CIRINNA'
pittore-decoratore barocco

 

CirinnÓ(CT,1908-1992),pittore,scultore e poeta Archimede Ercole Sebastiano CirinnÓ Ŕ nato esattamente il 27 Marzo 1908 a Catania,dove Ŕ morto, all'alba del suo compleanno,il 27 Marzo 1992,giorno di inaugurazione di una sua mostra ad Acireale presso i saloni del Palazzo di CittÓ,all'etÓ di 84 anni.
Nel 1928 inizia il suo apprendistato presso la "putia" dello scultore Salvatore Zagarella(CT,1894-1965), dove incontra fra gli altri anche  Emilio Greco. Dopo la leva militare, lavora a Catania nello studio del noto scultore Mario Moschetti (Roma,1879-CT,1960); nel 1933 inizialmente collabora con il pittore Giuseppe Barone (Militello Val di Catania,1887-CT,1956), vincitore del concorso per le decorazioni della Chiesa Madre di Carlentini (Sr) e nel 1934 lo sostituisce di fatto, essendosi ammalato l'artista incaricato.
Sua prima mostra collettiva:Circolo Artistico(CT,1939) con E.Greco ed altri artisti.


Dopo la guerra partecipa ad una mostra collettiva presso il Castello Scaligero di Verona,dove alcuni suoi disegni vengono acquistati dal Museo Scaligero d'arte moderna. Nell'autunno del 1944,A. CirinnÓ, che intanto si Ŕ sposato ed ha avuto una figlia,Giovanna, ripara, poichŔ ricercato dai nazisti,in Brianza, dapprima a Casatenovo, poi a Besana, sua terra adottiva, ed infine a Montesiro, nella dependance di Villa Prinetti ,dove nel 1946 nasce la sua  seconda figlia, Antonella ("periodo brianzolo" ,1944-1950).
Ulteriori Personali :Vecchio Oratorio (Besana,'48), Sala  privata (Bondeno-Ferrara,'49),Convento dei Frati
del Carrobbiolo (Monza,'49),Villa Borella(Besana in Brianza,'69),Circolo  della Stampa (CT,'79),Palazzo del Toscano (CT,'85),Centro culturale d'arte "L'Iride(CT,'88),Palazzo della  Borsa (CT,'90) .
Dopo aver soggiornato per brevi periodi a Venezia e Firenze ed aver molto amato Parigi, nel 1950 ritorna di nuovo a Catania, dove affresca la grande parete absidale della Chiesa di Cristo Re, mentre per la Chiesa dei Minoritelli prepara due grandi tele,San Giovanni  e l'Immacolata ; dal 1951 al 1954 decora ed affresca tutti gli interni del Santuario  di Maria della Consolazione  a Patern˛ (CT) e sempre per la stessa Chiesa realizza due sculture lignee, San Michele e San Giuseppe.
Nello stesso periodo realizza a Milano una grande pala d'altare raffigurante  Cristo Giovinetto e due grandi altorilievi in terracotta da collocarsi nella  Cappella dell'Istituto Leone XIII .
Nel 1954 nasce il terzo figlio, Antonello, e dalla seconda metÓ degli anni  Cinquanta realizza tre tele per la Chiesa dei Salesiani a Cibali(CT),la  Chiesa di San Pio X a Nesima ed il soffitto del Foyer del Teatro Bellini (CT,1958),i cui cartoni preparatori sono poi esposti nelle sale del  Circolo Artistico(CT,'61).
Negli anni 1960-1967 soggiorna a lungo a Roma e lavora moltissimo.Su  commissione dei Padri Gesuiti
prepara grandi dipinti per il refettorio di Villa Cavalletti a  Grottaferrata, mentre nella Chiesa dell'Istituto Pio Latino Americano di Via Aurelia sono collocate una Via Crucis e altri  due quadri, Madonna in gloria e Trasporto  di Cristo. Negli anni a seguire realizza dieci tele che raccontano la storia di S. Giovanni di Sales nel  Collegio S. Luigi Gonzaga dei Salesiani a Messina, cura il restauro di tre  saloni e la realizzazione di un quarto salone della nuova ala  dell'UniversitÓ Gregoriana presso Palazzo Frascara a Roma .


Tra il 1967 ed il 1969 mostra di soli monotipi a Milano  e di monotipi e  pitture ad Arezzo : sono gli anni in cui il pittore lavora nel suo studio di  Montesiro di Besana in Brianza e dove nel '68  esegue un altorilievo
commemorativo di Don Gnocchi , collocato sulla facciata della sua abitazione  a Montesiro .
Ritorna in Sicilia e nel 1974 esegue il restauro e consistenti reintegri  dell'affresco seicentesco del Cristo Pantocratore nell'Abbazia Benedettina a  Caltanissetta .Ospite,in seguito nelle sale del Seminario Arcivscovile  (CT) prepara gli studi per gli affreschi delle vele del tamburo  della cupola della Badia di
S. Agata . Alcuni di questi studi e  tele ad olio rimarranno al  Seminario, destinate in donazione, alla sua morte, all'Arcivescovado di Catania; dal 2000 sono esposte nella Sala CirinnÓ del Museo Diocesano.
Per A.Madesani, " Ŕ proprio nel paesaggio pi¨ delicato ed intimo ,dalla Brianza a Venezia,che emerge il CirinnÓ migliore, in grado di trovare una cifra personale,degna di  attenzione critica".
<Quando io sar˛ morto non basteranno i miei quadri, i miei versi, le mie  sculture, i miei amori a ricordare
che fui > (A.CirinnnÓ).
(Notizie tratte in parte dall'opuscolo della Retrospettiva, presso le Sale  Espositive di Villa Filippini della CittÓ di Besana in Brianza (MI)dal 18 Giugno al 10 Luglio 2005,dal titolo "Archimede CirinnÓ in Brianza").

