Grotta Monello Perciata - Sicilia

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Grotta Monello Perciata

SIRACUSA > CANICATTINI BAGNI

foto di Giuseppe Ansaldi Stupor Mundi - Riserva Naturale Integrale "Grotta Monello"

La Grotta Monello si trova al limite occidentale del territorio di Siracusa, in contrada Perciata, nel settore orientale dell'altopiano ibleo. La sua genesi è legata alle diverse fasi del processo di dissoluzione carsica dovuto alle acque meteoriche che si infiltrano nel sottosuolo costituito dalle calcareniti della Formazione dei Monti Climiti. La Riserva Naturale Integrale Grotta Monello, con un'estensione totale di circa 60 ettari, è stata istituita con Decreto n. 615 del 04/11/98 dell'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, tutela un ipogeo ornato speleotemi di particolare bellezza.
La Grotta, disposta su più livelli, ha uno sviluppo complessivo di circa 540 m ed è di particolare importanza per le sue strutture di concrezionamento che si rinvengono nelle diverse sale: stalattiti a punta, a mammella, a tronco d'albero, ramificate, cortiniche, eccentriche; cannule; vele e cortine; meduse; concrezioni da splash; colate concrezionali sulle pareti e sui pavimenti; stalagmiti a candelabro, a cupole sovrapposte, a pila di piatti rovesciati, a grandi foglie, a cavolfiore, a cascata; colonne; vaschette.
La Grotta Monello ospita tra fauna ipogea invertebrati tra i quali spicca l'isopode Armadillidium lagrecai Vandel, comunemente conosciuto come Porcellino di Sant'Antonio, la cui presenza è stata il principale motivo per l'istituzione della Riserva Naturale; tra i vertebrati è possibile incontrare il chirottero Rhinolophus ferrumequinum ferrumequinum Schreber.
L'epigeo della Riserva Naturale è caratterizzato dal tipico paesaggio dell'altopiano ibleo, dove estese aree pianeggianti sono incise da profonde forre, come il Vallone Moscasanti che limita a NO la Riserva, in cui continuano a mantenersi lembi di vegetazione forestale a macchia ad euphorbia e lecceta. Le aree pianeggianti sono caratterizzate da colture a olivo, mandorlo e carrubo. Nei pressi della grotta si rinviene la rarissima ortica, l'Urtica rupestris, specie endemica esclusiva degli Iblei.
Tratto da:http://www.provincia.siracusa.it/grotta_monello.php

    Il Paesaggio


La Grotta Monello, ubicata in C.da Grotta Perciata al limite del territorio comunale di Siracusa, fu scoperta nell’agosto del 1948 ed è stata dichiarata Riserva Naturale Integrale il 04 novembre del 1998.
Con quasi 60 ettari di estensione, l’epigeo della Riserva si presenta al visitatore come un’autentica cornucopia della biodiversità e del paesaggio naturale siciliano.
Valli fluviali ripide e misteriose dai versanti talora scoscesi e inviolabili, chiamate localmente “cave”, si alternano a pianori sassosi e soleggiati, con lembi di colture relitte a ulivo e carrubbo, dove abbondano interessanti forme carsiche quali vaschette di corrosione, scannellature e solchi carsici.
Ampie zone coltivate a pascolo rappresentano l’habitat ideale per numerosissime specie di invertebrati, mentre anguste cavità e piccole anfratti nascosti dalle euforbie e dai lentischi abbarbicati, offrono sicuro riparo a istrici, volpi e rapaci notturni.
Nel suo complesso, come un grande laboratorio naturalistico all’aperto, il paesaggio della Riserva offre al visitatore la possibilità di osservare               , in un’area relativamente ridotta, la grande varietà paesaggistica che fa dei monti Iblei uno degli ambienti più suggestivi di tutto il Mediterraneo.

