Ortigia - siracusatoponomastica

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Ortigia

PENTAPOLI
ORTIGIA
E' la prima parte della città, la più antica. Fu chiamata in vario modo Isola, Ortigia, Arx, Nasos, Homothermos. Fu chiamata Isola perchè circondata tutta dal mare, per quanto già nel periodo di Tucidide fosse trasformata in penisola per mezzo di un terrapieno.
Seguiamo comunque le varie vicissitudini di questo lembo di terra, così come scrissero vari storici. V. Amico (10): «Ortigia poi, sono parole dello scoliaste di Pindaro da Ibico, essendo stata isola un tempo, indi per riempimenti annessa al continente divenne penisola». Nel tempo di Strabone e di Tullio era unita per un ponte alle altre parti della città: «Ortigia congiungesi per un ponte al continente», scrisse Strabone nel lib. VI, e Tullio, Verr. VI: «Siracusa ha dei porti che si comprendono nell'aspetto della città, ed avendosi degli aditi tra loro diversi, congiungonsi e confluiscono nell'uscita, e nella congiunzione quella parte della città che appellasi isola disgiunta per angusto tratto di mare, ricongiungesi e condensi da un ponte». E nuovamente dicesi formata penisola dallo scoliaste di Tucidide: «Si giace nella penisola la città di Siracusa, formando l'istmo da qui il gran porto di là l'altro mare» (11). Ed ancora V. Amico:
«E così perdurò sino al 1683, in cui per ordine del principe, Lignense, viceré in Sicilia, scavate due fosse ed introdotta da ogni parte l'acqua, divenne novellamente isola fornita tuttavia di due ponti».
Per la precisione già nel 1552, ai tempi dell'imperatore Carlo V si scavarono delle fondamenta per costruire nuove fortificazioni ed aprire un istmo, ma durante i lavori «fu trovato un canale di piombo lungo due braccia che da ogni parte aveva scritte queste iniziali in lettere maiuscole TI. CL. CAE. AUG. GER. cioè Tiberius, Claudius, Caesar, Augustus, Germanicus. Fazello ( ) vide questo tubo e ne lasciò nota nella sua Storia Deca I, lib. VI) (13).
L'improvviso sgorgare di un fiume d'acqua dolce fece sospendere i lavori fino a che Claudio Lamoraldo, principe di Ligne, fece iniziare e portare a termine felicemente i lavori del taglio dell'istmo, sotto progetto del celebre ingegnere militare Carlo Grunemberg. Tutto ciò per rendere militarmente più forte Ortigia.
Sull'origine del nome Ortigia vi furono varie interpretazioni. Secondo Strabone fu chiamata così in quanto uno dei primi gruppi di coloni greci, arrivati dalla nostra terra, proveniva da un paese dell'Etolia, chiamato Ortigia.
Il nome deriva, comunque, dal vocabolo greco che significa quaglia e gli antichi scrittori greci chiamarono Ortigia (14) quel l'isola delle Cicladi che, poi, fu detta Delo.
Secondo la mitologia greca a Delo nacquero Artemide ed Apollo.
Da ciò si pensò che la nostra isola, in periodo greco, fu chiamata Ortigia in quanto consacrata ad Artemide. Secondo altri, i Greci qui approdati, vedendo volteggiare in cielo stormi di quaglie, avrebbero dato nome di Ortigia, nome che poi fu mantenuto quando consacrarono l'isola ad Artemide.
Questo primo nucleo urbano fu chiamato pure Arx in quanto fortezza della pentapoli «La gran fortezza costruita un tempo dal tiranno Dionisio, dalla quale l'isola stessa assumeva anche il nome, e la magnifica abitazione dello stesso Dionisio a quella contigua, entrambe rase al suolo per opera di Timoleonte».
Da Livio e Cluverio, Ortigia fu chiamata pure Nassos. Vocabolo che si giudica derivato da Nasos, termine dialettale in uso presso i Greci di Siracusa, che significa sempre isola.
Fu chiamata pure Hyperia, ritenendo essere Ortigia quella Hyperia nominata nei versi di Omero al lib. VI. »Ibat ad Phaeacum virorum populumque, urbemque ;
Qui antea quidam habitabant in spatiosa Hyperia
Prope Cyclopas...».
Fu anche nominata Homothermos, per quanto non vi sorgessero acque tiepide naturali.
Scrisse Goltzio a tal proposito e poi P. Ottavio Caetano (cap. XXIX) che tale nome deriva dal fatto che l'isola si trova in posizione Sud-Est e circondata da acque tiepide a somiglianza di molti bagni naturali termali.
A proposito di acque in Ortigia non si può fare qui a meno di parlare della celebre fonte Aretusa.
NOTE

(10) Op. Cit., Vol. II pag. 237.
(11) E' singolare come le tre più importanti colonie di Corinto: Corcira, Siracusa e Potidea, avessero ognuna due porti allo stesso modo della città di origine dei fondatori. Corinto sorgendo su un istmo disponeva di due porti.
(12) Isthmum perfringere perviisque meatibus in antiquam insulse formarti reducere longo labore, eoque non parum per maximam aquarum dolcium vim ex isthmi visceribus affluentissime promanentem impedito, conatus est.
(13) S. Privitera: Storia di Siracusa, pag. 535 in nota alle opere di incanalamento di acque da condurre in Ortigia fatte eseguire dall'imperatore Claudio.
(14) Ciò in ricordo di Asterie, figlia di Titano, che fu trasformata in quaglia.
(15) I Romani assimilarono la dea Artemide alla divinità femminile italica Diana. Fasti (III, 263: VI ) e Metamorfosi (XV, 497) di Ovidio.


 
 
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