palazzo Fortezza maniace - palazzi di pregio

Palazzi di pregio
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Al civico 32, il palazzo Fortezza, imponente costruzione settecentesca in stile barocco con l'imponente e altissimo portale a bugnato, chiuso da un grazioso concio di chiave, modellato dagli emblemi del Casato. La pavimentazione dell’atrio è realizzata a riquadri campiti con ciottoli di fattura settecentesca.
Al fasto decorativo del seicentesco Palazzo Bianco, a poche decine di metri di distanza, al n. 32 della stessa Via Maniace, si contrappone la severità strutturale del settecentesco Palazzo Fortezza, imponente costruzione barocca destinata a perire per il perdurare dell'incuria e della disattenzione degli organi competenti.
Il prospetto è di una chiarezza strutturale insuperabile ed è schematizzabile in cinque striscie verticali, in cui tra la seconda e la terza da sinistra si impianta l'imponente portale a bugnato, chiuso da un grazioso concio di chiave, modellato dagli emblemi del Casato. Il portale altissimo, arriva sino alla cornice di divisione dei due ordini. Il primo ordine, nell'ala sinistra, è caratterizzato da un piano terra alquanto basso e da un piano rialzato; nell'ala destra destra il livello è unico e la continuità verticale tra le porticine del piano terra e i balconi del piano superiore è garantita dall'inserimento di una finestrella intermedia. Nell'ultima porticina dell'ala destra sono evidenti le strutture di una precedente apertura. L'ordine superiore è caratterizzato da cinque ariosi balconi sostenuti da mensole dalle sagome severe. L'interno in pessimo stato di conservazione, è imponente quanto la facciata. Nell'atrio, frontalmente tamponato per ricavare un misero alloggio, è di eccezionale robustezza la volta a crociera, struttura portante del pianerottolo del piano superiore.
Il piano superiore, raggiungibile da uno scalone a pozzo che prende luce dall'atrio e dal lato sud, è strutturalmente integro sebbene l'abbandono gli abbia lasciato segni profondi di decadimento (1).
Nell'atrio è di particolare interesse la pavimentazione a riquadri campiti con ciottoli, tecnica molto usata nel Settecento. Molti edifici del centro storico hanno frammenti di questo tipo di pavimentazione, ciò è segno dell'esistenza di una vera e propria maestranza impegnata per la realizzazione di questo tipo di lavori.
Stemma Fortezza (sec. XVII) sul portale e sull'androne del palazzo cognomònimo, in via di Castel Maniace, 32. Monolite scultoreo in altorilievo.
Arma: Inquartato nel I d'oro alla banda ondeggiata di nero, nel II d'oro a due teste di leone di nero poste in palo 1 su I (Sandoval), nel III scaccato d'oro e di nero, nel IV di rosso a tre gigli d'oro, 1 su 2 (sp. Zaforteza, it. Fortezza); Scudo: ad ancile e sagomato; Elmo: patriziale, d'argento rabescato d'oro, posto in profilo verso destra, con la visiera d'oro alzata a metà e con la gorgieretta (collana di corazza) dello stesso, ornato di tre piume d'oro, di neroe di rosso, frastagliate, svolazzanti e moventi dal cércine. - Quarto d'onore e d'alleanza anteposto perché gl'ispano-siracusani, Sandoval, consanguinei dei Fortezza, traevano origine dalla real casa di Leon Principi di Castelreale (R. Priv. 13, VI, 1672), etc. 2 - Guardante, dal lato retrostante, al di là del lungomare Alfeo, il gran porto di Siracusa, questo palazzo fu abitato anche da monsignor don Francesco Fortezza, 67° Vescovo di Siracusa (1676-1693), nato in Maiorca (Spagna) e morto in Siracusa nello stesso anno del grande terremoto, il 12 novembre 1693. Nel secolo XX, nello stesso palazzo, abitavano gli ultimi epigoni della succennata geus ispano-siracusana, cioè le due sorelle Florinda (+ Siracusa, 5, III, 1963) è Giuseppina (+ Siracusa, 11, IV, 1966) Fortezza, amorosamente assistite, sino alla morte, dalla «Serva di Dio» p.ssa Grazia D'Aragona Due Sicilie (1908-1985).
Stato di conservazione: in penose condizioni in una a tutto il palazzo fatiscente e cadente





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