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Castelli e torri medievali
Castelli e torri
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ISOLA DI CAPO PASSERO :
Tratto da: http://www.fortedicapopassero.it/index.htm
Antonello Capodicasa



testo di Anonello Capodicasa
CASTELLO FORTEZZA DI CARLO V° ;

Tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1563 giunge a Capo Passero il corsaro ottomano Dragut. La sua flotta è costituta da trenta vascelli con circa tremila uomini a bordo. Contrariamente a quanto affermano molti storici, Dragut non distrusse la fortezza spagnola dell'Isola di Capo Passero (che non era stata ancora costruita) ma una piccola torre d'avvistamento chiamata Torre di Capo Passaro (oggi Torre Fano). Lo testimoniano vari documenti dell'epoca.
Sul finire del XVI secolo, per mettere un freno alle continue scorrerie turco-barbaresche che si susseguivano a Capo Passero, nell'estrema punta a sud est della Sicilia, si decise di costruire in questi luoghi una fortezza, presidiata da una guarnigione di soldati ed armata con pezzi di artiglieria. Capo Passero era diventato, infatti, un consueto punto d'approdo per pirati e corsari, che qui si rifornivano d’acqua e si abbandonavano a saccheggi e razzie, catturando spesso poveri sventurati da condurre in schiavitù in terra d’Africa o a Costantinopoli. Nell’aprile del 1583 la Deputazione del Regno, presieduta dal Vicerè Marcantonio Colonna, ordinò all'ingegnere Giovanni Antonio del Nobile di recarsi a Capo Passero "a riconoscer diligentemente le torri et forti che vi bisognino, per scoprimento di cale, corrispondenza de’ segni et maggior sicurezza di quella parte".
Ma è solo tredici anni più tardi, nel 1596, che la Deputazione espresse la ferma volontà di "metter in essecutione l’opera lungamente procurata d’un forte designato a Capo Passero", preventivando una spesa di 18.000 scudi. I lavori di costruzione veri e propri iniziarono nella primavera del 1599, sotto la direzione tecnica dell'ingegnere regio Diego Sanchez, ma si interruppero l'anno seguente, per mancanza di fondi. Nel luglio del 1600, per "fortificare il Capo Passero", il Parlamento siciliano offrì al Re Filippo III un donativo di 21.000 scudi, imponendo una tassa a tutte le città e terre del Regno di Sicilia.
I lavori di costruzione ripresero nel 1603 e furono completati nel settembre del 1607, sotto la direzione dell'ingegnere Giulio Lasso. Gli ultimi interventi riguardarono la posa in opera dello stemma reale, scolpito nella pietra arenaria, che fu collocato sopra il portale d’ingresso della fortezza. Il 2 ottobre 1607, pochi giorni dopo il completamento dei lavori, giunse in visita al forte il Vicerè Giovanni Ferdinando Paceco, marchese di Vigliena, insieme a tutta la sua famiglia e ad un numeroso stuolo di notabili, ministri, ufficiali, soldati e personale di corte. Il Vicerè, molto probabilmente, era atteso per presiedere alla cerimonia di inaugurazione.
Nel corso del '700 il forte servì anche da prigione e luogo di confino per i soldati che avevano avuto noie con la giustizia, e fino al 1830 continuò a svolgere un'importante funzione difensiva contro le scorrerie dei predoni provenienti dalla vicina Africa. Nel 1871, con la costruzione di un piccolo faro sulla terrazza, il forte fu abitato da personale della Marina Militare, che provvedeva all'accensione notturna dell'impianto. Solo alla fine degli anni '50 del Novecento, quando il faro fu provvisto di un congegno di accensione automatico, il servizio di guardianìa terminò e il forte non costituì più presidio militare.
http://www.fortedicapopassero.it/index.htm


http://www.siciliasud.it/luoghi.php?c=83&tabella=luoghi






L'Isola delle Correnti (dal latino "Currentium insula") è una piccola isola rocciosa, dalla forma rotondeggiante, estesa per circa 10.000 mq con l'altezza massima sul livello del mare di mt. 4. E' collegata alla terraferma tramite un caratteristico braccio artificiale, più volte distrutto dalle onde impetuose (attualmente il piccolo collegamento ha uno squarcio di 15 metri ed è profondo nei momenti d'alta marea un metro circa). Sull’isola sorgono alcune casette abbandonate, mentre il nucleo abitativo centrale (dove decenni fa alloggiava il farista con la famiglia), di forma rettangolare con sul davanti un ampio spiazzale, è anch'esso in fase di decadimento, essendo da anni in disuso. L'Isolotto è perennemente battuto dalle onde del mare, quasi sempre in tumulto. Sul posto cresce poca flora, ma vi abbondano piantine di porro selvatico, capperi ed altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Da qualche anno inoltre l'isola e una striscia di terraferma sono state utilizzate dalla facoltà di scienze, sezione biologia dell'Università di Catania, per esperimenti su alcune specie di insetti che qui si riproducono. Nel Novembre 1987 poi l'isolotto stesso, insieme ad una larga fascia di terraferma per una estensione di ha 63,625 è stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte, tipiche della costa meridionale della Sicilia. Albergano pure ricci, conigli selvatici, oltre a varie specie di gabbiani come gli albatros. Da qui passano nel periodo del flusso migratorio degli uccelli acquatici dal Nord Africa alle coste siciliane, e nascondendosi dietro le alte dune sabbiose, si può osservare il loro migrare. Con i suoi 36° 38' 33" di latitudine nord e 15° 5' 19" di longitudine est, l'Isola delle Correnti è la punta più meridionale della Sicilia, dell'Italia e dell'Europa: l'Isola è il Sud, Tunisi e già settentrione. La temperatura è piuttosto elevata nel periodo estivo (si possono anche superare i 37° all'ombra), mentre tende a scendere nei periodi invernali, ma raramente o quasi mai sotto i 5°. Ed è in questa terra infuocata dal sole che si trova la preziosa argilla gialla e bianca con la quale non esiste bagnante, naturalista ed ambientalista, amante del naturale e delle rarità, che non abbia fatto i fanghi.  

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