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Antonio Randazzo da Siracusa con amore
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Ho amato ed amo la vita mio Signore, non temo il tramonto, spero nell'aurora mattutina inizio di una nuova era
ricordare il passato, vivere il presente e progettare il futuro
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Esiste e c'è un destino prefissato?

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5 Aprile 2022
Esiste e c'è un destino prefissato?
Siamo noi a scegliere liberamente o inesorabilmente qualcuno sceglie per noi?
Per quanto mi riguarda siamo noi a fare le scelte fondamentali magari indotte dalle circostanze di tempo e di luogo, ma siamo noi che scegliamo e dirigiamo, forse inconsciamente, dove andare e, quindi, il resto e conseguenziale. Era previsto che io facessi il carabiniere o su mia scelta scaturita dalle circostanze? "Il 17 luglio 1963 scadeva la mia ferma presso l’Arma e, come previsto, tornai a Siracusa in licenza di trenta giorni prima dell’agognato congedo.
Da subito provai cercando invano un posto di lavoro quale falegname ebanista.
Constatai che a Siracusa l’intenza e florida attività artigianale di un tempo non esisteva più.
L’artigianato era morto e sepolto e i pochi operatori del settore rimasti si arrangiavano restaurando vecchie strutture o con saltuari interventi occasionali prestando la loro opera in casa di chi aveva bisogno.
Mi fu consigliato di provare a chiedere al responsabile della sicurezza presso gli stabilimenti industriali Montedison che allora era un capitano dei carabinieri in congedo, di fare la guardia giurata.
Un mattino, con la mia auto fiat 500, partii percorrendo la strada statale per Priolo diretto verso la zona industriale con la speranza di trovare collocazione con la benevolenza dell’ufficiale capo delle guardie giurate.
Non avevo alternative e durante il viaggio pensavo a come presentarmi e cosa poter dire quando improvvisamente dissi a me stesso, ma dove stai andando, tu ca ti senti “tuttu cusuzza”, giovane carabiniere di belle speranze, bravu mastru fallignami ebanista, e tarriduci a fari u vigilanti?
Di botto fermai la macchina, appena possibile feci l’inversione a u e tornai di corsa a casa non prima di aver comprato un quinterno di carta uso bollo.
In pochi minuti riempii uno dei fogli con la domanda di revoca della domanda di congedo, la firmai e di corsa andai a presentarla nella locale stazione principale.
Dopo appena 24 ore giunse il fonogramma che era stata accettata e quindi ripartii per Abbiategrasso, sebbene deluso e a malincuore, deluso e amareggiato, per la negativa esperienza.
Ad Abbiategrasso il comandante Ancide De Angeli mi accolse dicendomi presuntuosamente: “per nostra gentile concessione abbiamo accettato la tua domanda”.
La mia decisione di richiesta congedo nasceva perché anelavo tornare in Sicilia quanto più vicino a Siracusa, e fu solo dopo alcuni mesi che si avverrò l’agognato ritorno in Sicilia con destinazione presso la stazione carabinieri di Delia in provincia di Caltanissetta.
Non era l’ideale ma mi accontentavo del bicchiere mezzo pieno."



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