Nave Esperia - ricordando

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Nave Esperia


Come mai la nave Esperia ha spazio in un sito che riguarda Siracusa?
La ragione è semplice, personalmente ricordo la nave, così come la ricorderanno i siracusani più anziani.
L'Esperia insieme a tante altre tra le quali, la Città di tunisi, l'Argentina e la Star of Malta, negli anni tra il 50 e il 60 le vedevamo con regolarità attraccate alle banchine del porto di Siracusa dove si rifornivano o imbarcavano e sbarcavano merci e passeggeri per poi intraprendere i loro viaggi per le destinazioni assegnate.

qui la Star off Malta







e qui l'argentina





in una storica cartolina qui attraccata alla banchina del porto di Siracusa



gli eleganti interni della nave





NAVE ESPERIA
Anno di Costruzione = 1919
Compartimento = Genova
Lunghezza tra le perpendicolari = 153 m
Larghezza fuori ossatura = 18.80 m
Altezza dalla linea di costruzione = 12.89 m
Macchine = 2 turbine con 10 caldaie da 56 forni X 18.000 hp
Eliche = 2
Consumo = 172 tonnellate al giorno
Velocità massima = 20 nodi
Tonnellate stazza lorda = 11.398
Tonnellate stazza netta = 5.963
Portata lorda = 2.900 tonn.
Stive = 3 X 2.639 mc
Numero massimo passeggeri in cabina = 375
Impiegata sulla linea n° = 47 Genova - Napoli - Siracusa - Beirut - Haifa - Alessandria e vic.
La turbonave ESPERIA fu l'ammiraglia della flotta sociale. Era suddivisa in tre classi con arredi molto eleganti. Sicuramente una delle più grandi, nelle rotte mediterranee e per la sua velocità veniva definita l'ESPRESSO DELL'EGITTO.
Dal 30 agosto 1939 al 22 marzo 1941, subì una serie di requisizioni da parte dei vari Ministeri finchè, il 23 marzo alle 05.00 venne definitivamente requisita anche se non fu iscritta nel naviglio ausiliario.
Il 16 aprile 1941, mentre era in avvicinamento al porto di PALERMO, entrò in collisione con il cacciatorpediniere LIBECCIO, al quale troncò la poppa a circa 7 metri dal giardinetto poppiero. Nell'incidente riportò danni al gavone di prua ed alle strutture delle stive 1 e 2. Danni che furono immediatamente riparati.
Il 25 giugno 1941, mentre la nave era in viaggio da Napoli e diretta a Tripoli, il comandante Emanuele STAGNARO scriveva :
«Verso le ore 20.20 siamo stati attaccati da una formazione aerea nemica che, ostacolata dalla difesa antiaerea delle unità del convoglio, è stata costretta a ritirarsi. Un aereo nemico è stato abbattuto ed è precipitato in mare avvolto dalle fiamme.
Verso le ore 21.40 abbiamo subito un secondo attacco aereo, con lancio di bombe e siluri.
Un siluro è stato evitato, con una repentina manovra di accostata che l'ha visto sfilare di poppa, mentre siamo stati colpiti da raffiche di mitragliatrice e dallo spostamento d'aria causato dall'esplosione di una bomba dirompente, caduta nei pressi della lancia nr. 9, che ha mandato in frantumi tutti i vetri del lato dritto del ponte di comando ed ha scardinato finestroni porte e battenti della passeggiata inferiore.
Nell'attacco è deceduto il sergente universitario ROMANO Mario classe 1920 e feriti gravemente due sottufficiali germanici , imbarcati come passeggeri. Mentre si sono lamentati 17 feriti leggeri tra l'equipaggio.»
Nel frattempo la nave arrivò a Tripoli.
« Lunedì 30 giugno 1941. Verso le ore 09.15, dalla foschia che si addensava sul porto, sono improvvisamente sbucati quattro trimotori che volavano a bassissima quota, provenienti dalla direzione del Castello e diretti verso il nostro piroscafo.
Prima che si sia potuto individuarne la nazionalità e prima che si sia riusciti a dare l'allarme, gli aerei hanno sganciato una notevole quantità di bombe, delle quali quattro ci hanno colpito in pieno tra le due ciminiere e più precisamente sopra la sala musica. Le esplosioni hanno provocato la distruzione di tutto l'interno dove si è subito sviluppato un vasto incendio che però è stato presto circoscritto e spento, grazie all'opera di tutto il personale di bordo il quale, ha prontamente risposto con calma e disciplina.


 
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