Rosolini Lentini Francesco - provincia di Siracusa

Antonio Randazzo da Siracusa con amore
Sicilia
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Rosolini Lentini Francesco

Rosolini

FRANCESCO LENTINI (documentazione e ricerche a cura di Marisa Pappalardo)



matrimonio

Commento tratto da http://bizzarrobazar.com/2010/11/15/francesco-lentini/
Francesco Lentini nacque nel 1889 a Rosolini, in provincia di Siracusa. I suoi genitori avevano altri 11 figli, e quando rifiutarono di riconoscere Francesco, di certo non pensavano che sarebbe divenuto una celebrità mondiale con nomi d’arte del calibro di “meraviglia delle meraviglie”, “la sfida della natura”, ecc.
I Lentini avevano avuto, in realtà, 12 figli e mezzo: Francesco infatti inglobava nel suo corpo anche le vestigia di un gemello siamese parassita (cioè non completamente sviluppato). Aveva tre gambe, due apparati genitali, e un piede rudimentale formatosi sul ginocchio della terza gamba. Quindi, facendo un rapido calcolo, Francesco poteva vantare tre gambe, quattro piedi, sedici dita dei piedi, e due aree genitali funzionanti. I medici che lo esaminarono decisero che operarlo sarebbe stato rischioso, perché il gemello parassita era collegato alla spina dorsale, e la rimozione poteva risultare in una paralisi degli arti inferiori.
Dopo essere stato ripudiato dai genitori, Francesco venne cresciuto da una zia, che ad un certo punto decise di affidarlo a una clinica per persone disabili. Lì il piccolo Lentini venne a contatto con bambini ciechi, sordi e con altri problemi motori molto più gravi dei suoi, e cominciò ad accettare la sua terza gamba, che aveva odiato fino ad allora. Imparò non soltanto a camminare, ma a correre, saltare la corda, andare in bicicletta e addirittura pattinare sul ghiaccio. La sua esperienza alla casa di recupero fu decisiva nel fornirgli la motivazione per lottare e vivere, come avrebbe dichiarato più tardi.
All’età di nove anni, Lentini emigrò negli Stati Uniti, dove iniziò la sua sfolgorante carriera nei sideshow americani: prima con iRingling Bros., poi con il circo di Barnum & Bailey, poi ancora aConey Island, e infine con lo show di Buffalo Bill. A 30 anni ottenne la cittadinanza americana. I suoi spettacoli affascinavano il pubblico per via del suo senso dell’umorismo e della sua signorilità. Aveva inoltre uno stupefacente controllo sulla sua appendice “extra”, con cui poteva calciare una palla, oppure su cui si sedeva come se fosse uno sgabello. Le sue gambe erano tutte di lunghezza differente. “Anche con tre gambe, non ne ho manco un paio”, scherzava.
La sua personalità affascinante conquistò infine una giovane ragazza, Theresa Murray, e Lentini la sposò. Ebbero quattro figli di sana costituzione. Lentini continuò ad esibirsi fino alla morte, sopravvenuta nel 1966 (morto a 77 anni, Lentini è il più longevo uomo con tre gambe della storia). La sua carriera durò più di quarant’anni, e contribuì al successo dei maggiori circhi e sideshow d’America. Francesco era talmente rispettato per la sua affabilità che nel circuito era spesso soprannominato semplicemente “il Re”.

