Trombadori Francesco - Siracusani

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Trombadori Francesco

T-siracusani

tratto da Galleria Roma:http://www.galleriaroma.it/Bonaiuto/trombadori.htm
TROMBADORI
Il Siciliano di Roma

Autore: Francesco Trombadori
Titolo: Autoritratto, 1931 ca.
Dimensioni: cm. 73x57
Tecnica: olio su tela
Collezione: Roma, Archivio Trombadori-Villa Strohl-fern


Francesco Trombadori schietto artista mediterraneo,di forte valenza poetica, nato il 7/Apr./1886 a Siracusa, in Via Maestranza, da Antonino, libraio, incisore e plastificatore di pupi da presepio,  da Concetta Randazzo, è morto a Roma, sulla propria quarantennale poltrona di vimini, all'età di 75 anni, il 24/Ag./1961, alle ore 15, di una calda estate romana: è sepolto nel cimitero del Verano (Roma). Primo di quattro fratelli,frequenta la Scuola Tecnica; si trasferisce ('07) a Roma, dove segue i corsi del PAA. BB. e la Scuola Libera del Nudo.
Allievo di G. Cellini, sua prima Personale al Foyer del Teatro Massimo (Sr,'11), poi inizia a frequentare ('13) la bottega d'arte del pittore Enrico Lionne. Si sposa (1916) con la figlia del Direttore della banda musicale dì Siracusa, Margherita Ermenegildo,da cui ha 2 fìgli, Antonello e Donatella, In questo periodo la sua pittura appare influenzata dal Divisionismo e dal Puntinismo: dipinge <Siracusa mia>('19), il suo capolavoro! Partecipa alla Biennale Romana ('21,'23,'25), alla Biennale( Venezia,'24,'32), alla Quadriennale (Roma,'31,'35) , alla II Mostra della Secessione Romana ('14), alla II e III Esposizione (Palermo,'17-'18), mostre alla "Società Amatori e Cultori"(Roma,'19,'22,'26), alla Galleria Pesare (Milano, '24), presente alla I Mostra del Novecento (Milano,'26). Dal 1920, Villa Strohl-Fern diviene la sua culla artistica ; in tale sede, nel Sett./1999 l'opera su carta di Trombadori è stata oggetto di una mostra con una ottantina di pezzi inediti. Nei primi anni Venti si lega d'amicizia col poeta Vincenzo Caldarelli, lo scrittore siracusano Elio Vittorini ed il pittore Renato Guttuso. Nel 1921 è nominato Professore di disegno all'ITI di Civitavecchia (successivamente insegnerà al Tasso, al Leonardo da Vinci ed in altre Scuole Romane): fa, da pendolare, il tragitto in treno e forse da questa esperienza potrebbe derivare quel soggetto della stazione e dei binari della ferrovia, ricorrente nei suoi dipinti.


Con il <Ritratto di signorina>  (Biennale-Roma,'23) e poi <Autoritratto> ('32) si ha una svolta rispetto alla pittura precedente,raggiungendo un particolare equilibrio''purista''! Pittore della vita moderna in gioventù,al tempo del divisionismo e della prima guerra mondiale,cerca poi,come tanti del Novecento e della Scuola Romana,di non essere più "moderno" senza diventare però un finto antico o un copista da museo !
Dal '42 dipinge opere come <Paracadutisti>, <Sbarco di un pilota ferito> e <Decollo di un Caut Z 501>,attraverso cui disapprova gli orrori del regime fascista: la sua pittura ha un'ulteriore trasformazione, con le essenziali ed affascinanti vedute di una Roma ariosa, avvolta da una luce lunare,astratta, metafisica, <una Roma incantata, desertica, d'alto meriggio> (Longhi), che richiama alla mente <pagine di Bacchetti e di Montano>(Mucci) ed <alla maniera d'una strofe nel sonetto>(De Libero), tanto da far scrivere a G.G. Belli ;
"Senti senti Castello come spara! Senti Montescitorio come sona ! E' ssegno ch'è finita sta caggnara. Er Papa nove ggià sbenedizziona ".
Dal 1950 in poi ritorna frequentemente a Siracusa, almeno due volte l'anno; dipingendo i cicli vivi dei suoi <paesaggi del silenzio e la splendida Marina di Siracusa ('54); I'ultimo viaggio nella terra natale è due mesi prima della morte. Tiene Personali alla Galleria del Pincio (Roma,'51), Gall. Tartaruga (Roma,'55), Centro San Babila (Milano,'60), GalI. Russo(Roma,'61). Dal '59 dipinge le cupole, gli obelischi, i tetti, i colonnati, gli archi dei ponti,  le Piazze Romane, Campo dei Fiori, Piazza del Popolo, dei Cavalieri di Malta, di San Giovanni, il Campidoglio, e <la casa dei fichi d'India> senza però alcun futuro riferimento all'allusione recente di Gianni Agnelli, ma come suo personale Omaggio alla terra natìa. Alla Quadriennale (Roma,'64) gli dedicano una sala Retrospettìva; a Palazzo Strozzi (Firenze,'65-'67) un gruppo di sue opere sono esposte da C.L.Ragghianti alla mostra <Arte Moderna in Italia 1915-1935>. Nove sue opere, a cura di M.Carrà,sono esposte alla Permanente (Milano,'71) ed un gruppo di opere, a cura di V. Fagone, sono esposte a Capo d'0rlando ('75). E' da menzionare,i nfìne, la Retrospettiva, nel XV anniversario della morte, all' INDA (Sr,'76) di Corso Matteotti ; riportiamo, in parte, il testo di L. Sciascia :

