San Federico Campisano - Santi siracusani

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San Federico Campisano





Beato Federico Campisano, eremita di nobile famiglia siracusana che visse nella chiesa di S. Maria Maddalena (costruita sull'antico Tempio di Ercole) dove morì il 2 Agosto del 1335. Nello stesso momento della sua dipartita tutte le campane di Siracusa, misteriosamente si misero a suonare. Il suo sepolcro sino al 1590, secondo il Cesare Gaetani, era situato vicino alla porta maggiore della cattedrale, poi fu spostato nella cappella di Maria Santissima. sempre il gaetani sostiene però che il corpo del Beato Federico Campisano sia "sopre L'armario della sacrestia della Cappella del Cricifisso"
TRATTO DA: http://www.santiebeati.it/dettaglio/90254
Il Beato Federico nacque a Siracusa dalla nobile famiglia dei Campisano tra il 1250 e il 1260.
Sin da ragazzo fu attratto dall’ascolto della Parola di Dio e appena poté, vestì l’abito francescano come penitente.
Si ritirò eremita solitario nella Penisola della Maddalena, chiamata così da una chiesetta intitolata alla santa penitente che poi divenne il luogo ove visse il beato Federico, nella zona del Plemmirio in Contrada Isola. Con la visione dell’immenso mare e della mitica Ortigia, visse una vita piena di virtù e densa per i miracoli che avvenivano per sua intercessione; si racconta della liberazione dal demonio di vari ossessi, guarigioni da varie infermità e della risuscitazione di un morto, ebbe il dono della profezia.
Il 2 agosto 1335, il solitario della Maddalena si addormentò nel Signore, pieno di meriti e fra il compianto di quanti a lui ricorrevano per il soccorso del corpo e dello spirito.
Il primo processo canonico nel 1336 fu voluto dal vescovo di Siracusa Pietro De Montecateno; nel 1761 il vescovo Giuseppe Antonio De Requesens ne dispose la ricognizione canonica delle reliquie.
La devozione e il culto per il beato Federico ha avuto alti e bassi nel corso dei secoli, è riaffiorata nei nostri tempi, quasi a volerci indicare la strada della perfezione da ricercare nel silenzio, oggi talmente difficile con i ritmi e il frastuono della vita moderna. Ma se si riuscirà a creare il silenzio intorno a noi, ritornerà la contemplazione della natura e saremo ancora in grado di ascoltare la Parola di Dio.
ANTONIO BORRELLI
Si festeggia il 2 agosto

Da MITICA ARETUSA ANNO I N.2

BEATO FEDERICO CAMPISANO
(via)
Q. Neapolls - Eremita, visse in una chiesetta rupestre nelle penisola Maddalena. Dal volume <L'eremitismo irregolare nella diocesi di Siracusa> a cura di P. Pasquale Magnano, 1983 (pag. 46-47), riportiamo di seguito la deposizione del noto patrizio siracusano Cesare Gaetani sulla vita dell'eremita
"Io so del Beato Federico Campisano quanto sto per dire. Esso Beato Federico Campisano fu di nobile famiglia di questa città, e visse da romito nella chiesa di S. Maria Maddalena di là dal nostro porto. La sua vita fu colma delle virtù ed illustre) per miracoli: infatti liberò molti dalle vessazioni demoniache ed altri da varie infermità, e resuscitò un morto, benché non si spieghi dal Gaetani [Ottavio, parente di Cesare, n.d.r.] se fu prima o dopo la morte d'esso Beato Federico Campisano; ebbe altresì il dono della profezia predicendo ad alcuni cavalieri di questa che giocavano la presa fatta dai turchi della città detta Euba. Così pieno di meriti illustre per miracoli morì in detta chiesa della Maddalena ed allora suonarono miracolosamente da sè le campane di Siracusa, per qual prodigio sorpresi i cittadini furono finalmente avvisati della morte del Beato Federico e furono a levare il suo corpo dalla Maddalena il vescovo D. Pietro Montecateno col clero e Popolo e gran pompa lo portarono in questa Cattedrale ove fu sepolto in sepolcro di marmo.
Dopo di ciò esso vescovo formò il processo giurato della vita e miracoli di esso Beato che mandò a Roma per dal Papa la bolla di sua Santificazione; ma perì quella copia per naufragio della nave con cui si era mandata e perì l'originale bruggiato nell'archivio In tempo di sede vacante per la morte di mons. Platamone. La suddetta morte del Beato sortì li due Agosto 1335 ed il suo sepolcro fu di marmo su di cui era l'immagine del Beato Federico in foggia di eremita ed attorno vi erano dipinti i miracoli da lui fatti fra i quali quello dello morto resu¬scitato che ho detto. Ivi stiede sino all'anno 1590 vicino alla porta maggiore della Cattedrale, quale dovendosi allargare e pulire in detto anno si trasportò il corpo in una cassa, e con poca avvedutezza si ripose con altri forse della sua famiglia. Soltanto per aver letto né riferiti autori che soggiugono essere stata riposta la casa nella cappella di Maria Santissima; ma in oggi io la so esistente sopra l'armadio della sacrestia della Cappella del SS. Sacramento come mi hanno detto varie persone antiche di questa città delle quali non ricordo il nome".




 
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