Commento tratto da: http://milocca.wordpress.com/2010/08/30/frank-tre-gambe/
Rosolini. Lo zu’ Ninu alla sua coppola non riesce proprio a rinunciare. L’acquistò tanti anni fa in un elegante negozio di Modica, e adesso – anche con l’afa di un appiccicoso agosto che non vuole proprio levarsi di torno – la indossa fiero. Lo incontriamo, a cento passi dalla piazza centrale del paese.
E basta percorrere un paio di isolati per trovare ciò che stiamo cercando. «Ecco, chista è a casa dell’americanu cu ttri ghiammi». E il dito, un po’ tremante, indica una casa abbandonata in via Lo Bello, all’angolo con via Manzoni. Siamo a Rosolini. Il punto di partenza di una storia straordinaria. Ma anche grottesca e affascinante, triste e speranzosa, morbosa e umana. Eppure vera. Quella dell’uomo con tre gambe: Francesco “Frank” Lentini, il bimbo-mostro nato a Rosolini alla fine dell’800 e divenuto nel ’900 una ricca star negli Stati Uniti.
Figlio del contadino Natale Lentini e di Giovanna Falco, Francesco nacque con tre gambe, quattro piedi (uno dei quali attaccato al polpaccio della terza gamba), sedici dita dei piedi e due paia di organi genitali. «Entrambi perfettamente funzionanti», chiosano con siculo orgoglio i nipoti dello zio Frank d’America, che vivono ancora a Rosolini.
E allora proviamo a raccontarvi questa storia, utilizzando le “voci narranti” di Pietro e Pippo Lentini, uno imprenditore, l’altro ex impiegato comunale.
Li incontriamo nella sede della Fiom, una fabbrica di grondaie con un nome che ci suggerisce il benessere degli operai. Pietro e Pippo sono da anni protagonisti di un emozionante viaggio della memoria. Senza il lieto fine: «Vorremmo metterci in contatto con i discendenti di zio Frank – dice Pippo Lentini – e invitarli a Rosolini per fare tutti assieme una festa in campagna. Ma non siamo riusciti a contattarli, speriamo un giorno di conoscerli». Nella narrazione ci aiuteranno anche Luigi Faraone, 75 anni, storico corrispondente del nostro giornale, e Giorgio Martini, giovane comasco, autore di una tesi di laurea a Milano e ispiratore di un blog su Internet.
«’A maravigghia» da nascondere
La nascita di Lentini è ammantata da un alone di paesano mistero. Soltanto l’estratto del certificato di nascita al Comune parla chiaro: Francesco nacque il 18 maggio del 1889 nell’allora via Granati Nuovi proprio in quella casetta di due stanze, accanto alla farmacia della dottoressa Romeo. «Mi occupai della storia di Lentini nel 1955 – racconta Faraone – quando venni a conoscenza del suo intento di ritornare a Rosolini per rivedere amici e parenti». Nei suoi vecchi appunti, ordinatamente dattiloscritti, Faraone annotava: «Secondo i consulti medici al corpo è attaccato un individuo gemello in embrione, irregolarmente sviluppatosi durante il periodo di gravidanza della madre, mutilato dalla parte superiore del corpo. La parte visibile dell’essere non sviluppatosi è unita nel tratto lombare del corpo come una grossa coda». Dovevano essere due gemelli. E invece ne sopravvisse soltanto uno. Perché? Questa la spiegazione tramandata dagli anziani di Rosolini e riportata da Martini: «La madre, durante la gravidanza, fece visita a un mastru carraturi, il falegname che costruiva i carri per i cavalli, e rimase impressionata dal tavolo che utilizzava l’artigiano: un piano, con un buco al centro, poggiato su tre gambe …».
Al di là delle leggende paesane, per la famiglia Lentini fu una disgrazia: «Una vergogna – ricorda Pietro – da nascondere, una cosa di cui in casa non si doveva parlare. Senza iabbu, senza maravigghia era la frase che i nostri nonni ci raccontavano di aver sempre sentito pronunciare, quasi a voler scacciare la malasorte capitata alla famiglia».
A Pietro chiediamo se in famiglia qualcuno ha ereditato qualcosa dallo zio d’America. Lui ci mostra una mano con quattro dita e ci gela con autoironia: «Guardi qua: a chi tanto di più, a chi qualcosa di meno…».
A proposito della famiglia di Francesco Lentini: c’è un piccolo mistero aperto. In un testo americano si parla di «di 12 figli, 7 sorelle e 5 fratelli, senza alcunché di insolito nel loro aspetto e nelle caratteristiche fisiche». Ma il nipote Pippo smentisce: «Nel registro conservato al municipio c’è scritto che era figlio unico». Una ragione in più per crescere infelice, in un paese siciliano di fine Ottocento, “malato” di una diversità scandalosa.
