Castello Vecchio Castelluccio - castellietorrimedievali

Castelli e torri medievali
Castelli e torri
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Ubicazione: rovine del 'Castello Vecchio'; km 1,5 a nord della masseria e del borgo Castelluccio. Da Noto e da Palazzolo Acreide mediante la strada provinciale Noto-Testa dell'Acqua-Palazzolo; a 4 km a Nord di Testa dell'Acqua (o 10 km da Palazzolo), bivio per Castelluccio (quindi si procede per 6 km in discesa fino al castello). Da Noto o da Ragusa, tramite la strada statale 115; imboccando la diramazione con l'indicazione 'Giarratana'; dopo 13 km s'incontra il bivio per Castelluccio; l'abitato si trova a meno di 2 km. il castello a 4 km. Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: non precisabile con esattezza; Il castello è ricordato alla metà del XIV secolo e dovrebbe essere una fondazione trecentesca sorta comunque su un sito pluristratificato, presumibilmente su preesistenze d'età bizantina e preistorica (Orsi 1893, p. 31 n. 4, insisteva "sull'alta antichità di una porzione degli avanzi di codesto Castelluccio"); in età moderna sorse una nuova masseria distante in linea d'aria km 1,5 in direzione sud dal vecchio castello. ... Rapporti ambientali: dalla forte posizione del Castelluccio (il sito, occupato da un insediamento preistorico, è eponimo di una cultura della prima età del bronzo identificata da Paolo Orsi) si domina la valle del fiume Tellaro: essa costituisce un'importante via di comunicazione tra i centri del settore sud-orientale dell'isola, come Noto, ed i centri abitati dell' altopiano ibleo, come l'odierna Palazzolo Acreide. Dopo la fase preistorica, una fortificazione fu presumibilmente eretta a difesa di un abitato tardoantico e bizantino, testimoniato da un gran numero di ipogei cristiani, fra cui particolarmente celebre è la cosiddetta 'Grotta dei Santi'. Il successive castello trecentesco, oltre a divenire il centro del feudo che da esso prese il nome, svolse importante funzione strategica per il controllo della via del Tellaro in difesa di Noto. Nel 1358, infatti, durante le lotte tra 'parzialità latina' e 'parzialità catalana' i Chiaramontani provenienti da Lentini e diretti a Noto, s'impadroniscono del fortilizio e decapitano il castellano Giovanni Landolina che aveva tentato di fermarli. Descrizione: va ritenuta parte essenziale della fortificazione un'area sub divo avente pianta di triangolo isoscele (ca. m 50 x 50 x 30), che, con porta di accesso sul lato breve (sud), e protetta da due bastioni convergenti impostati sulla parte finale delle pareti di un contrafforte affacciantesi sul Tellaro. Di questo impianto si conservano la porta, qualche rudere nel lato orientale e, sul lato occidentale, un tratto di muro lungo m 15 e spesso m 2, costruito a doppio paramento con blocchi di media dimensione cementati mediante malta. ... Degli edifici veri e propri del castello rimane ben poco...».
http://www.castelli-sicilia.com/links.asp?CatId=120


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