Sport Siracusa

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Sport a Siracusa dalle origini ad oggi, calcio, atletica, eventi.

Libertà, Aldo Formosa 6 febbraio 2019
Che fossero quasi tutti siracusani pare accertato, ma ci furono anche alcuni “infiltrati” che si spacciarono per siracusani dietro lauto compenso, e magari come “oriundi”.
Siracusani, dunque, tramandati ai posteri per aver vinto l’alloro olimpico. Sembra che il primo siracusano a trionfare nei giochi olimpici sia stato tale Lygdamis nel “pancrazio” alla 33° olimpiade. Una specialità violentissima e feroce dove si arrivava a un passo dall›uccisione.
Un altro siracusano, stavolta nostro contemporaneo, ha scritto un libro sull’argomento (“Siracusa negli agoni classici”). È Concetto Scandurra, notissima figura di educatore, già preside scolastico, ad illustrarci con dovizia di particolari i trascorsi sportivi di quella che fu la Pentapoli, la più splendida città nel cuore del Mediterraneo, e per un breve periodo anche capitale dell›Impero Bizantino. Lygdamis, dunque, fu il primo di un elenco ricco anche di nomi più autorevoli.
Un elenco che prosegue con Astilo (73° olimpiade) che trionfò nello “stadio» (corsa a piedi di circa 193 metri) e nel «diaulo» (distanza doppia). Ma era nativo di Crotone i cui abitanti, infuriati, distrussero il monumento che gli avevano eretto e adibirono la sua casa natale a prigione.
Hagesias vinse nella 78° olimpiade nella corsa coi muli e Pindaro ne eternò le gesta. Segue Hyperbios vincitore della 90° olimpiade. Quindi Dicone che vinse tre gare nella 99° olimpiade, trionfò  tre volte nei giochi Nemei e cinque volte nei Panellenici. Pindaro asserisce che fosse «cauloniate» e che per denaro si dichiarò siracusano.
E arriviamo a Zopiro, vincitore nello “stadio” e nel “diaualo “. Poi Orthon, anch’egli vincitore nello “stadio” alla. 158° olimpiade. Ma è ora il turno dei grandi personaggi. Cominciando da Gelone, Ierone I°, Dionigi il Vecchio, Ierone 2° he gareggiarono e vinsero in  varie olimpiadi, per  cui Pindaro e Bacchilide lucrarono favori presso di loro, nei loro periodi, plaudendo alle loro vittorie.
“Grande ispiratore (racconta Scandurra) fu Ierone I°, succeduto al padre Gelone grande vincitore dei Cartaginesi a Imera, alla cui corte furono ospiti Pindaro, Simonide, Bacchilide, Eschilo, e  che aveva vinto tre giochi nel 476, nel 472, nel 468 a.C. con la quadriga, e tre allori nei  giochi pitici cui partecipò nel 482, nel 478 e nel 470 a.C.
“Anche nella numismatica siracusana spesso la monetazione (ci avverte Scandurra) presenta nel “verso” carri con cavalli in corsa governati dall’auriga incoronato dalla Nike alata”. È probabile che Cimone ed Eveneto in alcuni decadranmi abbiano voluto fare rifermento alle gesta atletiche dei tiranni.
Siciliani vincitori ad Olimpia furono anche Empedocles, Exnetos, Terone di Agrigento, Ergoteles, Ischyros, Krison, Pythos di Imera, Lamachos di Tauromenio, Leontiskos di Zancle, Parmenide e Psaumis di  Camarina, Pantores di Gela.
Doveroso annotare che anche Sirausa si inventò le sue brave celebrazioni con gare atletiche, oltre ai riti religiosi e fastose processioni. Accadde quando  la Pentapoli vinse su Atene nel 413 a. C. sbaragliando il nemico sul fiume Assinaro.
Furono istituite le feste Assinarie, tenute in gran conto dai siracusani dell’epoca. Ma per arrivare a tempi più vicini a noi è opportuno ricordare i siracusani Sandro Campagna e Paolo Caldarella nella pallanuoto italiana con cui hanno conquistato diversi “ori” internazionali.
E in tema di olimpiadi, anche il nuotatore siracusano Enzo Finocchiaro che, nella specialità del “delfino” vanta la partecipazione alla finalissima di una Olimpiade.



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