"La sua è una pittura serena e severa, di vibratile essenzialità, di una semplicità... Si ha l'impressione.di fronte ai quadri di Trombadori, che abbia voluto come <contenersi>, imporsi la coscienza di un limite : e insomma serenamente restare <ni muy atràs ni muy adelante>, col piacere di dipingere per sé, che è sempre il modo migliore e più felice di dipingere per gli altri". Cosi come pure, in parte, la recensione di Giorgio de Chirico: "La pittura di Trombadori possiede grandi qualità di mestiere e di sensibilità pittorica, i suoi quadri di frutta,i suoi paesaggi, le sue vedute di Siracusa e di Roma, i suoi nudi, sono tutti eseguiti con grande sensibilità e grande mestiere ".
Mi piace però infine precisare che Trombadori, pérsona molto riservata ed amante della zona archeologica di Siracusa (Teatro Greco, Latomie,etc....), non fu però solo pittore di vedute, ma anche di nudi femminili, mirabili ritratti e vivide nature morte. Sue opere sono reperibili presso : Netta Vespignani Arti, Galleria La Vetrata, Ca d'Oro, Consorti, Il Narciso (Roma). "Questo è un tempo ancora caotico per l'arte italiana. Moderna non è di certo l'arte perché rispecchia il nostro tempo, chè allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. E' arte moderna,com'è anche antica, solo quella che riesce ad esprimere l'essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità "(F.Trombadori).
Primo - Siracusa 2001


Trombadori
pittore metafisico


A ventunanni si trasferisce a Roma, ma , terminati gli studi, ritorna a Siracusa ; nel 1912 a ventisei anni ritorna definitivamente a Roma .
Sposa, nella Chiesa di Santa Maria in Transpontina , la siracusana , Margherita Ermenegildo ( Roma, Luglio, 1916).
Nel 1922 frequenta già la Terza Saletta del Caffè Aragno, dove conosce Aniante, Bacchelli, Brancati, Caldarelli, De Chirico, De Mattei, Di Falco, Guttuso , Lanza , Mezio, Patti, Sofia, Ungaretti, Vittorini .
......Tre fasi nella pittura trombadoriana :
1 fase : Divisionista o post impressionista , con " SIRACUSA MIA " .
2 fase : Neopurista o neoclassicista , con le sue NATURE MORTE e le sue  " VENERE "  .
3 fase : Metafisica , con i suoi PAESAGGI ( Roma e Siracusa ) ed  i suoi "CIELI DEL SILENZIO " .
A Roma , in Via Ruffo , esiste oggi il Museo Trombadori .
Sciascia scrive : " Anche dipingendo assiduamente Roma, nella sua Roma c'è ,come per essenza, Siracusa  " e per Velso Mucci  " ha portato al limite estremo di bellezza, di gelo e di rifinitura, una delle esigenze più elementari della pittura metafisica " e secondo Maltese " tutti i suoi neri morbidi, dolcemente vellutati, non sono neri da carrozza " ed infine per Longhi " non fu mai celebrativo " .
Mezio Lo titola " Un romano di Caracalla.... "  e per Corrado Sofia " la luce di Ortigia avrebbe illuminato le sue tele durante tutto l' arco dei suoi anni "  e Giuseppe Quatriglio ne sottolinea la " luce morbida " .
Per Fagiolo Dell' Arco , " le sue cento visioni di una Roma mai esistita non sono altro che l' epifania della luce, la metafisica della metafisica , la descrizione probabile della mediterraneità " .

