Orecchio di Dionisio - latomie

Vai ai contenuti

Menu principale:

Orecchio di Dionisio

Il nome lo si deve al Caravaggio all'inizio del XVII secolo quando venne a Siracusa, fuggito da Malta e dipinse la sepoltura di Santa Lucia.

Il Mirabella scrive che prima si chiamava Grotta della Favella.



Siracusa – 1782/87 - Interno della grotta detta Orecchio di Dionisio, disegno e incisione all’acquatinta di Jean Houel. In un angolo della Latomia del Paradiso si apre una grotta la cui pianta, scrive Houel, ha quasi la forma di una S. Questa particolare forma produce all’interno un’eco straordinaria la cui fama è tanto vasta che nessuno può soggiornare a Siracusa senza soddisfare tale curiosità. Alcuni, continua l’artista, vi si recano con degli strumenti musicali, altri portano pistole o fucili. L’eco derivante dai suoni che si producevano era veramente infernale e a stento sopportabile. In particolare questo accadeva in occasione della festa di San Nicolò perché era uso festeggiare il Santo presso le latomie data la vicinanza di queste con l’omonima chiesa.
All’interno della grotta, a sinistra verso il fondo, Houel segnala la presenza di fori quadrati di «circa due pollici» nei quali avrebbero potuto trovare posto sbarre di ferro. L’aggiunta di tavole avrebbe consentito la realizzazione di una scala atta a raggiungere, in alto, un’apertura che immetteva in un cunicolo.L'Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale, imbutiforme, scavata nel calcare, alta circa 23 m. e larga dai 5 agli 11 m., con una singolare forma, vagamente simile ad un padiglione auricolare, che si sviluppa in profondità per 65 m., con un insolito andamento ad S e con sinuose pareti che convergono in alto, in un singolare sesto acuto. La grotta è, inoltre, dotata di eccezionali proprietà acustiche (i suoni vengono amplificati fino a 16 volte).

Queste caratteristiche diedero forza alla leggenda cinquecentesca secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per ascoltare, da un'apertura dall'alto, le parole ingigantite dall'eco. In effetti, anche se a danno delle suggestioni e della leggenda, è opportuno sapere che la forma della grotta è semplicemente dovuta al fatto che lo scavo iniziò dall'alto, seguendo il piano di fondo di un acquedotto serpeggiante, e andò sempre più allargandosi in profondità, essendosi rinvenuta un'ottima qualità di roccia.

(Michelangelo Blanco) La grotta non è a forma di orecchio ma di utero ed è stata scavata qualche millennio prima della nascita di Dionisio.  Questa grotta rappresenterebbe la grande Madre ed è legata alla "leggenda" dell'Arca dell'Alleanza. Ma questo è un altro discorso...






L'Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale, imbutiforme, scavata nel calcare, alta circa 23 m. e larga dai 5 agli 11 m., con una singolare forma, vagamente simile ad un padiglione auricolare, che si sviluppa in profondità per 65 m., con un insolito andamento ad S e con sinuose pareti che convergono in alto, in un singolare sesto acuto. La grotta è, inoltre, dotata di eccezionali proprietà acustiche (i suoni vengono amplificati fino a 16 volte).

Queste caratteristiche diedero forza alla leggenda cinquecentesca secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per ascoltare, da un'apertura dall'alto, le parole ingigantite dall'eco. In effetti, anche se a danno delle suggestioni e della leggenda, è opportuno sapere che la forma della grotta è semplicemente dovuta al fatto che lo scavo iniziò dall'alto, seguendo il piano di fondo di un acquedotto serpeggiante, e andò sempre più allargandosi in profondità, essendosi rinvenuta un'ottima qualità di roccia.






 
Torna ai contenuti | Torna al menu