Migliaccio - nobili

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Migliaccio

                                                    MIGLIACCIO SICILIA                                                 STEMMA MIGLIACCIO


 

  
SIRACUSA FAMIGLIA MIGLIACCIO SICILIA

La linea dei Migliaccio di Sicilia affonda le sue radici nella cavalleria quattrocentesca siciliana. Estintasi a fine ‘800 nei rami principali, è presente genericamente negli Elenchi regionale ed ufficiale della Nobiltà Italiana del 1922 per gli importanti parentadi e potere sociale che ebbe tra i secoli XVI e XIX, di cui alcune linee furono presenti anche nel napoletano [55].


Arma Migliaccio in atti della R. Consulta Araldica, fasc. Ignazio Migliaccio
Fiorì in Siracusa, Agrigento, Palermo e Messina. Tra le prime famiglie dell’ordine Senatorio e Pretorio, ricoprì le massime cariche civili e militari del Regno di Sicilia, contraendo cospicue alleanze matrimoniali, con i Ventimiglia, Lancia, Lanza, Moncada, Borgia ed altre. Ripartita in numerosi rami, raccolse la memoria della storia la linea dei marchesi di Montemaggiore e principi di Baucina, la linea dei duchi di Galizia e principi di Malvagna e Mazzara, la linea dei duchi di S. Donato e Floridia [56]. ………………………..
I primi di cui si ha memoria è un Cosmo, Baiuolo di Palermo negli anni 1316/1317 [57] ed un Alberico, castellano di Naro nel 1298, Nicolò, capitano di Naro sotto Re Ludovico nel 1350, Giovanni, Gerardo e Berengario regi familiari aragonesi, altro Nicolò, capitano di Licata, Filippo, notaio in Palermo (creduto e proveniente da Firenze), Lorenzo e Franchino regi familiari di Re Alfonso d’Aragona, Pietro, inquisitore in Sicilia, Giacomo, Castellano del Sacro Palazzo di Messina ed il nobile Federico, commerciante della canna da zucchero che come prodotto rientrava nelle rotte commerciali del mediterraneo, ricordato per il prestito di 156 once e 15 tarì (al tasso del 10%) a Pietro dè Gaytanis, banchiere pisano [58].


E’ certo che i Migliaccio nel ‘400 già erano passati nei ranghi della nobiltà cavalleresca, vantando poi per antica nobiltà l’ammissione come cavalieri di giustizia nell’Ordine di Malta con frà Luigi ricevuto il 15 dicembre 1687 e frà Michele ricevuto il 2 Febbraio 1748. Consanguinei di Filippo II di Spagna e baroni di Montemaggiore inv. nel 1531, poi marchesi di Montemaggiore inv. nel 1598[59], Principi di Baucina [60] e consanguinei di Filippo IV inv. nel 1626, Pari del Regno, vicerè in Palermo nel 1743 – 1746 – 1756, primi del braccio secolare di Sicilia per il titolo di principe di Malvagna inv. 1710 [61] e di Mazzara inv. 1723. Famosi “i Malvagna” in tutta Europa per la quadreria ed in particolare per un trittico detto di Malvagna opera del Mabuse. E’ noto agli storici dell’arte che il trittico fu rubato su ordine di Cosimo III dè Medici e portato agli Uffizi, fu avviata una causa che durò 70’anni e vinta dai Migliaccio, il quadro ritornò a palazzo Malvagna e donato ed oggi è esposto nella pinacoteca di palazzo Abbatellis. Il principe Ignazio Migliaccio fu decorato nel 1824 dell’Insigne Reale Ordine di S. Gennaro e gentiluomo di camera con esercizio degli ultimi Sovrani Borbonici [62]; ricevettero il privilegio di potersi appellare con il plurale Majestatis. Duchi di Galizia inv. 1698; di Floridia inv. 1747; di S. Agata inv. 1759; San Donato (per successione Lanza) [63], Valverde Bologna; le baronie di Biscardo inv. 1554; Casalbianco e Cutrumeggio inv. 1622; Mojo inv. 1710; Pittari inv. 1793; Cavalera e Mandarano inv. 1751; Signori della Sala di Partinico e di Paruta inv. 1598; Signori dell’Acqua Fredda inv. 1753; di Dacco, Aquila e Cencheria.


