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STORIA VITTORIO LUCCA


Ecco un pezzo di storia fatto cronaca; ecco uno spaccato della vita quotidiana di Siracusa nel suo secolo d'oro, il V a. C.


Fu il periodo di massimo splendore: Gelone ne fece una potenza militare; Ierone I, suo suc¬cessore, ne fece la culla dell'arte e della cultura. Qui operarono e dimorarono Eschilo, Si- monide, Bacchilide, Pindaro, Epicarmo ecc.; la fama e la potenza di questa città crebbero tanto da contrastare il primato di Atene, dove intanto, sotto la guida illuminata di Pericle, prosperava la stagione del grande pensiero filosofico.
Siracusa apparteneva alla Grecia; ne era la figlia prediletta, la più bella creatura. Il suo do¬minio si estendeva in gran parte della Sicilia e del Mediterraneo, il suo governo democratico fu di esempio a molti e fu proprio qui che Platone, nel 387 a. C., su invito di Dionisio, tentò di attuare la sua Utopia.
Non deve meravigliarci quindi se Vittorio Lucca, attento studioso della storia siracusana, abbia scelto proprio questo periodo per farne oggetto di analisi accurata. Ma non è la grande storia che qui si contempla; non le eroiche imprese dei guerrieri o i sublimi monumenti degli artisti; non la sagacia politica dei governanti o gli intrighi delle corti o il pensiero dei filosofi; Lucca non vuole scoprire qualcosa di nuovo da offrire allo studio degli specialisti né intende sostituire queste venti pregevoli cartelle con le numerose analisi critiche che valenti studiosi hanno condotto sul corpo storico e artistico di questa città. Lucca vuole parlarci solo della gente, di come viveva, di ciò che pensava.
Vuole raccontarci, col suo linguaggio piano e semplice di insegnante, le vicende minime dei siracusani del V secolo a.C.: l'ambiente e la casa dove vivevano; la moda, i culti, le leggi che ne scandivano la vita; l'influenza delle cortigiane nella società; lo sport, le scienze, i riti reli¬giosi e l'idea della morte di questo popolo che lasciò il suo indelebile fascino sulle pagine della storia.
È un viaggio nella memoria, nella terra sconfinata della nostra infanzia storica, nel l'avvol¬gente dimensione del Mito che ancora oggi avviluppa questo corpo d'Aretusa fatto acqua e pietra e infine cemento e ciminiere.
Venti facce di questa città altera e suggestiva, potente e meravigliosa; venti schede, a suo tempo pubblicate sul giornale «l'Eco di Sicilia», qui riproposte con il gusto e l'eleganza che solo un pittore come Vittorio Lucca poteva regalarci.
CORRADO DI PIETRO



 
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