Ragioni di un esodo - ortigia

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Ragioni di un esodo

MICHELE LIISTRO
Michele Liistro Le ragioni di un esodo

 La manifestazione più significativa di questo sconvolgente cambiamento o, se si vuole, la sua diretta conseguenza, la si poteva osservare, già negli anni 80, nelle ore serali, quando la folla di "ten agers" entrava in azione nei nuovi quartieri della periferia ed in particolare a p.zza Adda, il "luogo" che era diventato il nuovo "cuore", della città moderna (fig.1.42,1.43).
La scena che ci si presentava era una vera e propria "giostra impazzita" di giovani che si muovevano e si rincorrevano, svolazzando come cavallette da una parte all'altra della piazza con motorette e biciclette. Un inferno vero e proprio, un vociare assordante, tipicamente mediterraneo, che impediva quasi di ascoltare la propria voce.
Questi ragazzi erano i nuovi abitanti, la generazione nata nei nuovi quartieri della città; erano i figli dei siracusani che avevano abbandonato lo "scoglio" in cerca di condizioni abitative migliori ed avevano attraversato quella "cintura ferroviaria" che, per più di mezzo secolo, aveva segnato la linea di separazione fra la città e la campagna, fra il centro e la periferia.
Lo spettacolo ricordava lontanamente lo "struscio", cioè la tradizionale passeggiata con gli amici lungo il corso principale nelle ore serali che, nel dialetto locale, veniva definita con termine particolarmente efficace, "a stricata re peri" (lo "struscio" delle scarpe sulla pavimentazione stradale mentre si passeggiava). In realtà, dello "struscio" tradizionale era rimasto ben poco perché gli spostamenti non avvenivano più a piedi bensì sulle due ruote ed i soggetti si presentavano con caratteri alquanto diversi: erano motorizzati, rumorosi, si muovevano con grande velocità nello spazio, indossavano abiti firmati e mostravano comportamenti di grande libertà soprattutto nel rapporto con l'altro sesso.
Un mondo nuovo tipico delle città di provincia che riproduceva, attualizzandoli, i comportamenti della tradizione.
La città, sembrava aver mutato i propri costumi ed aveva scelto il suo nuovo luogo di incontro e di aggregazione, l'alternativa al vecchio cuore di piazza Archimede.

 
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