Lamba Doria batteria - ricordando

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Lamba Doria batteria

GUERRA SIRACUSA

 
La batteria navale Lamba Doria , costruita a difesa del mare antistante Siracusa e il Golfo di Noto (Penisola della Maddalena - Capo Murro di Porco) aveva un ruolo strategico militare non secondario nella piazzaforte Augusta-Siracusa in quanto era armata con tre pezzi navali da 152 mm con impianto scudato, che controllavano con il loro raggio di fuoco tutto il golfo di Noto e, insieme alla sua batteria gemella "Emanuele Russo", preoccupava gli inglesi che pianificavano l'operazione di sbarco in una costa situata sotto il loro raggio di azione (operazione Husky).
La neutralizzazione della batteria Lamba Doria fu un'operazione segreta degna di un film di azione.
Per sabotare la batteria navale Lamba Doria il comando inglese utilizzò reparti speciali del SAS (Special Raiding Squadron), che si addestrarono in Palestina su una ricostruzione della batteria. In tutto agirono 250 uomini comandati dal maggiore Mayne, che partiti il 7 luglio da Port Said a bordo della nave Ulster Monarch, arrivarono in zona d’operazioni e scalarono la parete rocciosa di Capo Murro di Porco, considerata troppo alta e ripida per cogliere di sorpresa i difensori.
Alle 02,15 del 10 luglio irruppero di sorpresa le truppe speciali del maggiore Mayne, che attaccarono la batteria dopo aver ucciso le sentinelle lungo il reticolato.
La resistenza delle camicie nere, pur con netta superiorità nemica degli attaccanti, si protrasse fino alle ore 4,00 quando i superstiti furono sopraffatti, fatti prigionieri e trasferiti al campo di prigionia allestito dagli Inglesi a Cassibile. La conquista della batteria Lamba Doria ebbe un effetto devastante sui militi della vicina batteria "Emanuele Russo" ed un effetto "domino" sul comando di Augusta.
I genieri britannici ebbero il ruolo di far saltare i temibili pezzi navali da 152 mm e, dopo la conquista della batteria, fu facile per i britannici controllare il golfo di Noto per lo sbarco in massa di uomini e mezzi sulle spiagge.
Il comandante della batteria Lamba Doria durante le operazioni belliche del 9-10 luglio 1943 era il siracusano, seniore MVSN Antonino Pandolfo. 
Nel corso del secondo conflitto mondiale, almeno fino alle prime operazioni del 10 luglio 1943, la piazzaforte di Augusta-Siracusa era stata considerata strategicamente, dagli angloamericani, l’avamposto più temibile per la loro base più vicina, l’isola di Malta; nello stesso tempo, gli anglo-americani consideravano la piazzaforte di Augusta-Siracusa la più ambita nell’operazione d’invasione Europea.
Dopo l'operazione militare anglo-americana del 9-10 luglio 1943, denominata “Husky” la piazzaforte di Augusta-Siracusa passò alla storiografia del ventesimo secolo con la brutta
fama della base più munita come sistema difensivo, che crollò senza combattere.
Tanti furono gli errori strategici che portarono al collasso della piazzaforte; fra questi errore fondamentale quello di diramare l’ordine del 9 luglio 1943, emanato dal capo di stato maggiore ammiraglio Gasparrini a tutte le batterie costiere, sulla distruzione degli impianti e delle opere di difesa in caso d’invasione, suscitando allarmi prematuri fra i soldati.
Un ordine, sollecitato alle 22,00 al Comando della DICAT dallo stesso ammiraglio Leonardi che rendeva i comandanti responsabili dell’esecuzione. 
Oggi gli echi della guerra sono lontani, l'area delle batterie costiere della Penisola Maddalena è una zona turistica, balneare archeologica e paesaggistica, in cui i ruderi delle batterie fanno meditare sulla guerra e sulla cultura dell'autodistruzione che genera chi vuole mettere l'uomo contro l'uomo.
L'Associazione culturale e storica Lamba Doria, si impegna ormai da anni per il recupero della memoria storica del sito. Testo e ricerche di Carlo Stracquadaneo








 
 
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