Il Rostro di Trapani - Archeologia Siracusa

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Il Rostro di Trapani

Archeologia Sicilia

IL ROSTRO DI TRAPANI



Fu recuperato a Trapani nel 2004, durante un'operazione di sequestro di materiali archeologici da parte dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale. Il rostro ha una lunghezza di 85 cm, è trifido e decorato su ciascun lato da due rosette: formato da un unico pezzo fuso in bronzo, era pertinente alla prua di una nave romana affondata durante la battaglia della Egadi del 241 a.C.
Il rostro veniva saldamente fissato alla prua di legno della nave mediante numerosi chiodi di cui è rimasta traccia sul bordo, nel punto di congiunzione tra la parte finale prodiera della chiglia e quella più bassa del dritto di prua. La parte anteriore è costituita da un possente fendente verticale rafforzato da altri tre, laminari, orizzontali. Per le sue caratteristiche tipologiche e tecniche il rostro è stato datato al III secolo a.C.: esso costituiva lo strumento offensivo che, penetrando nella fiancata della nave nemica, in poco tempo ne determinava l'affondamento, a causa della enorme falla che produceva. Nel giugno del 2008, un altro rostro di nave romana è stato recuperato dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la RPM Nautical Foundation, a Nord Ovest di Levanzo, Anche questo reperto, grazie al luogo di rinvenimento, è stato attribuito ad una nave romana che prese parte alla battaglia delle Egadi del241 a.C., che concluse la prima guerra punica, segnando la vittoria di Roma su Cartagine, Grazie all'adozione dei rostri, associati ai "corvi", le passerelle lignee montate sul ponte, terminanti in un acuminato uncino che, una volta abbassati, permettevano di agganciare la nave nemica, la flotta romana, in breve, divenne una delle più forti e temibili del Mar Mediterraneo. (A.M.)

 
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