 


 



Archimede CirinnÓ Ŕ nato  nel 1908 a Catania .
Allievo dello scultore Salvatore Zagarella,fu pittore e decoratore d'impostazione ottocentesca .

Non si Ŕ tuffato per˛ in quel clima di illustrazione d'epica popolare,ma Ŕ andato in giro per le varie Chiese siciliane a raccontare i suoi gloriosi episodi religiosi ; anzichŔ al neoclassicismo di moda,ha preferito ispirarsi direttamente al naturalismo " monumentale " seicentesco,ripreso ,a Catania,anche dal pittore militellese Giuseppe Barone(1887-1956) ed alla grande decorazione barocca di Alfonso Orabona .
Opere del pittore Archimede CirinnÓ, che nel dopoguerra si Ŕ trasferito a Milano, sono presenti nel Palazzo Ferrarotto ( sede del Circolo Artistico)  di Viale XX Settembre a Catania.
Mostre Personali degne di nota :Circolo Artistico (CT,'47), Galleria Comunale (Monza,'49).
Di Archimede CirinnÓ si sa poco,non siamo riusciti a  conoscere neanche  la data di morte.
Ulteriore mostra : VIII Mostra d'arte del Sindacato Interprovinciale fascista(Palermo,'38).

Un' opera di A. CirinnÓ Ŕ il grande busto in bronzo della poetessa Marianna Castellani, presso la Sala Civica Barborani di San Bonifacio (Verona).

 




  CIRINNA' (1908-1995) , Ultimo dei grandi

Dal quotidiano La Sicilia del 30 Aprile 1990,a firma M. Bracciante,riportiamo in parte :
" Artista che pu˛ definirsi <classico> , Archimede CirinnÓ attinge alla lezione dei pi¨ grandi del passato e ne ripropone gli effetti compositivi maestosi,le rese coloristiche dell'affresco,le malizie illuministiche di esempio caravaggesco . <Ultimo dei grandi> cosý come umoristicamente ama definirsi , il vegliardo Maestro catanese Ŕ autore di armoniose sculture.....Mentre di evidente riferiemnto preraffaellita e seicentesco sono le sue opere pittoriche : grandi tele,grandiosi affreschi,mirabili monotipi dimostrano
un'arte che si rinnova e si personalizza senza legami temporali,operando una sorta di mediazione tra la natura e l'uomo " .
Archimede CirinnÓ Ŕ nato nel Marzo 1908 a Catania, dove  Ŕ morto molto probabilmente nel 1995 , all'etÓ di 87 anni .
Fra le sue opere degne di menzione :
-la parete absidale di Cristo Re (CT,1950) .
-la decorazione intera del Santuario della Consolazione di Patern˛(1951-1954).
-il soffitto del Foyer del Teatro Massimo Bellini(Catania,1958) .
-i lavori del periodo romano(1960-1967) a Villa Cavalletti in Grottaferrata , al Pio Latino Americano di Via Aurelia ed i quattro saloni di rappresentanza a Palazzo Frascara nuova ala della UniversitÓ Gregoriana, nonchŔ il ritratto ufficiale di Papa Govanni XXIII.
Nel 1971 ha pubblicato un volume in versi <Commiato all'Estate> che ha avuto successo anche in Francia per la traduzione di Solange da Bressieux,poetessa parigina.


Dal 1970 al 1974 ha lavorato ai cartoni per la decorazione della parte nuova dell'Antica Cattedrale di Caltanissetta . Nel 1991 ha vinto il Premio Tavolozza d'argento (Tremestieri Arte,'91) ed ha preparato gli studi per affrescare la Badia di S. Agata a Catania in omaggio alla Santa Patrona .
Ultima sua Mostra Personale : Palazzo della Borsa (Catania,1990) .
Archimede CirinnÓ ha avuto una giovinezza travagliata, dispersiva ed avventurosa, ma a dispetto del molto tempo perduto, Ŕ riuscito a compiere un ciclo enorme di opere in venti Chiese in Italia,oltre quattromila quadri da cavalletto, circa cinquecento ritratti,migliaia di disegni e pi¨ di 200 pezzi di scultura in bronzo,marmo,terracotta e cera .
Ha lavorato per oltre 60 anni , indifferente alle correnti dell'arte modernistica , sulla linea della tradizione naturalistica che va dal Seicento europeo all'ultimo Ottocento francese ed italiano .
Nel 1939 lo scultore Emilio Greco fu ospite dello studio del pittore CirinnÓ,che successivamente  ha stilato un articolo "Queste memorie sono proprio smemorate" sul Giornale del Sud (27 Febbraio 1981).



(Si ringrazia per il materiale biografico fornitoci il Sig. Massimo Aiello da Cagliari ) .




                                                                                                   

CirinnÓ Archimede