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Profezia Elio Tocco

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Le “profezie” di Elio Tocco
In una intervista del 2010 l’intellettuale siracusano anticipò quello che sarebbe successo anche a Siracusa.
La cultura? Un malato terminale
A fine 2010 intervistammo il professor Elio Tocco.
Oggi alcuni stralci di quella intervista sono illuminanti sul momento che stiamo vivendo, alcune dichiarazioni sembrano quasi delle profezie.
Leggiamo insieme.
Questa città non va bene, stiamo vivendo un momento triste. In generale perchè?
Non mi pare sia un momento particolarmente triste. Qui tutto e’ sempre stato triste...le bufale imperanti..la finzione istituzionalizzata..la mediocrità rampante..ma cosa c’era di allegro? Qui tutto è sempre stato autoreferenziale, come se si vivesse una realtà separata dal Paese..poi ci si ritrova sempre all’ultimo posto in tutte le graduatoria nazionali..e ci si meraviglia imputando errori ai sistemi di valutazione..perfetto..così il sistema si chiude..io sono perfetto sei tu che non mi capisci
Eri una punta di diamante della politica siracusana. Avevi tanta passione e c'erano altri con tanta passione.
Per tutti ricorderei Ivan Lo Bello, Rino Piscitello e Fabio Granata. Cosa è rimasto di quella passione?
Chi aveva farina ha fatto del pane, evidentemente io non avevo buona farina. Ognuno ha fatto la carriera che le proprie capacità hanno consentito. Una sola cosa: Rino non ha mai fatto parte di Città Futura
Anche a Siracusa i capi della politica sono sempre gli stessi. C'è una novità: quelli che prima erano scartine oggi comandano. Forse per questo siamo decadenti?
Ma la decadenza non è questa. Ora forse è più chiara, perché ci sono meno risorse in giro. Certo è pietoso vedersi dirigere da un ceto politico che ha forti conflitti con la sintassi..ma ognuno ha ciò che si merita...se un ignorante governa 1000 ignoranti gli hanno dato il voto.
Il compianto professor Santi Luigi Agnello criticava l'operato del sovrintendente Voza a cui non riconosceva determinati requisiti. Che direbbe oggi il professor Agnello?
Che al peggio non c’è mai fine Giovani disperati e senza lavoro. Politici e sindacati sordi e privi di proposta. Ma che diavolo succede?
Questa è più una faccenda nazionale. I nodi non sono ancora venuti al pettine. Anche in Italia l’orchestrina suona il bunga bunga mentre la nave affonda.
Fra Visentin e Bono personalmente preferisci...
Non ne faccio una questione personale. Non mi interessa. I problemi vanno molto al di là delle persone. Sono dell’ingegneria sociale politica. In questo momento occorrerebbe avere grande progettualità, coraggio, intraprendenza. Fra un po’ qui ci sarà il deserto..ora, sarò miope..ma di progetto non ne ho visto uno.
Ma gli intellettuali siracusani dove sono finiti? Ci sono, solo che si sono imborghesiti. Non ci sono più, si sono semplicemente estinti.
No, si sono stufati ed hanno capito di essere totalmente ininfluenti, a parte qualche raro gallo che recita a moria antiche giaculatorie da pollaioLa cultura a Siracusa. Un parere personale
Ci vorrebbe uno spazio a parte. Malgrado tutto continua ad esistere, come un malato terminale cui hanno staccato le macchine ma che si ostina a respirare.
Sarebbe ora di fare un manifesto per rifondare Siracusa?
Rifondare? Ricominciando dai Corinzi? Non ne vale più la pena.
A che pro?
Bisogna solo raccordarsi con la normalità del mondo e dello sviluppo..magari rinunciando alle bufale e prendendo atto del principio di realtà..le forze sane ci sono..basta procedere ad una derattizzazione.


 
 
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