Ortigia lo scoglio - ortigia

Ortigia
Ortigia
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Testo tratto da topografia Francesco Saverio Cavallari 1883
§ 2.

L'ISOLA   DI ORTIGIA.

Quest'isola è determinata da un contorno di figura irregolare: la parte più depressa è esposta a ponente e maestro, ove esiste il canale navigabile di sopra citato che la divide dal sito pianeggiante detto i Quattro Canali, occupato dalla triplicata cinta delle fortificazioni di epoca spagnuola; il lato esposto a tramontana comincia ove termina il canale e si estende in quella parte del Porto piccolo occupata dai baluardi dell'isola, situati a poca distanza dalle prigioni; il lato di oriente, ripiegandosi verso greco, si estende con una sporgenza sino alla punta che si avvicina allo scoglio detto dei Cani, prosegue nella sua esposizione di oriente, si rivolge in un seno esposto a scirocco per un lungo tratto e poscia riprende la sua esposizione orientale sino all'ingresso del Porto grande, sul cui promontorio s'inalza il Faro (2); finalmente tutto il lato occidentale dell'isola è quasi un rettifilo con pochissime inflessioni, che, cominciando dal faro, prosegue per le sponde della fonte Aretusa ed il passeggio pubblico sino al cominciameli to del canale navigabile di sopra citato.

L'attuale superficie di Ortigia, presa dai suddescritti contorni inclusa la sua spiaggia orientale, risulta di mq. 267750, 00; la parte interna s'eleva dal livello del mare sino al piano dei peristili del creduto tempio di Minerva (l'attuale Cattedrale) metri 17, 56.
Le parti più depresse sono nei lati di occidente e di maestro e noi abbiamo, in questa parte dell'isola, il creduto tempio di Diana che s'eleva dal livello del mare m. 1, 80 ed il piano del suo peristilio di m. 3,24, ma questi soli dati non sono sufficienti per determinare la configurazione dell'antico suolo dell'isola, trasformato da tante sovrapposizioni se però a tali misure, ricavate dai due tempi antichi, si uniscono quelle prese dalle roccie esistenti presso la fonte Aretusa ed il castello, allora potremo formare un approssimativo profilo longitudinale da tramontana a mezzogiorno, cominciando dal citato tempio di Diana, attraversare la Cattedrale e la fonte Aretusa sino al castello. Un altro profilo trasversale da occidente ad oriente, si potrà ottenere, immaginando una linea, che dalla banchina del pubblico passeggio dirigendosi verso il tempio di Minerva arrivi sino alla costa orientale dell'isola, la cui roccia è m. 7 circa più alta dal livello del mare, ed allora, per mezzo di questi due profili, ricavati da pochi ma sicuri dati, potremo «approssimativamente conoscere la configurazione dell'antico suolo dell'isola di Ortigia (1), la sua depressione nei lati di tramontana e di occidente e la sua elevazione in tutto il lato orientale e in parte di quello meridionale, ed altresì potremo vedere, che il creduto tempio di Minerva si eleva sulla parte culminante dell'isola.

Noi abbiamo (lato la superficie della moderna città come trovasi ora, ma questa isola era anticamente della «tessa estensione? Elementi di fatto provano che era maggiore.
Chi si pone ad osservare i numerosi scogli, taluni isolati, altri aderenti alla costa orientale dell' isola, alti da due a tre metri sul livello del mare, potrà giudicare, che le onde distrussero questa parte, e questa supposizione diviene certezza, quando, alla superficie degli stessi scogli, si osservano segni di fondazioni di edilizi, cisterne e molti pozzi circolari scavati nella roccia questi segni evidenti provano, che una zona dell'antica Ortigia è stata distrutta dal mare e che questa parte doveva essere abitata e riunita all'isola
Se lo scoglio dei Cani sia stato in tempi remotissimi riunito all'isola o pur no, lo lasciamo giudicare a coloro che si occupano di geografia fisica e di geologia, ma che gli scogli con i pozzi scavati alla loro superficie dovevano far parte dell'antica Ortigia, ci sembra un fatto che non ammette dubbio alcuno e quindi all'attuale superficie di Siracusa si dovrebbe aggiungere una non piccola zona di terreno anticamente abitata, sia nell'epoca greca sia in quella anteriore.
Il mare tuttora prosegue a distruggere la parte orientale dell'isola e, se non si ripara prontamente la parte di recente caduta, compirà la sua opera di distruzione. In varie epoche, e non molto lontane, per evitare danni, furono collocate in questa parte scogliere artificiali di grossi pezzi squadrati al fine di proteggere l'isola dall'impeto delle onde.
L'attuale città è fornita di molti pozzi antichi tutti circolari che contengono acque uu poco salmastre, come quelle della fonte Aretusa : il livello di queste acque, sebbene non sia in tutta l'isola uniforme al livello di quelle che si vedono scorrere nella citata fonte e nelle sorgive presso il pubblico passeggio, dà luogo a ritenere che siano della stessa provenienza e che tra i tufi ed uno strato impermeabile sottostante, esistano copiose acque che scorrono a guisa di un fiume sotterraneo (2).