Diario Doc - Siracusa
Sabato 4 maggio 2002

TROMBADORI
Corot lunaire

......noto per lo pseudonimo di Franz D'Ortigia, ben ha meritato il soprannome di COROT LUNAIRE ,dove ben sono messe assieme la luce della luna e la studiatissima ingenuità di un Pierrot infarinato , a cui risponde in rima il nome di Corot, pittore impressionista .
Allievo di G. Cellini, dal 1913 frequenta la bottega di E. Lionne .
Dal 1950 in poi ritorna frequentemente a Siracusa ,dipingendo i cieli vivi dei suoi < PAESAGGI DEL SILENZIO > e la splendida Marina di Siracusa ( 1954 )

Primo - Siracusa 1999


Trombadori
pittore metafisico


…..Nel 1907 , a ventunanni , si trasferisce a Roma , ma , terminati gli studi ,ritorna a Siracusa , dove tiene la sua prima Personale ( ’ 11 ) .
Nel 1912 , a ventisei anni , Franz d’ Ortigia ritorna definitivamente a Roma .Nel Luglio del 1916 sposa , nella Chiesa di Santa Maria in Transpontina , a Roma ,
Margherita Ermenegildo, figlia del Direttore dell’ orchestra municipale di Siracusa. Nel 1922 frequenta già la Terza Saletta del Caffè Aragno, dove conosce Brancati,
Aniante, Mezio, Guttuso, De Chirico, Di Falco, Patti, Sofia, Vittorini, Caldarelli, Bacchelli, De Mattei, Lanza, Ungaretti, Guccione .
……tre fasi nella pittura trombadoriana :
1 fase - Divisionista e post-impressionista : Siracusa mia ( 1919 ) rappresenta il
suo capolavoro !
2 fase - Neopurista o neoclassicismo, con le sue nature morte e le sue “ Venere “ .
3 fase - Metafisica, con le pitture di paesaggio ( Roma e Siracusa ) di ispirazione metafisica .
Morì a Roma il 24 Agosto 1961 , assistito dall’ amico Guttuso .A Roma esiste oggi il Museo Trombadori , in Via Ruffo .
Per Longhi, “ solitamente vestito di nero, moresiculo, Trombadori non era però punto funereo, anzi quietamente allegro ..… né fu mai un celebrativo ”.
Sciascia scrive : “ Anche dipingendo assiduamente Roma, nella sua Roma c’è ,come per essenza, Siracusa “ e per Velso Mucci “ ha portato al limite estremo di bellezza, di gelo e di rifinitura, una delle esigenze più elementari della pittura metafisica “ e secondo Maltese “ tutti i suoi neri morbidi , dolcemente vellutati,
non sono neri da carrozza ” .Mezio Lo titola “ un romano di Caracalla o per dirla in parole povere un cittadino d’importazione “ e per Sofia “ la luce di Ortigia avrebbe illuminato le sue tele durante tutto l’arco dei suoi anni ” e Quatriglio ne sottolinea la “ luce morbida ” . Per Fagiolo Dell’Arco , “ le sue cento visioni di una Roma mai esistita non sono altro che l’ epifania della luce, la metafisica della metafisica, la descrizione probabile della mediterraneità “ e per Aniante fu “ il primo pittore degno di considerazione che rappresenti la Sicilia… ” e per De Libero fu “ il nome d’ artista che più piaceva al mio orecchio



