Paolo Orsi - ricordando

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Paolo Orsi

       





Dopo una serie di studi,corsi di specializzazione in Italia ed all'estero, entro' nella Direzione del Ministero delle Antichità e Belle Arti e nel 1890 fù inviato in Siracusa studiando e conducendo ricerche sui Sicani e Siculi per poi concentrare i propri sforzi sugli insediamenti di Thapsos, Naxos e Megara Hyblaea. Indi per volontà superiore dovette occuparsi su siti della Magna Grecia e Calabria non distogliendo,però, mai e da pensionato, il suo interesse per il patrimonio archeologico di Siracusa .
Fù Senatore della Repubblica nel 1924.
A Lui è intitolato il Museo Archeologico di Siracusa, uno dei, se non il piu' grande museo archeologico d'Europa, che non potrebbe esistere senza le sue scoperte.

Alla sua morte donò allla sua città Rovereto:

Nel testamento olografo redatto il 23 novembre 1926, Paolo Orsi stabilì che, alla sua morte, la collezione archeologica raccolta in tanti anni d'appassionate ricerche fosse trasferita al Museo Civico di Rovereto, perché ne beneficiasse l'intera comunità. Così il celebre archeologo roveretano volle omaggiare la città che gli diede i natali.
"Gli oggetti non interessano il Museo di Siracusa - scrive Orsi sulla copertina di un quadernetto di note autografe - ed ho preferito con mio sacrificio pecuniario salvarli dall'esportazione all'estero, destinandoli a una piccola raccolta municipale dell'Italia".
Pertanto il Museo Civico di Rovereto dal 1935, anno della morte di Paolo Orsi, custodisce la preziosa collezione, che comprende, in massima parte, oggetti appartenuti alle antiche popolazioni che abitavano l'Italia meridionale e la Sicilia e riferibili al periodo della colonizzazione greca. Non solo vere e proprie opere d'arte, pezzi unici di rara bellezza, ma anche oggetti apparentemente più modesti che per qualche motivo catturarono l'attenzione e l'interesse dell'archeologo.
La raccolta ha valore anche nel suo complesso, come testimonianza delle motivazioni che mossero l'operato di un uomo che ha fatto la storia dell'archeologia, della sua vita di studioso, della varietà d'interessi, del notevole gusto e della straordinaria competenza.



Direttore reggente del Museo nazionale di Napoli (11 dicembre 1900-marzo 1901)
Direttore del Museo nazionale di Siracusa (19 settembre 1907)
Sovrintendente agli scavi e ai musei archeologici di Siracusa (21 novembre 1907)Socio corrispondente dell'Accademia delle scienze di Torino (31 maggio 1908)
Membro del Consiglio superiore di antichità e belle arti (11 febbraio 1912)
Socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei (18 luglio 1896)
Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (13 agosto 1914)
Membro della Società siciliana per la storia patria

http://www.museocivico.rovereto.tn.it/default.jsp?ID_LINK=1&area=2


ONORIFICENZE
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia 21 dicembre 1890
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 29 gennaio 1902
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 28 agosto 1909
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia 18 agosto 1925
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 29 maggio 1913
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 30 dicembre 1917
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 1° giugno 1930
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 15 febbraio 1934
Cavaliere dell'Ordine del Leone di Zahringen (Baden)
Cavaliere dell'Ordine della Corona di Prussia
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila rossa di Prussia (Germania)

LAPIDI


“ALLA MEMORIA DELL’ARCHEOLOGO
SENATORE PAOLO ORSI
DELLA TRINACRIA E DELLA MAGNA GRECIA
ESPLORATORE PRINCIPE
ONDE MILLENARIE CIVILTA’ DISVELANDO
DOVIZIA DI MONUMENTI E DI PREZIOSE SUPPELLETTILI
ALL’AMMIRAZIONE DEI SECOLI RIDONAVA
ROVERETO
DA LUI SPLENDIDAMENTE DOTATA
QUESTO MARMO CONSACRA
E QUESTA SUA CASA NATIVA
AL CULTO DEI POSTERI DECRETA.
ROVERETO 17.X.1859 – 8.XI.1935 XIV².E.F”

La lastra, in marmo mandorla levigato, fu fornita dalla Ditta Onorato Scanagatta su disegno dell’architetto professore Giovanni Tiella. L’iniziativa costò 300 lire e fu totalmente a spese del comune di Rovereto.




