Castello Francofonte - Sicilia

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Castello Francofonte

SIRACUSA > FRANCOFONTE

CASTELLO DI FRANCOFONTE  commento di Antonio Macchetti





Ubicazione: nella parte alta dell'abitato, i resti del fortilizio occupano un'area in declivio nord-ovest, sud-est, oggi prospiciente ad est su piazza Garibaldi, a nord su via Spoto Puleo, ad ovest su piazza Vittorio Emanuele e su via Marconi, a sud su largo Bellini.
Localizzazione storica: Val di Noto
Cronologia delle principal! fasi storico-costruttive: non esistono dati documentari sulle origini del castello. Visti i caratteri costruttivi e distributivi, c'e da supporre ragionevolmente che l'inizio della costruzione avvenne attorno alla metà del Trecento con l'erezione del torrione centrale orientale. Ubicato all'interno di un recinto anche precario, il mastio con spessore murario di m 2,20 a pianterreno era privo d'ingresso. Ben presto inizierà la costruzione della torre gemella e del muro di cinta con le torri angolari.
Alla fine della fase medievale si aggiungeranno alla tela muraria le quattro torri mediane, e si darà inizio alla costruzione della sala terrana che doveva collegare il piano terreno delle due torri verso nord. Alla metà del '500 verra apposto l'orologio alla torre angolare nord-est (che controllava anche la porta di la terra dell'abitato).
A seguito del terremoto del 1693,l'intero fianco orientale del complesso, comprese le tre torri che vi ricadevano, venne definitivamente demolito per costruirvi l'ala nuova: a giudicare dai terminali, piuttosto incompiuti, l'ambizioso progetto prevedeva che la costruzione continuasse anche sui fianchi nord e sud, cosa che poi non avvenne. Le demolizioni continuarono anche nei secoli, per cui nell'area del castello troviamo inclusi gli edifici costruitivi nell'800 e anche nel '900.
Notizie storiche:
1308-1310 - è nominato per prima volta un casale Bulsida [o meglio Bulfida, aferesi di Abulfida] con la chiesa S. Nicolai (Sella 1944, p. 28). Questo aggregate rurale nel omonimo feudo di Bulfida dei signori Moncada, in seguito "diede 1'origine al novello, o piuttosto potenziato abitato" di Francofonte - Gaudioso 1970, p. 6.
1366 - per la prima volta viene nominate il fortalitium Francofontis posto a controllo di un abitato con 61 case tassabili - Sella 1944, p. 125.
1370 - il feudo è di Costanza Moncada, madre di Artale Alagona;
1392 - a seguito della ribellione degli Alagona i loro beni feudali vengono assegnati ai de Lamia - Gaudioso 1970, p. 6.
1394 - Martino e Maria confiscano i beni feudali ai seguaci dei Chiaramonte: tolti ai de Lamia Francofonte e la vicina Chadra, vengono concessi a Berengario Cruylles.
1400 - riceve dal padre i due feudi, Giovanni Cruylles che ne riceve la conferma da re Martino. Da quando sia Chadra sia Francofonte vennero a dipendere da un unico feudatario, ebbe inizio una più rapida crescita del casale di Francofonte - SMDS, III, quadro 388.
1401 - in un rogito sono nominati un magister Berardus de Patermone judex Matte Francifontis e un Berardus de Columba regius notarius in eadem Motta -Gaudioso 1970, p. 17.
1401- re Martino il Giovane con tutto il seguito viene ospitato nel castello -Lagumina 1884-95,1, p. 221.
1453 - per la morte di Giovanni, suo padre, prende investitura don Berengario Cruylles - SMDS, III, quadro 388.
1458 - sposa Costanza Moncada e Santapau, dalla quale avrà cinque figlie -ibidem.
1463 - per la morte di Berengario, prende 1'investitura Giovanni Cruylles - ibidem.
1473 - alia morte di re Giovanni ebbe la nuova investitura (ibidem). La primogenita Isabella sposerà il figlio del vicere de Acuna, Luigi, ereditando la baronia di Francofonte; la seconda, Eleonora che in seconde nozze sposava don Vincenzo d'Isfar Cruylles, erediterà Chadra. Una lunga lite feudale viene risolta con la assegnazione di Francofonte alla piccola Diana de Acuna, figlia d'Isabella. Sposata poi a Ferdinando Moncada, la sua eredità passera alla figlia Contissella che nel 1532 sposa il cugino Geronimello Gravina Cruylles.
