Timbri-fiume - Archeologia Siracusa

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Tratto da guida illustrata di Siracusa -autore ignoto- Tipografia Andrea Norcia (1874)
Documentazione di Ermanno Adorno


Fiume Timbride
Termino col dirti che varie sono le opinioni su questo fiume denominate Timbride. Mirabella vuol sostenere esser questo un fiume, il quale dai Siracusani, mentre chè avevano gran quantità di prigionieri Ateniesi e Cartaginesi, fu condotto intorno a Neapoli per fortificare la Città, impiegando quei prigionieri a spianare i colli, tanto che a modo di una gran fossa, o acquidotto, ove fecero il letto , per dare un regolare corso al detto fiume, il quale non dovette essere di mezzana grandezza, come Teocrito nel suo Idilio chiaramente si esprime , sebbene vien sostenuto da Servio , che dal nome di questo fiume Siracusano fu dato il nome di Tibri o Tebro a quello di Roma, che prima per la bianchezza delle sue acque era detto Albula; giacché alcuni Siracusani volendo fuggire la tirannide, pervenuti in Italia su questo fiume, lo chiamarono Tibri, Tebro, o Timbride, a somiglianza di quello della loro patria. Non tralascio però di dirti che questo nome di Timbride derivi forse da una pianta notissima, chiamata Timbre dai Greci, da noi detta volgarmente Satarella e scientificamente chiamata Timo, la quale si trova in gran copia nelle rive di questo fiume.
Taluni vogliono che il Timbride sia mare.
Mi diranno altri che Teocrito intenda sostenere che le acque del Timbride siano quelle stesse di Galerani ; io però, stando alle parole del Mirabella, la cui opinione in questa parte è molto accreditata, perchè conforme a quelle d'un eruditissimo Tedesco che con me percorse queste contrade nel 1848; mi confermò sempre più nel proposito che questo fiume derivi e scaturisce dal Monte Crimiti, e che con indicibili e artificiosi meati fu condotto in Siracusa.
È ben provato eziandio che i Siracusani volendo privare di tanto beneficio i nemici che li assediavano, ne otturarono la foce, e molti di quei meati—E poiché sono entrato in tale ragionamento, ed ho parlato di tali acquidotti, è necessità che ti dica qualche parola dell'origine delle sue acque.
Essendo le due maggiori e principali Città di Siracusa, cioè Tica ed Acradina, collocate su colli, e perciò prive affatto di acque potabili, si risolsero i Siracusani di condurvele, affinchè dove mancasse la natura, supplisse l’arte, e perciò con le altre acque vi condussero anche quelle del Timbride, le quali essendo di sommo volume furono unite per un solo acquidotto sino all’entrata delle, porte di Tica, e poscia in molte braccia divise.
E indubitabile che questo fiume, o fossa sotterranea, partendo dal Monte Crimiti passa per lo ex feudo del Grottone, percorre fino alle falde del Monticello Belvedere, scorre sotto l'Epipoli, e quivi diramasi in varii bracci, due dei quali mettono nel fondo della Targia, uno nella Targetta, altro al cosi detto punto Acqua delle Colombe, altro nel Giardino Paradiso, altro nel sito detto Galermi, ed il settimo in fine del fondo Tremilia. Questi acquidotti furono con tanto raffinato e matematico artificio intagliati nella viva rocca, che non fu possibile ai nemici di Siracusa e agli stessi Siracusani riempirli di terra e di pietre e reciproco danno e vantaggio, e perciò interi a noi oggi si presentano, quali reliquie dell'antico Timbride, del quale ignorasi fin oggi la primitiva sorgente.
Or finalmente che ti ho fatto osservare quanto di più interessante si ha in questi luoghi di veneranda memoria, ora che ti sei persuaso di quanta gloria fu onusta questa mia antica patria, ti lascio, augurandoti un prospero e lieto ritorno alla tue natie contrade: Chi sa se più ci rivedremo In ogni modo ricordati di me — Addio !
Fine

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