Foti visse due volte - ricordando

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Foti visse due volte

ISOLA DEI CANI
l'Isola dei cani pagina 44

Il Foti che visse due volte

Nel secolo scorso, quando la Democrazia Cristiana dominava in Sicilia, ci fu un periodo in cui Gino Foti - già segretario provinciale del Movimento Sociale - divenne il più potente democristiano di Siracusa (di cui è stato pure sindaco per circa un anno) e uno degli esponenti della corrente andreottiana della regione. Lo confermavano le vagonate di preferenze che riusciva ad ottenere alle elezioni per la Camera, della quale è stato deputato per quattro legislature. Nacchio, come ci piaceva e ci piace chiamarlo su L'Isola dei Cani, in pubblico amava (e ama) atteggiarsi a boss ma senza particolari spacconerie, preferendo assumere un'aria di sufficienza a volte beffarda. Uno che lo conosceva bene mi raccontò che all'uscita nelle sale del "Padrino" interpretato da Marion Brando, il film gli piacque così tanto che andò a vederlo più volte. Vero o inventato che fosse, nella mia memoria l'aneddoto fa il paio con una foto degli anni Settanta, pubblicata in una raccolta d'interviste a politici siracusani (realizzate dall'allora suo estimatore Salvo Benanti) in cui Foti è ritratto nel salotto di casa con addosso una vestaglia. La sua parabola politica sembrava conclusa a causa di alcune storie con risvolti giudiziari, in particolare una condanna per cosiddetto voto di scambio a un anno e due mesi, come da sentenza definitiva della Cassazione che stabilì anche la perenne incandidabilità. I giudici credettero ad alcuni pentiti del clan siracusano Urso-Bottaro i quali affermarono che, in occasione delle elezioni per la Camera del 1992, Foti aveva elargito delle somme di denaro in cambio di un sostegno elettorale da parte del gruppo mafioso. Vicenda che evidentemente è stata rimossa alla grande dal Partito Democratico di Siracusa: mica Foti è Totò Cuffaro, Dell'Utri o nientemeno Berlusconi. E poi, non si può sempre stare a ricordare un piccolo incidente di percorso, un misero voto di scambio con quattro scassapagghiari (si fa per dire). Comunque sia, è dentro il Pd che l'ex sottosegretario al Tesoro, da sincero democratico, ha deciso di riposizionarsi strategico e pimpante. L'attuale segretario provinciale Giovanni Cafeo è, come si suol dire, espressione della sua corrente che a livello nazionale fa riferimento all'ex segretario del Pd Dario Franceschini. Il peso elettorale che Foti continua ad avere lo si è visto in più occasioni. E giorni addietro il vecchio leone ha chiesto pubblicamente scusa agli I elettori ai quali aveva dato indicazioni di voto per Mario Bonomo alle ultime elezioni regionali. Motivo: eletto deputato alla Regione col Pd anche grazie al sostegno del gruppo Foti, Bonomo adesso | è trasmigrato nel nuovo partito di Rutelli. Un'offesa cocente che ai tempi beati del-1 lo scudo crociato, nessuno si sarebbe per¬messo nei confronti di Ginacchio. Della serie: anche i pezzi da novanta col tempo perdono colpi. Tex Killer 



Lasciate che i giovani vengano a me
Al Foti pigmalione si deve tra l'altro l'ascesa iniziale di Fausto Spagna, sindaco De della Siracusa da bere co 'sgrìcciu degli Anni Ottanta, e il significativo sostegno per l'elezione a sindaco, nel 2013, del renziano Giancarlo Garozzo. Per la festa degli auguri natalizi del 2015 organizzata dai Foti's boys nella sala affollata di un albergo cittadino (fotogramma a lato da un servizio de La NotaT) a fare da comica al vecchio Gino Nacchio c'era anche il giovane segretario provinciale del Pd Alessio Lo Giudice, appartenente all'area riformista-riformata del partito e filosofo del pensiero mobile qual piuma al vento. Nella stessa occasione l'adepto Giovanni Cafeo ha rievocato il profondo rapporto col mentore Foti che - ha testualmente sottolineato - "Prima d'incontrarlo di persona conoscevo solamente attraverso le pagine de L'Isola dei Cani". La cui lettura, evidentemente, non gli è servita granché.



 
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