1565 - Geronimello diviene il primo marchese di Francofonte: inizia la discendenza Gravina-Cruylles, baroni di Francofonte, Palagonia e Chadra.
1693 - sino al terremoto di quell'anno i signori feudali avevano la residenza a Francofonte, nel castello. Tra gli altri crolli, quello dell'ala orientale, sulla piazza, portò alla decisione di erigere al suo posto il barocco palazzo marchionale, come è testimoniato dalle due grandi epigrafi apposte sul prospetto che portano la data 1705.
Proprietà attuale: pubblica (Comune) e privata.
Uso attuale: alle parti sopravvissute del complesso medievale e stato addossato il corpo settecentesco del palazzo: nel groviglio delle stratificazioni di corpi di fabbriche attualmente risultano allocati il Municipio, alcuni circoli e abitazioni private.
Stato di consistenza: in una descrione del 1934 si legge che si vedevano ancora a quella data "i ruderi della poderosa cortina, misurante duecento metri di sviluppo; e trovi ancora totalmente erte due delle otto torri che ad assa vennero addossate posteriormente" (Fichera 1934,1, p. 77).
Per quanta il tutto sia rimaneggiato, di quello originario giro delle mura sopravvivono ancora alcuni brandelli a nord, qualche brano del fianco occidentale ed un più cospicuo tratto tra le due torri del fianco sud (di quella all'angolo sud-ovest resta ancora solo il volume basamentale, ridotto a piccolo belvedere). Il fianco orientale non e piu leggjbile perchè dopo il sisma del 1693 vi e stato costruito il corpo del palazzo marchionale settecentesco. Al centro del complesso si conservano ancora nocevoli resti dei volumi delle due massicce torri e della torre scalare, anche se variamente ridotte in altezza.
Impianto planimetrico: compositivamente il castello era un rettangolo disposto quasi esattamente in direzione Nord-sud, con le torri cilindriche ai vertici degli angoli ed altre quattro in mezzeria dei lati. Al centro del recinto erano disposte due grosse torri gemelle, quasi binate in direzione est-ovest.
Ad esse era addossata una sala terrana.
Il resto degli edifici, tutti di servizio e ubicati nella metà meridionale della corte, non sembra avessero particolari caratteri formali.
Rapporti ambientali: l'area su cui è sorto l'abitato medievale è un terreno acclive che occupa la parte alta della collina rocciosa all'interno dell'ansa creata dal torrente Canali. La sommità di questa collina e impegnata dalla notevole massa della chiesa madre (di origine medievale, era una ecclesia munita), la cui abside semicilindrica domina la stretta e profonda vallata del sottostante torrente.
Il complesso del castello era ubicato all'angolo sud-est dell'abitato che restava recintato da due tratti di mura che si attestavano al castello e, probabilmente, alla chiesa.
L'ingresso al paese era dal lato orientale, per cui questo fianco del turrito castello si affacciava su un'ampio piano vuoto, 1'odierna piazza Garibaldi; crollato questo fianco, venne sostituito con la costruzione barocca che occupa l'intero lato della piazza.
Descrizione: il nucleo del castello era un mastio di insolita forma: costituito da due massicce torri cilindriche di notevole diametro (interno m 5,70), legate al pianterreno da una sala disposta in direzione nord, in mezzeria della meta nord della corte. Quasi accoppiate, le torri erano coronate da terrazzi merlati ed avevano almeno tre piani in elevazione; esse contenevano le abitazioni baronali, servite da una scala a chiocciola (caracol) ubicata all'interno di una torretta addossata alla torre occidentale. Nella meta meridionale della corte si trovavano gli edifici destinati a contenere i servizi, i depositi, le stalle e in genere il casermaggio. L'insieme era racchiuso dentro un rettangolo di mura rinforzate agli angoli e in mezzeria da otto torri di uguale diametro, collegate tra loro da camminamento di ronda sulla sommità dei muri. Il complesso aveva due ingressi, noti dalle descrizioni, ambedue in quel fianco orientale che dopo il sisma del 1693 verra sostituito dall'ala del palazzo marchionale prospiciente sulla piazza.


 
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