Ignazio Migliaccio Principe di Malvagna, pari del Regno con l'antico privilegio del mero e misto imperio.
Dalla linea dei duchi di San Donato e di Floridia (titolo oggi passato in casa Turrisi Grifeo) residente in Messina ebbe i natali Lucia Migliaccio figlia di Vincenzo Migliaccio e Bonanno dei principi di Baucina, duca di San Donato e di Florida, e di Dorotea Borgia e Rau, dei marchesi del Casale, che nacque a Siracusa il 18 gennaio del 1770. A soli sei anni nel 1776 ereditò il titolo di 12° duchessa di Florida e ad undici anni nel 1781 sposò a Palermo Benedetto Grifeo e del Bosco (1755†1812), principe di Partanna e duca di Ciminna. Dal matrimonio nacquero Dorotea, Vincenzo, Giuseppe, Leopoldo e Marianna.
Durante il periodo francese in Palermo Re Ferdinando di Borbone conobbe l’affascinate Lucia e se ne invaghì. Dopo due anni nel 1814, dipartita la regina Maria Carolina e dopo solo due mesi di lutto, Lucia e Ferdinando I Re delle Due Sicilie si sposarono col rito morganatico, ovvero senza successione di eredità al trono per lei e per i suoi figli. ………

Degni di nota sono i regali fatti dal Sovrano, nel 1816 acquistò sulla collina del Vomero a Napoli una magnifica villa dal principe di Torella [64], la fece ristrutturare con forme neoclassiche, disponendo il giardino all’inglese con tempietti, belvedere, il teatrino della Verzura, la fontana dedicata ad Imeneo, un’immensa terrazza panoramica, statue; un ponte che collegava un secondo edificio adibito a “Kaffee Haus”.

Napoli - dipinto della duchessa Lucia Migliaccio realizzato nel 1819
dal pittore di corte Vincenzo Camuccini (1771 † 1844).

IGNAZIO MIGLIACCIO




 


PALAZZO MIGLIACCIO





   

 

IMMAGINI VARIE FAMIGLIA MIGLIACCIO TRATTE DA:
http://www.nobili-napoletani.it/Migliaccio.htm

   

SIRACUSA FAMIGLIA MIGLIACCIO SICILIA

La linea dei Migliaccio di Sicilia affonda le sue radici nella cavalleria quattrocentesca siciliana. Estintasi a fine ‘800 nei rami principali, è presente genericamente negli Elenchi regionale ed ufficiale della Nobiltà Italiana del 1922 per gli importanti parentadi e potere sociale che ebbe tra i secoli XVI e XIX, di cui alcune linee furono presenti anche nel napoletano [55].


Arma Migliaccio in atti della R. Consulta Araldica, fasc. Ignazio Migliaccio
Fiorì in Siracusa, Agrigento, Palermo e Messina. Tra le prime famiglie dell’ordine Senatorio e Pretorio, ricoprì le massime cariche civili e militari del Regno di Sicilia, contraendo cospicue alleanze matrimoniali, con i Ventimiglia, Lancia, Lanza, Moncada, Borgia ed altre. Ripartita in numerosi rami, raccolse la memoria della storia la linea dei marchesi di Montemaggiore e principi di Baucina, la linea dei duchi di Galizia e principi di Malvagna e Mazzara, la linea dei duchi di S. Donato e Floridia [56]. ………………………..
I primi di cui si ha memoria è un Cosmo, Baiuolo di Palermo negli anni 1316/1317 [57] ed un Alberico, castellano di Naro nel 1298, Nicolò, capitano di Naro sotto Re Ludovico nel 1350, Giovanni, Gerardo e Berengario regi familiari aragonesi, altro Nicolò, capitano di Licata, Filippo, notaio in Palermo (creduto e proveniente da Firenze), Lorenzo e Franchino regi familiari di Re Alfonso d’Aragona, Pietro, inquisitore in Sicilia, Giacomo, Castellano del Sacro Palazzo di Messina ed il nobile Federico, commerciante della canna da zucchero che come prodotto rientrava nelle rotte commerciali del mediterraneo, ricordato per il prestito di 156 once e 15 tarì (al tasso del 10%) a Pietro dè Gaytanis, banchiere pisano [58].

