ortigia

Ortigia
Ortigia
Vai ai contenuti
Ortigia amore mio
1)-ORTIGIA, (Ortix), la Quaglia, l’isolotto attaccato alla terraferma con un terrapieno.
L’ISOLA DI Ortigia ha una superficie di meno di un km quadrato, ossia circa km quadrati 0,650.
L’asse longitudinale maggiore è circa 1660 metri compreso il Maniace.
La larghezza massima è di metri 660 dal Belvedere San Giacomo alla Marina.
Il piano di calpestio è a schiena d’asino e la quota più alta a livello del mare è l’angolo Duoma- via Minerva, caposaldo n.15, metri 18,561 livello del mare.
Ortigia è l'attuale centro storico che in antico era una delle cinque città di quella Siracusa chiamata Pentapoli.

Mie riflessioni:
Ortigia, oggi Isola collegata tramite un ponte alla terra ferma, in tempi remotissimi era una penisola essendo il prolungamento naturale della dorsale calcarea che partendo dalla zona Temenite- Fusco, continua degradandosi per tutta la fascia chiamata Montedoro.
 
Il disegno di Roberto Mirisola, "Paleogeografia di Siracusa e urbanistica greca", non lascia dubbi sulla configurazione geologica nell'VIII secolo avanti Cristo.
 
L'Ente minerario siciliano, nella sua relazione sulle "pietre della Sicilia, a pagina 11 infatti indica Ortigia quale "penisoletta" a conferma delle formazioni del calcare oolitico dello "scoglio" e della penisola Maddalena.
 
 
 
Dall'Olocene (intorno a 12.000 anni fa) il mare, anche per variazioni climatiche, ha modificato sensibilmente nel tempo il territorio siracusano.
 
Le mareggiate e le maree hanno sicuramente eroso la lingua di roccia che univa Ortigia al Montedoro che comunque era calpestabile almeno al tempo dei primi abitanti Siculi e, probabilmente, anche al tempo dell’arrivo dei colonizzatori greci, i quali, come dalle fonti, costruirono un terrapieno in pietra per consentire l'agevole accesso a quella che oramai era un'isola.
 
Le fonti tramandano che sin dal tempo di Dionisio I Ortigia era una cittadella fortificata, (Diod. XIV, 7), e lo fu anche dopo la conquista romana del 212 a.C., quando M. C. Marcellus vietò la residenza ai cittadini sulla Násos (Cic., In Verrem II, V,98)Ortigia divenne definitivamente isola nel 1500 in epoca spagnola quando fu trasformata in cittadella fortificata. I quattro canali dei quali solo l'attuale darsena è rimasta essendo gli altri riempiti alla fine dell'800 con la realizzazione del così detto quartiere umbertino.
 
Ortigia divenne definitivamente isola nel 1500 in epoca spagnola quando fu trasformata in cittadella fortificata. Dei quattro canali solo l'attuale darsena è rimasta essendo gli altri riempiti alla fine dell'800 con la realizzazione del così detto quartiere umbertino.
 
Lo "scoglio" Ortigia nel tempo ha subito trasformazioni e sovrapposizioni che rendono difficile capire com'era veramente. Oggi si presenta con altimetrie variabili e il punto più elevato, angolo Duomo-Vermexio è 18,563 sul livello del mare. Superfice attuale mq, 0,650.
 
Francesco Saverio Cavallari, riferisce che nel 1883 la superficie di Ortigia, era di mq. 267750, 00. La parte interna s'eleva dal livello del mare sino al piano dei peristili del creduto tempio di Minerva (l'attuale Cattedrale) metri 17, 56.
 
L'ISOLA DI ORTIGIA 1883: Quest'isola è determinata da un contorno di figura irregolare: la parte più depressa è esposta a ponente e maestro, ove esiste il canale navigabile di sopra citato che la divide dal sito pianeggiante detto i Quattro Canali, occupato dalla triplicata cinta delle fortificazioni di epoca spagnuola; il lato esposto a tramontana comincia ove termina il canale e si estende in quella parte del Porto piccolo occupata dai baluardi dell'isola, situati a poca distanza dalle prigioni; il lato di oriente, ripiegandosi verso greco, si estende con una sporgenza sino alla punta che si avvicina allo scoglio detto dei Cani, prosegue nella sua esposizione di oriente, si rivolge in un seno esposto a scirocco per un lungo tratto e poscia riprende la sua esposizione orientale sino all'ingresso del Porto grande, sul cui promontorio s'inalza il Faro (2); finalmente tutto il lato occidentale dell'isola è quasi un rettifilo con pochissime inflessioni, che, cominciando dal faro, prosegue per le sponde della fonte Aretusa ed il passeggio pubblico sino al cominciamento del canale navigabile di sopra citato. (Cavallari 1883)
 

Nel medioevo Ortigia era suddivisa in quartieri così come illustrati da Paolo Giansiracusa:

nella mia scultura com'era negli anni 60


Ortigia costa di ponente- foto Antonio Randazzo dalla plaia
la mia poesia tradotta in lingua italiana
12. Ortigia amore mio.
Guarda che bel tramonto dal
passeggio Aretusa, vedi il Sole ai
Pantanelli si sistema tra gli Iblei.
Vieni vieni forestiero qui passò la
storia intera.
Guarda questa fontana bella,
sorgere fresca da sotto terra.
Archimede nella sua sfera
immaginò questo gran futuro, in
questa costa frastagliata bruciò
tanti stranieri.
Guarda la magni" cenza di queste
pietre antiche e sagge.
Vieni qui tra mare e Sole in
questo profumo celeste.
Quanto è bella qui la stagione,
sono quattro e sembra una, in
questo luogo di magia tanti già
passarono da qui.
Da grande città che era fummo
capaci di portarla a questa rovina,
quanti " gli geniali dovetterò
fuggire fuori.
Nessuno è profeta in questa
terra fortunata, solo da morti li
piangiamo
tutti quanti.
Vieni vieni viandante l’ombelico
è sempre qui, in questa terra
luminosa incominciò la civiltà
la mia poesia nel parlare siracusano
12-Ortigia amuri miu.
Vadda chi beddu tramontu se ti
metti o spiazzettu, viri u suli e
pantaneddi s’arrizzetta ‘nta l’iblei.
Veni veni furasteri ccà passò a
storia ‘ntera.
Vadda sta funtana bedda, nesci
frisca i sutta terra.
Archimedi ‘nta so sfera ‘mmaginò
stu gran futuru, ‘nta sta costa
frastagliata anniricò
tanti straneri.
Viri chi magni cenza ri sti pettri
antichi ie saggi.
Veni ccà tra mari e suli ‘nta stu
ciauru celesti.
Quanta é bedda ccà a staciuni,
sunu quattru e pari una, ‘nta stu
locu ri malia tanti già
passaru i ccà.
Ri chiù granni fommu capaci ri
puttalla a ‘sta ruvina, quanti  gghi
strummintusi appò na
scappari fora.
Nuddu ié profeta rintra ‘nta sta
terra futtunata, sulu quannu
arriva a morti i chiangemu
tutti pari.
Veni veni viandanti ca u viddicu ié
sempri ccà, ’nta sta terra luminusa
‘ncuminciò a civiltà.
veduta porto foto Antonio Randazzo
Ortigia aerea
mappa Ortigia fine 600




mappa periodo piemontese inizio 700
(Il 10 ottobre del 1713 Vittorio Amedeo di Savoia, sbarcato Palermo con la moglie Aurelia d'Orleans, la corte ed un piccolo esercito, prese ufficialmente possesso dell'isola).





















Torna ai contenuti