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porto Siracusa

Politecnico di Milano
Scuola di Architettura e Società - MI
Laurea Magistrale in Architettura
(T11 - Progettazione Tecnologia e Ambientale)
Strategie per il rilancio economico e culturale di Siracusa.
Porto turistico e nuovo waterfront a Ortigia.
Relatore: Professore Claudio Fazzini
Correlatore: Ida Lia Russo
Francesco Cavaliere - 784891
A.A. 2013-2014



I n t r o d u z i o n e
Il tema trattato verte ad utilizzare strumenti che spaziano dalla Progettazione Architettonica a quella di Paesaggio, con una accurata attenzione nei confronti dell’ambito storico-urbano.
Nello specifico, il progetto proposto, si pone come momento fondamentale per la ricostruzione di una parte del territorio di Siracusa che aveva nel corso degli anni acquisito grande rilevanza in quanto punto strategico e nodo vitale per gli scambi commerciali locali ed internazionali: il Porto
L’obiettivo si prefigura non tanto nel solo tentativo di recuperare con attenzione allo sviluppo commerciale, rischiando di omettere le qualità paesistiche, quanto più all’intenzione di non creare un mero punto d’imbarco, una servitù e un retro di fabbricati commerciali.
Determinare quindi una porta tra città e mare, un centro di nuove relazioni tra contesto storico e contemporaneo; il Progetto non si riduce alla sola formazione di un edificio, ma anche alla riqualificazione del Waterfront che fronteggia l’isolotto storico di Ortigia e il suo pregiato fronte mare.
A tal fine l’intervento previsto si manifesterebbe come elemento di giunzione tra un tessuto articolato e consolidato, ricco di elementi di grande qualità ambientali e architettoniche, ed una prospiciente consistenza urbanistica di stampo moderno, possibile raccordo per la rinascita del turismo locale.
A tal proposito, il tema trattato costituisce un’occasione di riflessione complessiva su un futuro alternativo e strategico riguardante l’area della Marina Grande di Siracusa, fulcro preponderante per la definizione del rapporto, sempre esistito nel sito in questione, tra la Città e la costa, tra l’intreccio storico determinante la conformazione urbana ed il suo waterfront ; la creazione di uno scenario che disponga la rivalutazione della Marina e del suo fronte mare come un luogo denso di vitalità urbana.
Tali relazioni, nell’ideazione della Stazione Marittima, sono generate sempre in funzione di una sussistente ambivalenza di evidente contestualità ed atemporalità; l’architettura si interpone quindi nella riorganizzazione urbana attraverso nuovi legami con il contesto circostante ed in particolar modo con i segni distintivi della costa fronteggiante, marcati dalle mura a difesa dell’isolotto di Ortigia.
La realizzazione della Stazione Marittima sorge in corrispondenza dell’attuale molo S.Antonio, più per una questione di connessione con la conformazione urbana, che per scelte puramente architettonico-funzionali.
La parte di costa interessata si affaccia sulla robusta ed intricata maglia di Ortigia, perla del territorio Siracusano, nonché manifesto delle tante e lunghe trasformazioni susseguitesi a livello territoriale durante il corso dei Secoli.
Proprio a causa della sua struttura, la qualità morfologica di Ortigia quasi dettava le regole per una progettazione efficiente al di fuori delle mura spagnole, che anticamente rappresentavano un punto di forza durante le variegate e multiple dominazioni.
L’Isola è già stata oggetto di svariati progetti di riqualificazione, in seguito a due importanti attività sismiche che avevano in parte mutato l’aspetto del tessuto urbano, ed interventi vari mirati a conferire ad Ortigia il ruolo di polo attrattore per i molti turisti che popolano la città aretusea durante il corso dell’anno.
Proprio il susseguirsi delle diverse dominazioni e piccole trasformazioni quotidiane, hanno determinato un’unicità architettonico-infrastrutturale per la quale sarebbe irriverente pensare di adeguare a tale contesto l’ambizioso progetto di cintura tra terra e mare del nuovo nodo intermodale e polifunzionale, quale la Stazione Marittima.
Su questi presupposti (non intaccare il sistema compatto urbano di Ortigia), la realtà del Molo S.Antonio, piattaforma sul mare ad Ovest dell’isola, in precedenza utilizzata per gli scambi commerciali, si prefigura ottimale per lo sviluppo del progetto; quest’ultimo visto sempre in chiave di legame fra storico e contemporaneo e come strutturazione di un corpo indipendente carico di espressività.
La scelta di rendere Siracusa un centro d’attrazione turistica muove dalla valorizzazione di uno degli elementi d’eccezione della città, il mare. Il punto di partenza si presenta sotto forma di un intervento che vede nella riqualificazione funzionale delle banchine del Porto Grande, un primo passo verso il rilancio economico della città.
Le linee guida perseguono la volontà della città di cercare la soluzione più idonea per soddisfare gli interessi pubblici così come la valorizzazione turistica ed economica locale; dalle direttive preposte con la delibera n.92 del 3.12.2003, la municipalità ha adottato lo schema del Piano Regolatore del Porto, stabilendo che:
-le banchine del molo S. Antonio saranno adibite ad attracco crocieristico e lo spazio a terra del medesimo molo servirà al raggiungimento di tale scopo;
-le attività portuali in essere saranno mantenute coerentemente con l’uso prevalentemente turistico e peschereccio del porto, auspicando che con la loro crescita possano essere create nuove opportunità di impiego.
Ai fini di una adeguata risposta al problema della “riscrittura” dello spazio caratterizzante il tema “waterfront” ed una sufficiente conoscenza in merito alle dinamiche che hanno portato all’ideazione del progetto in questione, risulta necessario un percorso analitico di progetto che, partendo dal rapporto fra città e porto e passando per una descrizione storiografica della realtà Siracusana, giustifichi le scelte architettoniche, urbane ed organizzative della nuova Stazione Marittima.
Distinguiamo quindi nel percorso progettuale:
1. Analisi ambientale;
2. La forma urbana_Soglie storiche significative;
3. Morfologia e funizioni_Il Porto commerciale e Ortigia;
4. Il Progetto.
 
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