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la dimora attuale castello Targia



Tratto dalla rivista "I SIRACUSANI" ANNO IV N.18 MARZO APRILE 1999 testo di Corrado Cartia



I PUPILLO di Corrado Cartia



nella foto sopra Antonino Pupillo con la moglie Maria Ciancico 




Resta legata alla "Targia" la storia della famiglia Pupillo, originaria di Feria, che nel primo decennio di questo secolo fissò la propria dimora nel Castello di Federico II, nucleo centrale dell'ex feudo del barone Arezzo della Targia, da cui i Pupillo lo avevano comprato.  Il capofamiglia Antonino, figlio di Sebastiano e di Eloisa Barresi dei Baroni di Ganzèria, giovane avvocato e sindaco di Feria, dopo l'acquisto della bellissima proprietà alla periferia nord della città, decise di trasferirsi definitivamente con la famiglia a Siracusa. Si inserì molto bene nel tessuto sociale cittadino occupandosi attivamente dei fatti politici «lei tempo, aderendo al Fascismo e arrivando anche ai vertici della "Provincia" di Siracusa; sotto la sua presidenza furono realizzate diverse opere pubbliche, quali l'«Ospedale Psichiatrico», lo Stadio «Vittorio Emanuele», il Liceo Scientifico «Orso Mario Corbino», l'Ospedale «Bizza» e fu notevolmente migliorata la rete viaria di tutta la provincia. Appassionato di archeologia, amico di Paolo Orsi e di numerosi letterati e artisti, fra cui lo scnltore Pasquale Sgandurra al quale commissionò le sta¬tue che ornavano l'ingresso dell'Ospedale psi¬chiatrico, non trascurò tuttavia di coltivare la sua vocazione di studioso delle problematiche giu¬ridiche. Di questi suoi studi è rimasta soltanto qualche pubblicazione, poiché la sua biblioteca andò distrutta durante l'invasione degli alleati nel luglio del 1943. Il comando superiore del Corpo deirVIII Armata dell'esercito inglese requisì, infatti, ai Pupillo il Castello di Targia con mobili e arredi, per farne il loro quartier genera¬le, e la maggior parte dei libri fu bruciata nelle stufe per riscaldare le stanze.
Antonino Pupillo era sposato a Maria Ciancico, figlia di Pasquale Ciancico, avvocato e ricchissimo proprietario terriero di Mineo, e di Bianca Scudero dei Baroni di Villanova. Donna autorita¬ria e colta, dotata di un carattere molto energico, donna Maria amministrò con oculatezza la tenuta di Targia fino a tarda età.
Antonino morì poco più che cinquantenne, lasci¬ando ai figli Paolo e Sebastiano un grande esempio di trasparenza amministrativa, di impegno e rettitudine.
Paolo si interessò di politica, diventò un esponen¬te di spicco del Partito liberale, fu sindaco di Feria e componente del Consiglio provinciale. Sposato con Diletta Munafò, andò ad abitare a Palazzo Barresi di via del Teatro, fliventato poi un anonimo condominio anni '60. Sebastiano, laureato in giurisprudenza a Catania e in scienze politiche a Firenze, si impegnò nel sociale e per decenni fu direttore e poi presidente dell'Automobil Club d'Italia (l'ex R.A.C.I.); come presidente dell'Ente Circuito contribuì grande¬mente alla realizzazione dello storico circuito automobilistico che oggi si sta cercando di riatti¬vare dopo trent anni di fermo. Sposato con Bianca Ciancico, donna bellissima e affascinante, fissò la sua residenza nel Palazzo Pupillo di piazza Archimede, oggi in notevole degrado ma, come assicurano gli eredi, ormai prossimo alla ristrutturazione. Bianca Ciancico Pupillo detiene un record asso¬luto essendo stata la prima donna pilota siracusa-na, alla non dimenticata guida di una Alfa Romeo "Giulietta" di colore azzurro. Era studiosa di botanica e appassionata di giardinaggio; creò a Targia uno dei giardini fioriti più belli del Siracusano; nel microclima sottostante un enorme ficus convivevano una infinita varietà di pian¬te: azalee, ortensie, tuberose, clivie e persino le orchidee.
Ma torniamo alla componente maschile della famiglia: i fratelli Pupillo, alla fine della guerra seppero cogliere le opportunità del cambiamento dei tempi e realizzarono 1»' prime industrie del Siracusano. Fu per loro iniziativa che negli anni Cinquanta nacque la prima cementeria a Siracusa; infatti costruirono e gestirono la «S.A.C.C.S.» mentre dopo qualche tempo realizzarono anche la prima cartiera, la «S.A.V.A.S.», e, quindi, l'industria manifatturiera di mattoni in cemento, la «S.A.V.A.F.» e poi ancora la «S.I.R.E.», fabbrica di poliuretani espansi.
Tutto nacque in contrada Targia, che è così diventata la ben nota "zona industriale di Siracusa", agglomerato di piccole e medie imprese che, gra¬zie alla felice intuizione dei Pupillo, ha dato un grande impulso di sviluppo economico e occupa¬zionale a tutta la provincia, pur contemporanea¬mente sollevando le attuali problematiche ambientali.
Certamente questa famiglia ricoprì un ruolo di primo piano nella trasformazione e nella moder¬nizzazione dell'economia del territorio siracusa¬no, allora prettamente agricola. 11 generale riconoscimento della proverbiale retti¬tudine morale e della capacità imprenditoriale di Sebastiano lo portarono, inoltre, a ricoprire importanti ruoli in diversi organismi della nostra provincia; fu infatti (dal '58 all'85) vice-presi¬dente della «Associazione industriali, presidente» della «Associazione fra operatori economici per lo sviluppo industriale della provincia di Siracusa», vice-presidente della «Associazione agricoltori», componente del collegio-revisori ilei conti del C.I.A.P.I.; fu tra i fondatori della «Banca di Credito Popolare ili Siracusa» di cui ricoprì la carica di vice-presidente.
La grave crisi economica che colpì la nostra provincia negli anni Settanta travolse soprattutto quella piccola e media industria che volle rimane¬re caparbiamente sganciata ed autonoma dai grandi colossi industriali non accettando, peraltro, di far parte del mondo dell'economia pubbli¬ca ed assistita; tutto ciò comportò inevitabilmente la fine dell'età d'oro per la famiglia Pupillo e i discendenti di Paolo e Sebastiano preferirono intraprendere strade diverse. La figlia di Sebastiano, la pittrice Lela, ricorda il padre come un uomo dell'Ottocento che con il suo sguardo sempre sorridente guardava molto lontano, ad un futuro per il quale continuamente progettava e intraprendeva

A sinistra: Eloisa Barresi ili Ganzeria, madre di Antonino Pupillo - A destra: Bianca Ciancico Pupillo moglie di Sebastiano







7 luglio 1968 Sebastiano Pupillo presidente dell'Automobil Club di Siracusa, premia il vincitore della 3 ore notturna.





 
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