Rappresentazioni classiche - ricordando

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Rappresentazioni classiche

Sono i falegnami siracusani degli anni '20 e '30 – Non si diventava, allora, "mastri falignami" per caso, ma dopo anni di duro apprendistato, e i ragazzini accovacciati in prima fila ne sono la testimonianza. Alle loro spalle una rappresentanza dei maestri dell'epoca, fotografati al Teatro greco: Vincenzo Cassia, Sebastiano Piccione, Michele De Grandi, Scollo, Azzaro. Approntare le scene delle Rappresentazioni era "cosa loro", di tutti i componenti la categoria, che a turno vi si prodigavano senza risparmiarsi, anche per il buon nome di Siracusa. Non ricevevano alcun compenso, ma alla fine si dividevano equamente il legname ancora riutilizzabile, che, per la verità, non era poca cosa, sia in termini di quantità che di valore di mercato.

col cappello in alto a sinistra mastru Sebatiano Piccione (ran mastianu)

per conoscere meglio e di più http://www.indafondazione.org/

testi e immagini a cura di Matteo Masoli





L'idea di fondare il primo Comitato organizzatore per le Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, nell’aprile del 1913, è del conte Mario Tommaso Gargallo, uomo di particolare cultura ed interesse verso la città e il suo patrimonio archeologico. Con l'aiuto di diversi notabili siracusani riesce a trasformare il Teatro greco in un grande scenario da sogno. Riporta il teatro alla sua originaria funzione di luogo di festività classiche e, soprattutto, trasforma Siracusa, città inserita da tempo nell’itinerario del Grand Tour di colti stranieri europei, in una delle mete più ambite per cultori di teatro all’aperto. Il primo Ciclo di Spettacoli Classici viene inaugurato il 16 aprile 1914 con l’Agamennone di Eschilo. Paolo Orsi, archeologo e Sovrintendente alle Antichità, suggerisce al Gargallo il nome di Ettore Romagnoli che cura la traduzione della tragedia, la direzione artistica e le musiche. Le scene portano la firma di Duilio Cambellotti,i costumi quella di Bruno Puozzo ed il primo manifesto è di Leopoldo Metlikovic. Nel 1927, la commedia entra a far parte – con la messa in scena delle Nuvole di Aristofane – dei Cicli di Spettacoli Classici organizzati dall’Inda. Quella di Aristofane rimane tuttavia una presenza contenuta nel Teatro Greco di Siracusa che mantiene fino agli anni Settanta una chiara vocazione tragiche
Istituto Nazionale del Dramma Antico – Fondazione onlus.
STAMPA : Off. G. Ricordi & C. Milano



Dopo l'interruzione degli spettacoli causata dalla prima guerra mondiale, le rappresentazioni classiche ritornarono sulla scena nel 1921 con le Coefore di Eschilo. Nel 1925 il Comitato che si era costituito dodici anni prima, fu trasformato in Istituto Nazionale del Dramma Antico ed eretto a Ente morale. Nel 1978 l'INDA divenne Ente pubblico



Nel 1922 fu la volta delle Baccanti di Euripide e dell’Edipo Re di Sofocle e così via, ogni tre anni, fino al 1939. Dopo un secondo doloroso silenzio, l’attività venne ripresa nel 1948, anno in cui fu rappresentata l’intera trilogia di Eschilo (Agamennone, Coefore, Eumenidi). Da quel momento le rappresentazioni continuarono con ritmo biennale. Nel corso della sua prestigiosa storia, diverse sono state le iniziative curate dall’I.N.D.A, fra cui ricordiamo i Congressi biennali di studio, i seminari, i dibattiti, la Scuola di teatro classico “Giusto Monaco” e la rivista di studi sul teatro antico, “Dioniso”, pubblicata fin dal 1931: essa accoglie la collaborazione dei più illustri studiosi di teatro.



manifesti 1914-2002 digitalizzati da Matteo Masoli
galleria foto rappresentazione spettacoli del passato
 
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