i luoghi della martire - Santi siracusani

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i luoghi della martire

SANTA LUCIA

I luoghi di Lucia Martire Siracusana
Non c’è persona della nostra terra, devota o assolutamente laica, che non conosca la storia di Lucia, Martire per la fede in Cristo e Patrona della città di Siracusa. Le vicende della sua vita sono state più volte descritte in testi, libri ed opuscoli sì da darne ampia divulgazione tra la gente e i fedeli, contribuendo a sostenere sempre più la devozione verso questa Santa, alla quale i credenti si rivolgono con fede immutabile. Protettrice della vista e dispensatrice di tutela verso chi a Lei devotamente si rivolge, ha sempre goduto di viva riverenza, soprattutto tra i suoi concittadini, che in Lucia credono con assoluta fiducia. A Lei si ascrivono molti miracoli, legati ad episodi ed avvenimenti di cui la storia della nostra città è costellata; soprattutto nei momenti tragici che la nostra terra e i suoi abitanti hanno sofferto. A ciascuno di questi episodi è legato un momento di riconoscenza per l'ausilio prestato dalla nostra Patrona. A memoria di questa tutela vari luoghi sono stati eletti quali siti devozionali, mentre, gli episodi di fatti miracolosi sono stati raccontati ed espressi sotto forma di dipinti, edicole, cippi, che ci richiamano al culto e alla venerazione. Quindi, al di là di quanto è noto della vita della Santa, qui si intende rivolgere l'attenzione su alcuni di questi siti, (o fatti), che molti devoti non sempre conoscono nella loro motivazione ed esistenza. Alcuni di tali luoghi sono storicamente legati a realtà accertate, altri, invece, sono collegati a fatti tramandati da storie e credenze popolari.