La Grotta

Stupendo esempio di cavità e di strutture carsiche, la Grotta Monello fu casualmente scoperta per il crollo del terreno che ne ostruiva l’apertura a pozzo, larga oltre 2 metri e profonda circa 7 metri.
L’ipogeo è impostato nelle calcareniti della formazione dei Monti Climiti, con l’asse principale lungo una struttura tettonica di direzione EN-WSW e i rami laterali lungo sistemi di faglie con direzione NNW-SSE.
La Grotta, con uno sviluppo complessivo di 540 metri circa, è importantissima per le sue strutture di concrezionamento; infatti presenta una serie di sale con speleotemi
Spettacolari per bellezza, ricchezza e magnificenza, consistenti in stalattiti (a punta, a mammella, a tronco d’albero, ramificate, cortiniche), cannule, eccentrici, (“peli” e “spine” sul fusto delle stalattiti), vele e cortine, meduse, concrezioni da “splash” , “latte di monte”, colate concrezionali sulle pareti e sui pavimenti, stalagmiti              ( a candelabro, a cupole sovrapposte, a pila di piatti rovesciati, a grandi foglie, a cavolfiore, a cascata), colonne e vaschette con cordonature disposte a gradinata.
All’interno della cavità si hanno temperature variabili dai 10° C in gennaio a 16° C in luglio nella parte prossima all’ingresso, e da 17,7° C a 20,3° C nella grande sala terminale; l’umidità relativa varia fra l’87 e il 98%.

La Fauna

La Grotta Monello è estremamente interessante dal punto di vista faunistico, con alcune specie caratteristiche del piano carsico cui la stessa grotta appartiene.
La fauna cavernicola è caratterizzata dalla presenza di invertebrati e vertebrati:
tra gli invertebrati di particolare valenza sono gli pseudo scorpioni Chtonius multidentatus Beier e Roncus siculus Beier, l’isopode Armadillium lagrecai Vandel e il diplopode Sicilmeris dionysii Strasser.
Tra i vertebrati si annovera il chirottero della specie Rhinolophus ferrumequinum ferrumequinum (Schreiber) saltuariamente segnalato nella grotta a piccoli gruppi.
L’ambiente epigeo è invece caratterizzato dal tipico patrimonio faunistico delle “cave iblee”, nel quale si annoverano uccelli di particolare pregio e rarità quali la coturnice sicula e il corvo imperiale, rettili ormai rari e a forte rischio di estinzione quali il colubro leopardino e la testuggine di Hermann, mammiferi schivi ed elusivi quali la martora e l’istrice.

La Flora

Nel territorio ibleo le colture continuano a mantenersi soprattutto sul tavolato pianeggiante caratterizzato dall’intersezione dei bianchi muretti a secco.
Questo paesaggio è solcato da forre, profonde anche diverse centinaia di metri, in cui continuano a mantenersi aspetti di vegetazione forestale naturale come la macchia a euforbia e la lecceta.
Nella riserva le colture sono rappresentate soprattutto da oliveti, mandorleti e carrubeti; in questo contesto si trovano numerose specie legate all’ombreggiatura della chioma, ed ecco particolarmente diffusi l’elegante acanto dalla bianca fioritura primaverile e il crisantemo giallo.
Sui costoni rocciosi è ben rappresentata la tipica vegetazione di macchia euforbia arborescente che si accompagna all’ogliastro, al carrubbo, al terebinto e al alaterno.
Nell’imboccatura della grotta, assieme ad altre piante rupicole come il grazioso cappero, si rinviene la rarissima Urtica rupestris, specie endenica esclusiva degli Iblei. Si tratta di una interessante pianta perenne quasi totalmente priva di peli urticanti, a differenza delle altre specie di ortica sempre temibilmente pungenti.
Essa, in genere, cresce negli ambienti ombreggiati ed umidi del fondo delle forre, ma in questo particolare contesto, decisamente arido, sfrutta le correnti rese fresche dalla presenza dell’ipogeo.








album di Giuseppe Ansaldi: Stupor Mundi - Riserva Naturale Integrale "Grotta Monello".
 
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