Costante II - Storia

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Costante II

BIZANTINI
Tratto da FATTI E PERSONAGGI DELL'ALTO MEDIOEVO SIRACUSANO di Mariarosa Malesani edito da Italia Nostra Siracusa:




Costante II
Giunto al potere, all'età di 11 anni, nel modo avventuroso e complesso che contraddistingue gli avvenimenti dell'impero bizantino, con una personalità assai logica e lungimirante salvò l'Impero dalla minaccia dei musulmani. Nipote di Eraclio, il grande imperatore, in un primo tempo fu escluso dalla successione al trono perché ad Eraclio era succeduto il figlio Costantino III che, morto tre mesi dopo essere stato incoronato, lasciò il potere al fratello Eracleona che regnò sotto la tutela della madre, se¬conda moglie del vecchio Eraclio. Il Comandante dell'Esercito Orientale, Valentino, fece pressione alla reggente per far nominare Costante co¬imperatore con lo scopo di sostituirsi nella reggenza ed avendo ricevuto un diniego, portò l'esercito a Costantinopoli arrivando a deporre Eracleona e la madre. Ma i suoi progetti furono contrastati dalla popolazione che, fedele alla dinastia di Eraclio, fece una sommossa durante la quale uccise lo stesso Valentino. Secondo la tradizione, il passaggio di potere nell'impero di Bisanzio avvenne in modo complicato, ma pur essendo quattordicenne il nuovo imperatore dimostrò una forte perso¬nalità e un preciso disegno per la gestione degli affari di governo che dovevano garantire stabilità e possibilmente riconquistare i territori perduti in seguito alle battaglie con gli arabi. La politica di Eracleona era stata molto accondiscendente nei loro confronti ed anzi nel 641 era stato stipulato un trattato per cui i Bizantini dovevano cedere Alessandria d'Egitto entro undici mesi; così nel 642 Alessandria aprì le porte ai musulmani e diventò araba. Tre anni dopo Costante, per nulla rassegnato a perdere una regione ricca che riforniva grande quantità di grano all'impero, formato un esercito, andò alla riconquista della città e con una azione di sorpresa occupò tutto il delta del Nilo.
Ma un anno dopo il territorio ritornò al nemico che fece una feroce rappresaglia sulla popolazione e abbatté le mura della città per evitare che si potesse organizzare un assedio.
Nell'arco di due anni le lotte interne in tutti e due i campi portarono molti cambiamenti tanto che nel 648 Bisanzio riconquistò parte del Nord-Africa.
Nello stesso periodo ci furono problemi con l'esarca di Ravenna che aspirava all'autonomia e con il papa Martino I che avversava le teorie religiose dell'Imperatore che voleva imporre il Monotelismo pensando di ottenere una pacificazione religiosa interna.
Alla fine l'esarca di Ravenna, su ordine del governo centrale prese pri¬gioniero il Papa e lo portò a Costantinopoli dove Martino I, poiché si rifiutava di abbracciare il credo di Costante, fu condannato all'esilio in Crimea e abbandonato da tutti. Morì in breve tempo. La resistenza agli ordini imperiali era sempre più accesa in Italia, tanto che Costante decise di dare inizio alla Campagna d'Occidente per salvare i territori di confine, ma prima di pensare alla guerra in Italia si vide costretto ad arginare la minaccia araba. Ci furono molte battaglie che si protrassero con esiti alterni ma alla fine la vittoria fu degli arabi che continuarono a minacciare l'impero su più fronti, fino ad ottenere la supremazia navale sui Bizantini.
Due anni di guerre interne tra gli stati arabi giovarono a Costante che ne approfittò per riordinare la struttura militare (659-661) ed attuare un sistema assai efficace per mantenere la fedeltà dei soldati ed aumenta¬re il loro valore.
Il grosso dell'esercito era stato salvato nonostante le infinite guerre con¬tro gli arabi, ma le ridotte finanze dello stato rendevano difficile man¬tenerlo, così l'imperatore pensò di pagare i soldati con delle terre che provenivano da proprietà imperiali e di spostare le spese dallo Stato agli stessi soldati per armi, uniformi, foraggio e cavalli, riducendo così di 2/3 le spese militari. In questo modo, non solo i soldati erano equipag¬giati meglio, ma avevano tutto l'interesse di difendere un territorio che era anche di loro proprietà.










 
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