CIAO Rassegna stampa - SiracusaeSiracusa

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CIAO Rassegna stampa

Tratto dal quotidiano "Libertà" pagina 2 Sabato 2 Novembre 2013






alcune volontarie nella sala accoglienza



Il presidente Giuseppe Bombaci e in alto la scultura donata da Antonio Randazzo


Arturo Messina dialoga col presidente Giuseppe Bombaci

Pur se a Siracusa si registra oggi una situazione sempre più preoccupante per il crescere della delinquenza
I grandi passi del volontariato
Di Arturo Messina
Due fenomeni diametralmente opposti si verificano oggi a Siracusa dal punto di vista sociologico e non a causa della crisi economica solamente, bensì a causa della crisi interiore, spirituale: se da un canto si assiste ad un fenomeno delinquenziale sempre più crescente in rapporto al passato e quindi più preoccupante, dall’altro si registra pure una  sensibile crescita del volontariato.
Tante sono oggi a Siracusa le associazioni che svolgono, e sempre più intensamente ed encomiabilmente, la pregevole attività di volontariato; vi si dedicano, sì, in modo diverso, ma ognuno con lo stesso spirito di carità cristiana, di fratellanza, con lo scopo di fare da buon samaritano al fratello in difficoltà, al fratello che soffre, al fratello che è malato.
La più nota e più longeva si ritiene, sotto questo aspetto, la croce Rossa, che anche a Siracusa ha una storia veramente ammirevole, anche  perché alcuni suoi membri hanno meritato gli encomi più solenni, come Costanza Bruno, a cui è stata dedicata una via, come Bianca Giuliano, a cui fu conferita la medaglia d’argento perché durante l’ultimo conflitto mondiale andava in ospedale –allora era vicino fonte Aretusa e lei abitava in Piazza Pancali- all’uscita dalla scuole di Ragioneria, dove insegnava lingua e letteratura tedesca. Libertà ha riferito proprio in questi giorni che grazie all’interessamento delle responsabili della Croce Rossa di Siracusa si è potuto realizzare l’incontro dell’UNITALS delle province della Sicilia Orientale al teatro Vasquez, dove i cosiddetti disabili hanno saputo dimostrare di essere ben abili in tanti altri modi, realizzando uno spettacolo veramente spettacolare:”Prove aperte per uno spettacolo”, con il meraviglioso cast di “diversabili” provenienti da Palagonia.
Un’attività a sollievo dei sofferenti in ospedale è anche quella svolta dai volontari dell’AVO, Associazione Volontari Ospedalieri. In ospedale operano pure alcune reverende suore del Collegio del Sacro Cuore; ad alcune di esse è stato conferito il “Premio di Cultura e Socialità”, come le tre sorelle Schembari, come l’indimenticabile suor Valeria.
Varie sono pure quelle associazioni di volontariato che si dedicano al sollievo dei sofferenti di malattie o carenze specifiche, come quella per ipovedenti, per ciechi, per sordomuti.
Di recente a Siracusa  è stata istituita un’altra benemerita associazione: la CIAO= Centro Interdisciplinare ascolto oncologico che mira a dare sollievo a chi soffre d’una delle malattie  possiamo dire del secolo, così frequenti e così gravi com’era nel passato la TBC, la cui cura non ha bisogno solamente di eccellenti specialisti e di presidi sanitari all’avanguardia, ma anche, e diremmo soprattutto, di solidarietà, di affetto, di sostegno, di assistenza anche fuori del nosocomio, in famiglia: è il Centro Interdisciplinare ascolto oncologico, in via Necropoli Grotticelle.
Da tenere nella massima considerazione  l’affermazione che riguardo soprattutto a questa malattia, ha fatto il giovane presidente dello stesso CIAO, Giuseppe Bombaci, che ho intervistato martedì scorso, accompagnato dal noto scultore Antonio Randazzo, di cui fu scritto che “di Siracusanità ne sa un pozzo” perché il suo sito è un’autentica biblioteca di storia patria, ed ha offerto all’istituzione una delle sue pregevoli sculture che ben si addice all’ambiente specifico, sistemata adeguatamente nella sala ci accoglienza se a chiunque vi entri essa, con le sue spirali che sempre più si assottigliano e  si innalzano verso il cielo suggerisce che tutti dobbiamo metterci nelle mani del “motor immobilis”, cioè l’Eterno Padre, che tutti vuol bene e a Lui dobbiamo affidarci e tendere verso il meglio, nella salute fisica o in quella spirituale”
Egli ha aggiunto che il malato non vuole essere chiamato così, non vuole essere trattato così, come un essere minore, inferiore, come uno già spacciato, da allontanare dal consorzio sociale; invece gli intende, pretende giustamente che sia considerato non un individuo sfortunato, infelice, colpito da una così penosa condanna, bensì un essere semplicemente come tutti gli altri, messo alla prova, prova che oggi, del resto, il Signore ha dato il modo di potere anche ben superare.
Ho voluto saperne qualcosa e l’ho domandato sia al presidente che allo stesso noto scultore Randazzo, che ne è diventato uno dei più entusiasti:
“Sono recentemente venuto a conoscenza dell’esistenza di questa associazione- ha cominciato a dire l’artista- verificandone lo spirito di servizio di tutti i medici, infermieri e volontari che si dedicano agli altri con la massima abnegazione, con il massimo spirito di fraternità. In segno di riconoscenza per la loro attività ho voluto donare la scultura che ha proprio un suo significato in questo particolare ambiente.”  Della sua fondazione ne ha parlato il presidente.” Il Centro è nato da un’idea del dott. Giovanni Moruzzi, oncologo di grande valore, il quale, insieme ad altri la fondò nel 2008 a costo di grandi sacrifici. La nostra attività si svolge in varie fasi: la prevenzione oncologica, l’assistenza ambulatoriale, domiciliare e le cure palliative delle malattie oncologiche. la terapia del dolore cronico benigno. In cinque anni di attività abbiamo assistito più di quattromila utenti e circa 450 sono stati assistiti al loro domicilia gratuitamente, coinvolgendoli pienamente nell’ambito familiare, con l’assistenza medica, psicologica, infermieristica, socio-sanitaria, spirituale, legale e sociale…” Tra i volontari ci ha fatto anche il nome di diversi altri benemeriti, come la dottoressa Emilia Cotzia, la fisioterapista Borgia (che ho avuto il piacere di incontrare …all’opera!) e tanti, tanti altri, che ci vorrebbe un’altra pagina per dirne il nome e la loro così meravigliosa attività di volontariato!


 
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