tragedia scogli lunghi - miti e leggende

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tragedia scogli lunghi

tratto dal libretto tra realt\'e0 e leggenda di Arturo Messina

ARTURO MESSINA
TRA REALTA’ E LEGGENDA
1)PER LA MAGGIORE CONOSCENZA, ESALTAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI PIU’ SUGGESTIVI ANGOLI DEL TERRITORIO SIRACUSANO.

A traggedia d’’e scogghi longhi”.
Il Fancaudo, un’imbarcazione da competizione, al ritorno da u n allenamento risicatoche, in verità, era stato sconsigliato da chi meglio conosceva le insidie di
quel tratto di mare, per le pessime condizioni atmosferiche - proprio alla vista di tante persone che perplesse e inermi furono testimoni dell’immane disgrazia, si capovolse!
Nuccio Caia, un mio ex alunno che già era diventato medico, fratello di Sergio, anch’egli mio ex alunno, ma successivamente, al liceo Corbino, si dice che
stava per salvarsi, che stava per raggiungere la riva, ma che, vedendo in pericolo il proprio compagno Marcellino Bianca, un semplice falegname- ma il mare affratella e allivella tutti - volle tornare indietro per porgergli aiuto.
Il sopraggiungere di un altro gigantesco cavallone li investì e li coprì entrambi, li divorò!
Nessuno più li vide, di tutte le persone che allibite assistettero alla terrificante scena!
I corpi furono trovati imbrigliati tra le reti di alcuni pescatori solo parecchi giorni dopo, nelle acque che scorrono davanti al fronte posteriore del Palazzo delle Poste.
Fu in quella circostanza che nacque “ ’A traggedia d’’e scogghi longhi”, la composizione che l’amico Armando greco si compiacque di far conoscere attraverso Superradio.
Eccola!

Il mare retrostante il palazzo delle Poste dove vennero ritrovati i 2 cadaveri

 
 
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