1859 - ROVERETO - 1935
DALLE · TRADIZIONI · CULTURALI
DELLA · SUA · TERRA · ATTINSE
L’IMPULSO · ALLA · RICERCA
ARCHEOLOGICA · ATTUATA
IN · FORTUNATISSIMI · SCAVI
NEL · TRENTINO · NELLA · SICILIA
E · NELLA · CALABRIA.
ILLUSTRÒ
LE · SUE · VASTE · INDAGINI
CON · OPERE · DI · DOTTRINA
CHE · GLI · DIEDERO · FAMA · NEL
MONDO · E · LO · PORTARONO
AGLI · ONORI · DEL · SENATO.
TENNE · VIVO
NEL · CUORE · IL · RICORDO · E · L’AMORE
PER · LA · CITTÀ · NATALE
CHE · VOLLE · EREDE DELLE · SUE
RACCOLTE · D’ARTE
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WIKIPEDIA
Paolo Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 – 1935) è stato un archeologo italiano.
Nacque a Rovereto, città al tempo facente parte dell'impero Austro-Ungarico, e questo favorì i suoi legami culturali con la Mitteleuropa. Dopo gli studi presso l'Imperial Regio Ginnasio di Rovereto, si trasferì a Vienna per seguire corsi di storia antica e archeologia. Continuò gli studi presso l'Università di Padova e si laureò a Roma. Poi frequentò la Reale scuola italiana di Archeologia a Roma, la scuola d'arte classica a Bologna e paleontologia di nuovo a Roma.
Durante le sue prime ricerche, che condusse nella sua terra di nascita, scoprì la zona preistorica del Colombo a Mori nel Trentino.
Dopo un breve periodo di insegnamento al liceo di Alatri in provincia di Roma, entrò nella direzione generale delle antichità e delle belle arti e successivamente alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze.
Non avendo superato il concorso per la cattedra di archeologia all'Università di Roma, rimase, nei ruoli della pubblica amministrazione, come ispettore degli scavi e dei Musei, e nel 1890 fu inviato a Siracusa, dove si dedicò allo studio della preistoria con attenzione alle sedi e alle origini dei Sicani e dei Siculi e ai centri dell'età del Bronzo Thapsos e di colonie greche quali Naxos e Megara Hyblaea. Nel lavoro sui monti Iblei e la valle che porta al mare scoprì templi, necropoli, mura, palazzi, monete e altro e riportò alla luce l'antica città Casmene. Diede una particolare interpretazione sull'architettura della Basilica di San Foca a Priolo.
Fu "Commissario" del Museo Nazionale di Napoli per un breve periodo (1900 - 1901), lasciando però un'impronta indelebile. Infatti gettò le basi per il suo riordinamento globale (realizzato poi dal successivo direttore Ettore Pais), individuando dieci grandi raccolte di materiali.
Nel 1907 si ebbe l'incarico di organizzare la Soprintendenza della Calabria con sede a Reggio Calabria, e contribuì alla nascita del grande Museo Nazionale della Magna Grecia, lavorò in particolare a Reggio, a Locri a Crotone a Sibari, a Rosarno dove continuò lo studio sulla Magna Grecia. Scoprì città, un tempio ionico, antiche mura e i siti di Medma e di Krimisa. Scavò per diversi anni a Monteleone di Calabria (attuale Vibo Valentia).
Mantenne sempre il doppio incarico fino alla nomina di un Soprintendente per la Calabria nel 1924 e si concentrò nell'attività in Sicilia rifiutando la nomina alla cattedra universitaria. Restò anche dopo il pensionamento a lavorare a Siracusa per l'ordinamento del museo di Siracusa che oggi porta il suo nome. Sempre nel 1924 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Scrisse oltre 300 lavori di fondamentale importanza, che lo portarono a vincere il Gran Premio di Archeologia dell'Accademia dei Lincei. La sua bibliografia fu ricca di opere e di temi, dalla Preistoria all'età medievale con grande attenzione alla Sicilia Orientale e alla Calabria, oltre che al territorio di Rovereto, delle Alpi e dell'Alto Adige.
Fu tra i fondatori della Società Italiana di Archeologia nel 1909 e, per quanto riguarda il Trentino, i suoi lavori furono spesso realizzati in collaborazione con Federico Halbherr, già suo collega per qualche anno all'università di Vienna.
Fu membro dell'Accademia nazionale dei Lincei[1]. A lui e a Halbherr è dedicata l'annuale Rassegna del cinema archeologico che si svolge presso il Museo Civico di Rovereto e da un paio d'anni a Reggio Calabria.
Il Museo Archeologico di Siracusa, a lui intitolato, e il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, contengono una grandissima quantità di reperti risalenti a un periodo che va dalla preistoria sino al periodo greco, provenienti da ritrovamenti di tutto il territorio della Sicilia e della Calabria.
Il ritratto di Gagliardi [modifica]
Per descrivere la figura di Paolo Orsi possiamo riportare quanto scrisse di lui, un anno dopo la sua morte, il suo amico Enrico Gagliardi anch'egli archeologo, che ospitò Orsi nei suoi soggiorni a Monteleone di Calabria (oggi Vibo Valentia):
« Rivedo il maestro: alta, solida la persona, la nobile testa eretta, la fronte spaziosa, pochi capelli lisci modellavano il cranio, la barbetta grigia, il portamento rigido, quasi militare, lo avrebbero fatto scambiare per un ufficiale; ma un solco profondo sulla fronte e lo sguardo penetrante ben rilevavano in lui l'uomo di studio e di scienza, abituato al diuturno travaglio del pensiero. Il parlare lento, misurato, schiaro, chiaro, traduceva subito il carattere dell'uomo, diritto e preciso, che attraverso il lavoro senza indugi e senza stanchezza, vedeva netta la meta. La sua vita austera, d'una semplicità francescana, che rifuggiva dagli onori e da ogni teatrale popolarità, gli ha permesso di operare in silenzio in luoghi disagiatissimi. Dovunque Egli è passato, ha lasciato un'orma profonda; perché niente sfuggiva al suo sguardo, alla sua acuta osservazione; i suoi studi si concentravano subito in limpide e fondamentali pubblicazioni che hanno illustrato intere regioni e periodi oscurissimi, mai prima di lui tentati, e da lui fatti rivivere e resi eloquenti dopo millenni di silenzio.(Enrico Gagliardi, "Quaderno della rivista Trentino", Trento 1936, XIV, n. 8.) »


 
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