Primo Siracusa - 2000

                Trombadori, Franz d'Ortigia

..........nel periodo giovanile firmava i quadri con il nome d'arte di FRANZ D'ORTIGIA  !
Per Frazzetto, " il ricordo delle origini accompagna la sua lunga esperienza romana , dalla prime esprerienze con Lionne e Cellini all'atmosfera dei paesaggi  e delle nature morte degli anni '20, e poi all'attonito vedutismo dell'ultimo periodo " .
Secondo Fagone, " la produzione di F. Trombadori ha una radice isolana salda e dichiarata " .
                                     


         
Trombadori
ritrattista eccellente

Grande Mostra Retrospettiva allo Studio d'arte Campaiola (Roma,'2003)dal titolo: "Figura " .
Campaiola scrive di " lavori eseguiti con grande raffinatezza ed eleganza compositiva e pittorica.La maestria ne esce fuori in maniera preponderante "   e  per il nipote Duccio Trombabori  " i ritratti sono preziosi in quanto testimoni fedeli di un tempo...ma soprattutto  per l'originale espressione spontanea di sentimento che li distingue dalla stilistica formale Novecentistica . In questo realismo idealizzante dimentico dell'Ottocento ma non della tradizione e nutrito dai valori dello sguardo moderno,si riassume il valore che l'artista arreca alla <misura italiana> del secolo appena trascorso " .



                             TROMBADORI, l' Ortigiano

Francesco Trombadori nacque nel 1886, da una famiglia di piccoli artigiani, ad Ortigia(Sr) in Via del Consiglio Reginale : il padre,nella sua "Bottega del buon gusto",in Via Maestranza,presso l'odierna ex-gioielleria Cassone, faceva un pò di tutto, incorniciava quadri, relegava libri ed animava pastorelli per il presepe natalizio .
Amico del netino,romano adottivo, Corrado Sofia, nel 1917 entrò in contatto con il musicista futurista,Balilla Pratella .
Eccellente ritrattista,degno di menzione è il ritratto eseguito per Tommaso Gargallo, fondatore dell' INDA  e promotore delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa .
Per Bonanno, " la misura intellettuale di Trombadori è nell'idea di Luce come Forma . E' vicino per questo al romano-veneziano Guidi "
TROMBADORI
il realista incantato



Scrive M. Fagiolo dell'Arco : " Trombadori ha cominciato il suo mestiere di pittore muovendo dall'idea che oggetti e paesaggi vanno sempre analizzati in funzione della luce.Un principio che resterà valido per gli anni Venti e Trenta ......Nei primi anni Venti discretamente partecipa alle mostre,mentre mette a fuoco una pittura precisa , fatta di classicismo e di cèzannismo , un ricordo di Corot ed un occhio ai bruni di Poussin.Sono di questi anni i suoi quadri più felici .
Scrive Mezio : " una piccola Roma,la sua,attonita e deserta,macchiata di toni blu e rosa,in fondo alla quale si affaccia il ricordo delle piazze metafisiche di De Chirico : uno scenario ideale per un <Pierrot Lunaire>
che in questo caso diventa <Corot Lunaire> " .

                                                                    
     Scrive  L. Sarullo :

".......a Siracusa frequenta lo studio di A. Maltese,luogo di incontro di artisti.....Di questo primo periodo artistico,resta una sola <Veduta notturna del porto sotto la luna>,firmata Franz d'Ortigia, pseudonimo del momento, donato al vecchio barbiere Carmelo Annino ......Trasferitosi definitivamente a Roma, ottiene un incarico come professore di disegno al Liceo Mamiani......Alla fine del 1918 gli viene assegnato dal Commissarrio degli alloggi lo studio N.24 di Villa Strohl-Fern...........Trasferitosi al N. 31 dello stesso parco, vi dipinge sino alla morte .......Dalla fine della guerra sino alla morte,inizia un periodo nuovo di ricerca pittorica,imperniato sulle atmosfere spaziali e sulle gradazioni tonali rivisitate  < in chiave metafisica e morandiana >. Il paesaggio romano ed urbano viene elaborato non più attraverso l'ottica novecentesca, analitica e iperreale ma dalla sensibilità affettiva dell'artista che desertifica piazze e quartieri dell'Urbe evocando architetture essenziali ed eterne.illuminate da una luce ferma ed allo stesso tempo sfumata da scirocco o da calura settentrionale,in una sorta di lirismo magico. Trombadori si dedica anche all'attività grafica sin dal 1912-13......... " .
Altre mostre: Palazzo Braschi (Roma,'79),Galleria dell'Arco Farnese (Roma,'83),Galleria Gasparrini (Roma,'84),
Retrospettiva(Accademia di S. Luca,Roma,'86),Antologica ( Studio d'arte,Torino,'87), Museum des 20 Jahrunderts(Vienna,'87),Galleria dello scudo(Milano,'88),Palazzo Reale(Milano,'88),Galleria Civica(Bo,'80) .

