Noto antica - Sicilia

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Noto antica

Siracusa > Noto
 
L'area archeologica di NOTO ANTICA
 
Sebbene la cittadina di Noto con il suo splendido barocco sia oggi una delle principali mete turistiche siciliane, sono in pochi a sapere che a pochi chilometri dalla città odierna, sul monte Alveria, esistono ancora i resti di Noto Antica, abitata dalla preistoria fino al fatidico terremoto del 1693. Dopo il terribile terremoto che rase al suolo la Sicilia sud-orientale, l'antica Noto venne abbandonata e riedificata nel sito dove oggi si trova.
 
Ma cosa è Noto Antica ? Non si tratta di un sito dai resti monumentali nè tantomeno è raggiunta dalle grandi masse dei turisti. In un luogo suggestivo: un'altura circondata da due profonde gole, due "cave" tipiche della Sicilia orientale, in mezzo alla vegetazione mediterranea spuntano fuori resti di mura e fortificazioni, pezzi architettonici delle chiese dell'antica città medievale, abitazioni scavate nella roccia e vestigia dell'ancora più antica città di epoca greca (Commento Matteo Masoli)
Le contrade di Noto si estendevano da monte fino al mare.
venne totalmente distrutta dal terribile sisma dell’ 11 Gennaio 1693
Ai tempi di Cicerone, Netum godeva dei diritti di una città federata romana, foederata civitas, alla pari di Messana e Tauromenium (oggi Messina e Taormina); mentre ai tempi di Plinio, conservava sempre il grado di città latina (civitas latinae conditionis), favore di cui non fruivano allora che tre città della Sicilia.
Tolomeo è l’ultimo scrittore antico che faccia menzione di Netum, la quale fu la sola città che seppe opporre resistenza alle vessazioni e depredazioni di Verre.
Occupata dai Saraceni, diede il nome ad una delle tre grandi divisioni amministrative in cui ripartirono la Sicilia, la famosa Val di Noto.
Fu città ben munita, sotto il profilo difensivo, tanto che Ruggero il Normanno, dopo avere sottomesso gran parte dell’isola, la occupò per spontanea dedizione, e non per espugnazione.
Dopo Ruggero fu signore di Noto suo figlio Giordano. Nei primi anni del secolo XIV, a causa di un tradimento venne in mano a Carlo d'Angiò. Sotto re Alfonso fu proprietà del fratello Pietro, il quale costruì la torre maggiore detta volgarmente maestra.


 


foto Matteo Masoli
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