Tiche - tichesiracusa

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Tiche

Testo tratto da:
LA SICILIA ILLUSTRATA di:Gustavo Chiesi
Da Acradina, procedendo sempre ad Oriente, si passa in Tiche o Tica, la terza  città di Siracusa, così detta dal Tempio alla Fortuna, che Tica anche era chiamata.
Il tempio doveva essere di una  rispettabile antichità, se Cicerone stesso, per primo, lo chiama antico.
Tica prospettava l'insenatura  e porto di Trogilos e possedeva oltre del tempio già detto, per servirci delle parole dell'Arpinate, "  un Ginnasio amplissimo e molti templi sacri

nel disegno di Hans Peter Droghemuller la delimitazione degli antichi quartieri (città).
Al centro Tiche tra Neapolis e Akradina  


vedi anche:http://www.antoniorandazzo.it/palazzidipregio/tonnara-santa-panagia.html


Testo tratto da:
SIRACUSA E IL SUO TERRITORIO

II quartiere di Tycha, che doveva il nome, a dire di Cicerone, alla presenza di un antico santuario della Fortuna, era evidentemente più antico della Neapolis, come afferma esplicitamente lo stesso Cicerone, e come risulta dalla menzione di esso già nel 467-6 a. C. (Diodoro, XI 68). Non è facile identificare la sua posizione, che però era comunque esterna alle fortificazioni di Acradina, e certamente spostata al di là della Neapolis. Ciò risulta chiaramente dal fatto che, al momento della guerra civile tra Trasibulo e i Siracusani (467-6 a. C.) il primo occupava Acradina e l'isola, i secondi Tycha (Diodoro, XI 67-8). In tale occasione, i combattimenti tra le due parti avvennero nei sobborghi non abitati che dividevano i due quartieri: ciò potrebbe far supporre che la Neapolis ancora non fosse stata costruita. La ' stessa situazione si riprodusse nel 463, quando i Siracusani tentarono di escludere dalla cittadinanza gli stranieri ammessivi dai Dinomenidi. Questi ultimi occuparono di nuovo Acradina e l'isola, mentre i Siracusani si insediarono « nel resto della città, rivolto verso le Epipole » (Diodoro, XI 73, 1); cioè di nuovo, a quanto sembra, in Tycha, che venne allora fortificata. Un'ultima indicazione ci viene dalla narrazione liviana dell'assedio romano: dopo esser entrato nelle Epipole dall'Hexapylon, Marcello pose il suo accampamento « tra Neapolis e Tycha » (XXV 25, 5), quartieri evidentemente non protetti da mura proprie, dal momento che subito dopo vennero saccheggiati. Per conquistare Acradina e l'isola, munite di fortificazioni autonome, fu invece necessario un secondo assedio. Da tutto ciò risulta evidente che tanto Tycha quanto Neapolis erano situate esternamente ad Acradina, e a nord di questa; inoltre, che tra Neapolis e Tycha doveva esistere un'area libera di una certa ampiezza. Sembra molto probabile, perciò, che Tycha debba essere localizzata sul colle isolato all'estremità est delle Epipole, tra le Latomie dei Cappuccini e il porticciolo di S. Panagia. Qui, infatti, sono stati scoperti resti di un grande edifìcio munito di piscina, che potrebbe corrispondere al. grande ginnasio che, secondo Cicerone, esisteva nel quartiere. Il fianco ovest del colle è caratterizzato dalla presenza di un lungo gradino tagliato nella roccia, noto col nome di « muro di Gelone » : potrebbe trattarsi della fortificazione provvisoria del 463. Infine, a ovest di questo « muro », sono stati scoperti due gruppi di tombe databili tra la fine del VI e la prima metà del V sec. a. C., che dovrebbero appartenere all'abitato, la cui antichità relativa sarebbe così confermata.


Portale a modo di arco trionfale di Villa Modica Pupillo, Viale Scala Greca. Si potrebbe ricomporre , i conci sono stati in buona parte messi in salvo grazie alla sensibilità dei proprietari .


il portale venne demolito per i lavori di all'argamento di viale Scala Greca ad opera dell'ANAS


 
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