  
       


Trombadori
e le  Nature Morte

Trombadori è nato nella casa paterna di Via Maestranza n.118  in Siracusa .
Scrive  Corrado Sofia :
" Nella sua pittura,Trombadori portava quanto non aveva ancora avuto modo di esprimere,la luce della sua città,l'immagine che gli era rimasta dell'isola,come si era abbeverato e nutrito di quella atmosfera,come ne avev vissuto gli episodi confrontando le storie narrate nei libri di Verga e nelle pagine d scrittori più giovani quali Aniante e Francesco Lanza.....Fra le nature morte c'è una tela che equivale ad una preziosa lettera dedicata a Morandi ed a Maccari, intitolata <Natura Morta con la rivista Il SelVaggio > , che sta ad indicare con  quanto amichevole interesse seguiva ed apprezzava i due grandi compagni d'arte .....Le nature morte di Trombadori,la soave insistenza con cui ritrae i frutti della campagna,i limoni,i pomodori,gli asparagi,i grappoli d'uva,le mele,le melograne,composizioni che accoppia ad un tozzo di pane,ad un bicchiere di vino,alla copia di un libro,a un violino,o a un piatto di triglie,danno l'idea del piacere  che la natura gli procurava,l'entusiamo che Lo animava nel rappresentarla .In questo entusiamo si può avvertire la discrepanza con Morandi  . Nelle sue Nature Morte, Trombadori enumera i frutti dell'orto,raffigura pesci e volatili,la sua tavolozza non ha niente a che fare coi ripostigli e le credenze della cucina .E' piuttosto in salotto che Egli presenta le primizie.
La gioia di esporre questi frutti , di presentarli all'occhio di chi li osserva , non coincide con la problematica quasi kafkiana di Morandi ...... : la raffinata compostezza raggiunta da Trombadori ha un timbro particolare,deriva da una esaltazione dell'animo,tipica del temperamento siciliano......" .
 




















Suo nonno Giuseppe era stato pure incisore e rilegatore di libri,mentre un suo prozio,Gaetano, era stato un noto ceroplasta. Suo fratello Gaetano fu un noto critico letterario. Nell'età giovanile dapprima adotta il nome di Franz d'Ortigia,successivamente poi il nome di Cino d'Ortigia.
Ben pochi sanno che,oltre la pittura,la grande passione di Franz-Cino (diminuitivo di Ciccino) d'Ortigia,nato in Via del Consiglio Reginale N.13 , era la musica : è stato un chiarista della Scuola Romana, è il Number One dei pittori del Novecento Siracusano !

























  

  

F.Trombadori,un chiarista della Scuola Romana,uno che ha avuto sempre Siracusa e
la Sicilia nel cuore e nell’anima,è il Number One dei  pittori del Novecento Siracusano!

Nel periodo giovanile firmava i quadri , Cino (diminuitivo di Ciccino) d'Ortigia!
Degna di nota la Mostra Retrospettiva : Galleria Montevergini(SR,'07).

 










Ulteriore Mostra Retrospettiva:Galleria Civica Montevergini (SR,dal 27 Ottobre al 16 Dicembre 2007).


Scrive P. Giansiracusa : ' I limoni dell'agro siracusano,i papiri del Ciane ed dell'Anapo,il passaggio a
livello di Via Catania,quel cielo plumbeo che in certe giornate di scirocco copre la marina aretusea....sono i suoi ricordi più evidenti a cui si aggiungono con forte presenza plastica la grande mole della Cattedrale e l'immenso scenario di calcare scolpito del Teatro Greco ' .
Per il nipote Duccio Trombadori fu 'un Maestro cantore della <pura pittura> ' .




le opere di Francesco Trombadori
 
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