Siracusa - Palazzo Migliaccio
E’ certo che i Migliaccio nel ‘400 già erano passati nei ranghi della nobiltà cavalleresca, vantando poi per antica nobiltà l’ammissione come cavalieri di giustizia nell’Ordine di Malta con frà Luigi ricevuto il 15 dicembre 1687 e frà Michele ricevuto il 2 Febbraio 1748. Consanguinei di Filippo II di Spagna e baroni di Montemaggiore inv. nel 1531, poi marchesi di Montemaggiore inv. nel 1598[59], Principi di Baucina [60] e consanguinei di Filippo IV inv. nel 1626, Pari del Regno, vicerè in Palermo nel 1743 – 1746 – 1756, primi del braccio secolare di Sicilia per il titolo di principe di Malvagna inv. 1710 [61] e di Mazzara inv. 1723. Famosi “i Malvagna” in tutta Europa per la quadreria ed in particolare per un trittico detto di Malvagna opera del Mabuse. E’ noto agli storici dell’arte che il trittico fu rubato su ordine di Cosimo III dè Medici e portato agli Uffizi, fu avviata una causa che durò 70’anni e vinta dai Migliaccio, il quadro ritornò a palazzo Malvagna e donato ed oggi è esposto nella pinacoteca di palazzo Abbatellis. Il principe Ignazio Migliaccio fu decorato nel 1824 dell’Insigne Reale Ordine di S. Gennaro e gentiluomo di camera con esercizio degli ultimi Sovrani Borbonici [62]; ricevettero il privilegio di potersi appellare con il plurale Majestatis. Duchi di Galizia inv. 1698; di Floridia inv. 1747; di S. Agata inv. 1759; San Donato (per successione Lanza) [63], Valverde Bologna; le baronie di Biscardo inv. 1554; Casalbianco e Cutrumeggio inv. 1622; Mojo inv. 1710; Pittari inv. 1793; Cavalera e Mandarano inv. 1751; Signori della Sala di Partinico e di Paruta inv. 1598; Signori dell’Acqua Fredda inv. 1753; di Dacco, Aquila e Cencheria.


Ignazio Migliaccio Principe di Malvagna, pari del Regno con l'antico privilegio del mero e misto imperio.
Dalla linea dei duchi di San Donato e di Floridia (titolo oggi passato in casa Turrisi Grifeo) residente in Messina ebbe i natali Lucia Migliaccio figlia di Vincenzo Migliaccio e Bonanno dei principi di Baucina, duca di San Donato e di Florida, e di Dorotea Borgia e Rau, dei marchesi del Casale, che nacque a Siracusa il 18 gennaio del 1770. A soli sei anni nel 1776 ereditò il titolo di 12° duchessa di Florida e ad undici anni nel 1781 sposò a Palermo Benedetto Grifeo e del Bosco (1755†1812), principe di Partanna e duca di Ciminna. Dal matrimonio nacquero Dorotea, Vincenzo, Giuseppe, Leopoldo e Marianna.
Durante il periodo francese in Palermo Re Ferdinando di Borbone conobbe l’affascinate Lucia e se ne invaghì. Dopo due anni nel 1814, dipartita la regina Maria Carolina e dopo solo due mesi di lutto, Lucia e Ferdinando I Re delle Due Sicilie si sposarono col rito morganatico, ovvero senza successione di eredità al trono per lei e per i suoi figli. ………

Degni di nota sono i regali fatti dal Sovrano, nel 1816 acquistò sulla collina del Vomero a Napoli una magnifica villa dal principe di Torella [64], la fece ristrutturare con forme neoclassiche, disponendo il giardino all’inglese con tempietti, belvedere, il teatrino della Verzura, la fontana dedicata ad Imeneo, un’immensa terrazza panoramica, statue; un ponte che collegava un secondo edificio adibito a “Kaffee Haus”.

Napoli - dipinto della duchessa Lucia Migliaccio realizzato nel 1819
dal pittore di corte Vincenzo Camuccini (1771 † 1844).


 
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