Ma Francesco fu mandato a scuola come gli altri bambini», ricorda Giovanna Cannata, piccola vicina di casa e 76enne quando nel 1955 fu intervistata da Faraone. I suoi genitori, ricordati in paese come «benestanti», lo sottoposero a viaggi della speranza ante litteram, cercando un medico che gli amputasse una gamba. Ma senza alcun risultato.
A Malta dal medico del mistero. E così la storia di Francesco arriva nell’Isola dei Cavalieri. «Prima del suo imbarco per gli Usa – ricorda Martini – venne portato a Malta, per essere curato da un abile quanto misterioso dottore». Nel piccolo villaggio di Bormla, a pochi chilometri da La Valletta, la leggenda del ghoggieba (mostro) s’è tramandata.
Narrando del professor Ruggiero Busuttil, «l’unico a cui in quei tempi un disabile poteva rivolgersi per avere qualche speranza», scrive il giornalista maltese Charles Mizzi. Che racconta come venne fuori la storia di Lentini: un antiquario, John Bartolo, scoprì nel 1983 una foto del piccolo Francesco, «in posa da enciclopedia medica», nel doppio fondo di uno scrittoio appartenuto al medico. Ma anche a Malta niente “guarigione”.
In America: da mostro a celebrità. Francesco e il padre emigrarono in America. C’è una data precisa: 28 giugno 1889, quando salparono dal porto di Liverpool con destinazione Boston. Due mesi dopo li raggiunse la madre. Il ragazzino entrò subito nel “Ringling Bros” e poi nel celebre “Barnum&Bailey”, dove lavorò fra il 1899 e il 1935 girando tutta l’America come “The Three Legged Sicilian”. Si parla di lui nel “Wild West Show” di Buffalo Bill.
Nel 1907 sposò Theresa Murray, del Massachussets, di tre anni più giovane di lui. «I nostri nonni ci raccontavano che era un’attrice bellissima e di famiglia ricca», ricordano i due nipoti. Frank ebbe quattro figli: Josephine, Natale, Frank e James. Girò il mondo. E pare che tornò pure nella sua terra di origine. A Rosolini si favoleggia di quel carnevale del 1908. «Frank – ricorda Martini – fece indossare i suoi calzoni agli amici, e se ne andarono tutti in festa per il paese con maschere e pantaloni con tre gambe…».
Lentini proseguì la sua carriera fino agli Anni 50, con un Carnival tutto suo. Nel 1952 cala il sipario: si stabilisce in Florida. Fino alla morte, nel 1966, alla non trascurabile età di 77 anni.
L’autobiografia: «La mia vita è felice»
Ma c’è anche una fonte diretta. Una mini-autobiografia di poche righe, stampata in un booklet, il libricino che si comprava agli spettacoli. Qualche abile invenzione da star system (tra cui la data di nascita, che Lentini fa corrispondere a quella del suo arrivo negli Usa) e una rassicurazione al suo pubblico: «La mia terza gamba non mi infastidisce per nulla. Posso andarmene in giro tranquillamente e con la stessa naturalezza di qualsiasi persona normale: camminare, correre, saltare…».
Un aneddoto sulle sue scarpe: «Ne compro due paia e regalo la scarpa sinistra in più a un amico che ha avuto la sfortuna di perdere la gamba destra, così ogni volta che compro un paio di scarpe faccio una buona azione».
E infine una confessione: «Per i miei genitori fu uno shock, ma quando capirono che ero perfettamente normale sotto qualsiasi altro aspetto cominciarono a prenderla con filosofia. Ho viaggiato per la maggior parte della mia vita e ne ho apprezzato ogni singolo momento». Come dire: una meravigliosa lezione d’amore.
Da una maravigghia, un “diverso” che diventa famoso e si permette il lusso di essre felice. Una storia da custodire e tramandare. Magari come antidoto contro il logorio dei tempi moderni. In cui la perfezione fisica del veliname è vuota, anche quando a disposizione di potenti utilizzatori finali. Tanta bellezza per essere “normali”. Fors’anche famosi. Ma profondamente infelici.



NOTE E LINK

documentazione pdf spiegazioni

http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=pv&GRid=75952355&PIpi=55379373
Sconosciuto ca. 1950 gruppo baraccone, tra cui diversi mostri famosi che sono ancora vivi:
Johanna Dickens , fila in alto, davanti, sulla piattaforma di Francesco Lentini e la moglie Teresa Murray Lentini, a sinistra di Johanna Kokomo, il Ragazzo Mule-Faced, a destra di Lentini, in pagliaccio vestito Robert Melvin , fila in alto, davanti, per di Johanna destra Martin Joe Laurello, "The Owl umano", fila in alto, a destra, con i gatti e cani addestrati. Laurello potrebbe girare la testa di 180 gradi, ma in questa fase della sua carriera si esibiva esclusivamente come un ventriloquo e addestratore di animali. Serpentina del Serpente ragazza, fronte, con custode (s)
http://www.phreeque.com/congress.html



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