Se queste acque erano anticamente potabili, non si può asserire; è molto probabile essersi verificata qualche fenditura nello strato impermeabile e che una piccola quantità di acqua di mare siasi a quelle mescolata: ciò spiegherebbe il tanto conosciuto mito di Alfeo ed Aretusa, ma quella mescolanza delle acque era in Ortigia in ogni punto, o solamente nella fonte Aretusa?
Uno sgorgo di acqua si osserva nel fondo del Porto a poca distanza della citata fonte, detto l'Occhio della Zilica, e in tanti altri punti ove le acque potabili si mescolano col mare.
In appresso, e quando descriveremo gli acquidotti siracusani, ci occuperemo in particolar modo delle acque latenti, sia dell'isola, sia di quelle della grande terrazza cominciando dall'Epipoli e le seguiremo in Tica, Acradina e Neapolis.
Il lato occidentale di Ortigia non ha subito che pochissime alterazioni dall'epoca classica in poi, perchè è riparato dai venti, e le stesse correnti che si agitano dentro il Porto non hanno più forza in questa parte, dappoiché prendono pria di arrivare in questo lato, la direzione del canale navigabile descritto, e per tali ragioni il posto più sicuro per ancorarsi navi di ogni grandezza è presso l'isola di Ortigia.
Se questo lato non ha subito alterazione alcuna, lo stesso non potremo dire della parte piana che resta tra il citato canale e la terra ferma : questa parte venne interamente trasformata nell'epoca spagnuola quando nel 1500 furono costruite le fortificazioni e scavati altri canali non molto profondi, ma atti a proteggere la città da una triplice linea di difesa. Qualunque supposizione non potrebbe far conoscere in modo diverso di come abbiamo descritto, l'antica configurazione del suolo di questo sito.

NOTE
1 Questa località riputiamo la più idonea a potervi costruire un ponte, perchè il canale si presenta più ristretto ed il piano d'impianto meno profondo che altrove; ed appunto in quel luogo sino a due anni addietro eravi uno stabile ponte a luce ristretta da poter dar passaggio a due sole piccole barche poste di fronte.
* Latitudine geografica boreale 37°, 3', ó", 1, longitudine orientale dal meridiano di Roma 2°, 48', 33", 5.

1 L'attuale suolo delle strade che circondano quel tempio è più alto di .in. 5. Questo rialzo è formato di sterri provenienti da fabbriche distrutte.
* Notisi che l'attuale città è cinta da una muraglia quasi tutta di una medesima altezza che ha reso il contorno della città (siasi al medesimo piano, cosicché si rende impossibile riconoscere se esistevano dei seni accessibili. Ultimamente, scavando le fondazioni del nuovo Museo archeologico verso la parte occidentale del Porto, si trovò la roccia a due metri di profondità, locchè prova essere questa parte dell'isola formata di tanti gradini della roccia stessa ed accessibili. Lo stesso non si può dire per il lato orientale, dappoiché le roccie arrivano al suolo della strada di circonvallazione alta da 7'a'd 8 metri sul livello del mare ed immediatamente si sprofondano verticalmente.

1 Atlante della top. di Siracusa, tav. I, n. 6.
8 Sulla provenienza di queste acque leggasi il capitolo che tratta la parte idrografica di Siracusa.

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