San Francesco all'Immacolata - chiese esistenti Siracusa

Chiese esistenti
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Il testo è tratto da:
Architettura religiosa in Ortigia
di Lucia Acerra
stampato nel 1995
da: EDIPRINT  
  

CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI o DELL'IMMACOLATA  
piazza Corpaci


  


La chiesa dei frati Minori Conventuali, sebbene fosse dedicata a S. Andrea apostolo, agli inizi del XVI secolo venne intitolata alla Concezione e alla Madonna del soccorso. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, veniva solennemente celebrato nella chiesa, tanto che sorse una contestazione con le suore di S. Maria che si risentivano perché tale festività era sempre stata celebrata solennemente nella loro chiesa. Fu solo agli inizi del nostro secolo che si stabilì di celebrare la festa solennemente in ambedue le chiese. Nel 1613 si eseguirono lavori di ampliamento e di abbellimento all'interno della chiesa, si aggiunsero agli altari i gradini di marmo e con il marmo furono ornati gli altari stessi. Nel 17 5 6 furono eseguiti gli affreschi della volta riproducenti l'Immacolata Concezione circondata di gloria tra S. Francesco e S. Antonio, opera di G. Cristodoro.
Nel 1800, l'8 dicembre i Cavalieri dell'Ordine di Malta, giunsero in : .processione dalla loro chiesa di S. ' Leonardo, portando delle scope per pulire la chiesa in omaggio alla .Vergine Santissima. Questa usanza verrà poi ripetuta nel 1825 dal vescovo G. Amorelli e il Clero, e per molti anni ancora da varie classi di studenti con i loro insegnanti. Dopo la legge di soppressione la chiesa restò aperta al culto; a seguito dell'incendio- di S. Andrea dei Teatini vi fu trasportato il grande quadro di S. Andrea che venne collocato dietro l'altare maggiore a ricordare la prima chiesa che sorgeva in quel luogo, dedicata appunto a S. Andrea. La bellissima facciata barocca, che reca incise le insegne dell'ordine francescano (due braccia incrociate), svetta nella piccola piazza Corpaci, mentre nel campanile, rimaneggiato il 26 giugno del 1876, è collocato l'orologio della demolita chiesa di S. Andrea. I restauri eseguiti hanno messo in luce gli splendidi portali quattrocenteschi e tracce del limitrofo convento.

La chiesa è ad unica navata, con sei altari laterali.







 

 

   





interno
 



   

 












Chiesa di Santa Maria Immacolata

La bella Chiesa di Santa Maria Immacolata.

La Chiesa di Santa Maria Immacolata, nota anche come "San Francesco all'Immacolata" (poichè è consacrata anche a "San Francesco d'Assisi"), è uno splendido edificio sacro in stile barocco ubicato presso la Piazza Corpaci (posta nel tratto centrale della Via della Maestranza) comprendente anche l'attiguo Convento dei Frati Minori Conventuali (uno dei tanti ordini francescani di tipo monastico). L'originaria Chiesa venne costruita nel XVI secolo ma, in seguito al terremoto dell'11 Gennaio 1693 crollò. La ricostruzione dell'edificio sacro avvenne nei primi anni del 700 (colui che guidò i lavori fu senza dubbio Pompeo Picherali, anche se c'è chi sostiene che sia stato l'architetto Rosario Gagliardi), mentre gli interni vennero decorati nel 1735. L'attiguo Convento dei Francescani venne soppresso nella seconda metà del 1800 divenendo così "Tribunale" della città aretusea (fino a quando non è stato costruito quello nuovo presso il quartiere di Santa Panagia). La Chiesa oggigiorno, dopo aver subito alcuni restauri, è aperta al pubblico.

La splendida facciata barocca della Chiesa di Santa Maria Immacolata.

La facciata curvilinea della Chiesa (tipico delle Chiese progettate dal Gagliardi) si presenta convessa verso il centro. L'ordine inferiore presenta quattro pilastri e due colonne aventi eleganti capitelli corinzi, che sorreggono una bella trabeazione curva. I pilastri vanno ad inquadrare splendidi fregi scolpiti con la tecnica del bassorilievo, mentre le colonne inquadrano il portale centrale della Chiesa. Quest'ultimo è sormontato da un timpano semicircolare che a sua volta reca uno scudo che raffigura l stemma dei Frati Minori Conventuali. Al centro della facciata, presso la trabeazione, vi è uno splendido timpano spezzato. L'ordine superiore della facciata presenta cinque pilastri con capitelli corinzi che inquadrano sempre pregevoli fregi in bassorilievo. Al centro vi è l'elegante finestrone centrale di forma arcuata. La facciata è coronata da una nicchia arcuata sostenuta da contrafforti a spirale ai cui lati sono posti quattro obelischi piramidali. Accanto alla facciata vi è una torretta (affiancata da una piccola nicchia campanaria) recante un orologio meccanico ottocentesco proveniente dall'ormai inesistente Chiesa di Sant'Andrea dei Teatini (che in origine era collocata presso la Piazza Archimede. Questa torre è abbellita da bassorilievi e da pinnacoli a coppa e possiede una bella finestra a "bifora".

L'interno della Chiesa di Santa Maria Immacolata.

L'interno della Chiesa possiede una sola Navata decorata da affreschi (molti dei quali rovinati dal tempo) e da stucchi policromi. L'affresco della bella volta "a botte" (opera di Giuseppe Crestadoro) raffigurava "Maria Immacolata", "Sant'Antonio da Padova" e "San Francesco d'Assisi". Da ammirare il sobria ma elegante Coro ligneo, in cui vi è ubicato un piccolo organo a canne ottocentesco.

Nelle pareti laterali della Chiesa vi sono sei Altari barocchi (tre per lato) contenenti importanti opere d'arte scultorea e pittorica come il "Monumento del Cristo Morto" (che viene portato in Processione durante il "Venerdì Santo") la bella statua della "Madonna Immacolata" (portata in Processione ogni anno l'8 Dicembre), il dipinto che raffigura "Gesù Risorto e San Francesco d'Assisi" (opera di artista ignoto), un bel "Crocifisso" in legno del seicento e la tavola che raffigura "I Dodici Apostoli" (attribuita al pittore Pietro Novelli). Bisogna dire che recentemente sono stati riportati alla luce alcuni portali quattrocenteschi che comunicavano con l'attiguo Convento.

Nel Presbiterio possiamo ammirare lo splendido Altare Maggiore in marmo policromo sovrastato dalla tela settecentesca che raffigura "Sant'Andrea Apostolo" (proveniente dall'ormai inesistente Chiesa di Sant'Andrea dei Teatini), Da ammirare anche il catino absidale (recante al centro una bella formella in stucco) in cui è dipinto uno splendido affresco che raffigura "L'Ultima Cena" (dipinto da Giuseppe Crestadoro).

Articolo tratto da: Itinerari turistici in Provincia di Siracusa -

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