Statua togata fondo Fico - Sicilia

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Statua togata fondo Fico

SIRACUSA > PRIOLO GARGALLO

statua togata rinvenuta a Priolo Fondo Fico




Tratto dal libro di Giuseppe Mignosa - Priolo Gargallo, da Borgo Feudale a Centro Industriale. - Ritornando da Tapso, sulla litoranea si trova Fondo Fico dove, nel 1923, il prof. Orsi, amico del marchese Francesco Filippo Gargallo, rinvenne a pochi metri dalla Torre un “busto togato” mancante del capo. Si suppone trattarsi di un monumento funerario al padrone della villa di tarda epoca romana. La statua era sistemata sopra un basamento in muratura eretto sul posto dove fu rinvenuta. La Società Petrolchimica aveva sistemato la “Statua” all’ingresso dello Stabilimento. Oggi, detto Monumento trovasi nel piazzale della Portineria Nord dello Stabilimento Enichem. La lapide, in marmo, voluta dal Marchese Filippo Gargallo e dal Sovrintendente Paolo Orsi portava inciso: “Questo segno di Roma, che quasi saluto augurale dell’Alma Urbe, fu qui rinvenuto nel marzo MCMXXIII redimendosi l’agro Priolese. Filippo Francesco Gargallo, Marchese di Castel Lentini Barone di Priolo fece innalzare”. La curiosità della ricerca ci fa precisare che la statua era già nota ai Padri Gesuiti, proprietari del fondo Fico. Era nota a Tommaso Gargallo, al Canonico Mons. Domenico Gargallo, che nell’ospitare il Denon e i suoi compagni mostra il reperto del quale il viaggiatore Denon dichiara di trattarsi di un monumento innalzato in memoria di un questore romano distintosi al seguito dell’esercito di Marcello.

il frammento della statua togata del periodo romano ( I-II sec. d.C.) è oggi custodito al Museo Archeologico , sez. romana reparto sg14..... Priolo ha molte testimonianze del periodo romano e dell'età paleocristiana ma non possedendo un antiquarium ha dovuto subire la fuga dei propri reperti verso Siracusa di cui peraltro, fino agli anni ottanta, era frazione. (Paolo Giansiracusa)

Foto Armando Buonafede



qui esposta all'interno del recinto del Paolo Orsi


Un manufatto romano ritrovato presso Contrada Fico
Il manufatto, che si può osservare nelle foto d’epoca, è una rimanenza archeologica, priva della parte superiore, di una statua panneggiata1 in marmo pentelico2, risalente presumibilmente al periodo della dominazione romana in Sicilia nel I-II sec. d.C.
1 Il panneggio è il modo di disporre le masse e le pieghe delle vesti nelle opere d'arte figurativa e specialmente nella scultura, ha avuto sempre una notevole importanza nella produzione artistica, e soprattutto in quella classica.
2 Marmo a grana fina, leggermente opaco, del monte Pentelico in Grecia, celebre nell’antichità per le cave di marmo bianco, usato in Grecia per la statuaria e per l’architettura e anche largamente esportato; esposto agli agenti atmosferici, assume col tempo una patina calda e dorata che rende particolarmente suggestive le opere architettoniche con esso eseguite (come, per es., il Partenone e i Propilei di Atene).
3 G. A. MASSA, Sicilia in prospettiva, la topografia littorale di Melilli, Vol. II°, Palermo, 1709, p. 392.
4 S. MAZZARELLA – R. ZANCA, Il libro delle torri, Palermo, 1985, p. 283.
Il reperto fu ritrovato nel 1923 presso Contrada Fico, durante i lavori di messa in cultura di un vigneto, in un terreno di proprietà del marchese Filippo Francesco Gargallo di Castel Lentini, VIII° barone del feudo Priolo. Doveva provenire da una villa appartenente a un dominus ruris locale, posta ai margini della via consolare Pompea, di cui passava poco distante e che nei pressi doveva esistere una statio corrispondente successivamente al fondaco della Fico. La residenza rurale doveva essere ubicata dappresso la Torre della Fico o Fontana della Fico;3 edificata prima del 1693 utilizzata per la difesa del litorale e come punto di avvistamento, con locanda e fondaco e con alcune ville di nobili siracusani annessi durante il periodo medievale.4
Venne posta, nello stesso anno del reperimento, dal marchese sopra un alto pilastro vicino la ferrovia, così da renderla visibile ai viaggiatori, e una lapide recitava: “Questo segno di Roma – che quasi saluto
augurale dell’Alma Urbe – fu qui rinvenuto nel marzo MCMXXIII – redimendosi l’Agro Priolese – Filippo Francesco Gargallo – marchese di Castel Lentini, barone di Priolo – fece innalzare”.5
5 P. ORSI, Romanità e avanzi romani di Sicilia, in Rivista Roma, 1934, XII, Num. 6, p. 253
Negli anni ’60 la statua, priva del busto, parte della statua che non si sa che fine abbia fatto, adornava il piazzale d’ingresso dello Stabilimento Montecatini La Torre, costruito nelle contrade di: Fondo Fico, Pezzagrande, Petraro; aree adiacenti alla contrada San Francesco dove persiste la portineria Sud della zona industriale. Il piazzale dove era stata collocata la statua, venne smantellato per impiantare l’attuale area di stoccaggio nominata SG14.
Ai tempi, nei giorni di festivi, la piazzetta diventava un luogo di ritrovo e di passeggio di intere famiglie.
Durante la successiva fase di costruzione dello stabilimento Montedison e chiusura di quello Montecatini della Torre, la stessa statua venne spostata e collocata all’interno dell’area industriale nel piazzale d’ingresso della nuova Direzione presso la portineria centrale.
Fino agli anni 2000 personalmente ricordo che stava posizionata ancora sul posto succitato.
Melilli, 2 giugno 2013
© Sebastiano Lanteri


 
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