La Basilica di Santa Lucia fuori le mura alla Borgata, le Catacombe attorno ad essa, il Tempietto del Sepolcro della Santa, sono indubbiamente i luoghi più noti della nostra Patrona. Ma tanti altri siti, come si è detto, ne richiamano la memoria e le storie attorno alla Vergine Siracusana. Chi si reca nella Chiesa di S. Lucia fuori le mura, noterà al suo interno, sul lato destro dell'altare, addossata ad una parte dell'abside, una antica colonna di granito, sormontata da un capitello, al di sopra del quale in una semplice nicchia dai sobri elementi architettonici, è inserita una statua di Santa Lucia con i tradizionali segni del Martirio. La storiografia ufficiale accomuna questo sito al luogo del definitivo Martirio della Santa. Una semplice targa in metallo, collocata sul fusto della colonna richiama appunto l'episodio. Altro luogo di venerazione é il Tempietto ottagonale del Vermexio,nel cui interno è posto il sepolcro della Martire siracusana. La costruzione dista poche decine di metri dalla Basilica, alla quale é collegata mediante un passaggio sotterraneo, che porta tra l'altro alle Catacombe. Sottostante al sepolcro é collocata la statua di "S. Lucia morente "di Gregorio Tedeschi, alla quale è collegato l'episodio miracoloso della sudorazione della statua, in conseguenza dell'assedio del 1735. Questo straordinario evento concomitante con la fine delle ostilità, rafforzo nel popolo siracusano la devozione verso la Patrona, a cui i cittadini con ardente fede avevano richiesto protezione e salvezza.
L'articolazione e la struttura delle Catacombe di S. Lucia, si presentano ancora oggi alquanto complesse e meritevoli di ulteriori approfondimenti. Il loro esteso sviluppo, la fragilità delle rocce in cui insistono, oltre alla controversa collocazione di parti cimiteriali non solamente cristiane, hanno facilitato in un certo qua] modo la nascita di storie misteriose: la più nota delle quali riguarda la scomparsa al suo interno di una intera scolaresca, mai più ritrovata. Una storia fantasiosa che la credulità del popolo ha ingi-gantito nel tempo tramandandola a voce di generazione in generazione, ma di cui è difficile accertarne la veridicità. Un'altra storia è collegata a questa zona. L'ampia Piazza S. Lucia vide sorgere tra la fine Ottocento e il primo Novecento, i primi caseggiati che furono considerati il nucleo iniziale della Borgata. L'ultimo spazio fu occupato a sud con la costruzione delle Case popolari, vera cortina di chiusura della Piazza verso il mare. La particolare pianta di questo edificio con una sola apertura di una certa ampiezza, racchiude all'interno nel suo cortile un singolare cippo. Su un basamento quadrato insiste una vecchia colonnina: luogo simbolo, secondo una certa tradizione popolare, del sito ove Santa Lucia subì il tentativo di essere trascinata via da alcune paia di buoi; ma che non furono capaci di smuoverla; mentre secondo altre credenze popolari, sarebbe il luogo ove le fiamme l'avvolsero nel tentativo di fiaccarne la volontà e la fede. Luogo, comunque per tradizione popolare, legato al suo martirio. L'occlusione, alla vista del devoto di luoghi di memoria e di fede, non sempre é dovuta alla costruzione di strutture o edifici che ne impediscono la visuale; ma spesso può accadere di assistere alla sparizione totale di siti devozionali. Chi ricorda più l'ubicazione della cosiddetta "fontana miracolosa di Santa Lucia"? Ove, chi soffriva di qualche malanno agli occhi, con fede totale, bagnava le dita o un semplice fazzoletto nell'acqua di questa sorgente, passando poi sulle palpebre il liquido e confidando nella guarigione per la sua devozione alla Patrona miracolosa. Questo sito in passato ritenuto miracoloso dalla gente siracusana, è sparito per sempre, colmato da caseggiati ed asfalto. Per la cronaca, era situato nei pressi delle cosiddette Terme bizantine. Un altro luogo di richiamo devozionale era posto in Ortigia; noto ai vecchi siracusani con la definizione di Santa Luciuzza. Allocato in via Cavour, era una minuscola Chiesuola medievale dedicata a "Santa Lucia la piccola". Qualche vecchio ortigiano ricordava tempo fa la particolare devozione, che si esternava anche con una rapida preghiera, quando si transitava per quel luogo. Nella credenza popolare si identificava quel sito col postribolo ove Pascasio aveva condannato ad essere condotta la Vergine siracusana. Purtroppo anche di quest'edificio non esiste più traccia. Particolari eventi ne hanno cancellato l'esistenza e la memoria. Solo una piccola edicola dedicata a S. Lucia, nei pressi, ne richiama il sito.
Ed una ricorrenza storica, quella del 13 maggio 1646 che diede l'avvio alla Festa del Patrocinio, è ricordata dalla edicola di S. Lucia, alla Turba, in fondo a via Roma. La tavola inserita nella nicchia raffigura l'entrata nel Porto grande di alcuni velieri carichi di grano, per soccorrere la popolazione ormai sull'orlo della disperazione per la fame. Tale episodio molto noto, riportato dalle cronache degli storici è legato alle implorazioni del popolo siracusano alla propria Santa con fiducia profonda nella tutela da parte della Patrona. Il lancio delle colombe che avviene nella prima Domenica di Maggio, serve a ricordare l'e-vento di quel giorno, nel quale una colomba entrò in Cattedrale, posandosi sul soglio episcopale, preannunciando così il provvidenziale soccorso per la popolazione angustiata della carestia.
Ancora una edicola dedicata alla Vergine siracusana, ci ricorda un avvenimento del secolo scorso. Quest'edicola situata in un cantonale del Piazzale delle Poste, in una dignitosa cornice muraria, racchiude nel suo incavo una ben proporzionata statua di Santa Lucia, alla quale i devoti prestano doverosa cura. Nella parte sottostante su una lastra di marmo é inciso il ringraziamento per la protezione concessa dalla Patrona, in conseguenza del maremoto susseguente al tremendo terremoto di Messina del 1908. Al ringraziamento si richiede, nell'epigrafe, ulteriore tutela della Patrona alla propria città. Ma anche altre località, che hanno come Patrona la Martire siracusana, si richiamano a luoghi e memorie su Santa Lucia. Nel territorio di Carlentini, la voce popolare ci indica un sito, ove secondo tradizione, sostò Lucia insieme alla madre inferma, nel viaggio verso Catania onde richiedere a S. Agata un miracoloso intervento. Ancora oggi questo sito è luogo di pellegrinaggio. Sarebbe molto lungo enumerare luoghi ed avvenimenti collegati alla nostra Lucia - Santa per definizione ed opere, la cui simbologia si richiama ad un Cristianesimo vero e il cui nome Lucia (LUX) ci riporta ad un mondo ancora più lontano, in un tempo molto remoto.
Originariamente la data della ricorrenza, nel vecchio Calendario, corrispondeva all'inizio solstizio d'inverno e quindi col progressivo allungarsi del giorno, alla rinascita della luce. Ancora oggi nei paesi nordici tale data assume un significato del tutto particolare. Si spiega così, tra l'altro, il tradizionale rito della Lucia di Svezia. La molteplicità di luoghi dedicati alla storia della Vergine siracusana ci porterebbe ad occupare uno spazio molto esteso, anche perché non possono essere considerate esaurienti queste poche sintetiche notizie.
da tempio greco a Duomo di Siracusa
  

 


 
 
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