 1872 si inizierà a costruire il Teatro comunale approfittando anche del crollo dell'attiguo palazzo dei Principi della Cattolica, gravemente danneggiato dal terremoto, e del trasferimento dei proprietari a Palermo. Per la costruzione del teatro verranno adoperati i materiali di risulta di tre chiese demolite: l'Annunziata, S. Andrea e S. Giacomo. Ma la fabbrica non avrà molta fortuna, infatti la comparsa di una vistosa crepa sul prospetto settentrionale già costruito, produsse l'interruzione dei lavori, mentre i tecnici incaricati di compiere accertamenti sui lavori eseguiti, ne consigliavano la demolizione. Tra infinite polemiche con la ditta appaltatrice, i lavori vengono ripresi dopo 10 anni nel 1882 e l'inaugurazione avverrà solo nel 1897.
Viste le attuali vicende, viene spontaneo pensare che sul luogo aleggi una sorta "di malefìcio" che ne impedisce la definitiva sistemazione!



 
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